Home A favorire... Il caciocavallo all’Argentiera

Il caciocavallo all’Argentiera

La Sicilia è un’isola indecifrabile e dal grande fascino, ricca di contrasti e contraddizioni che riescono misteriosamente a convivere creando strani ed inaspettati equilibri.

E’ una terra dove si incontrano e si scontrano il bene ed il male, abitata da un popolo a volte indolente, ma dagli improvvisi slanci passionali ed è una terra dolce ed aspra e questo si esprime anche nella sua cucina, la cui filosofia di fondo è proprio l’armonia tra gli opposti. Una cucina ricca anche quando è povera, dai profumi inebrianti e dai sapori esaltati e resi complessi dall’utilizzo di spezie e aromi magistralmente dosati, si è costruita nei secoli come il risultato delle continue occupazioni di popoli molto differenti tra loro, dimostrando che è possibile dall’unione di tante diversità poter creare una sintesi davvero unica e speciale. Se, come scriveva Feuerbach l’uomo è ciò che mangia, è veramente un’ impresa scoprire la vera essenza dei siciliani, a noi il piacevole tentativo.

Di sicuro quello siciliano è un popolo ospitale che ama la convivialità e la condivisione dei piaceri della tavola; così, se si presenta un ospite inaspettato, non è un problema: “a favorire”, c’è posto per tutti! un sentimento di accoglienza da coltivare a tavola e non solo.

Caciocavallo all’Argentiera.

La cucina Siciliana è famosa per i suoi sapori ma anche per i suoi odori e se ce n’è uno che non passa inosservato è quello del caciocavallo, un formaggio di latte vaccino prodotto da vacche di razza autoctona soprattutto la famosa vacca cinisara, che si alimenta pascolando tra le colline. E’ un formaggio gustosissimo e piccante, quando è fresco è oleoso e fragrante e prende il suo particolare nome da una delle fasi di preparazione: quando viene messo “a cavallo” di una pertica di legno per scolare; solo successivamente gli sarà data la sua forma caratteristica di parallelepipedo. Anche il profumo è tipico ed esaltante almeno per quelli che lo apprezzano e quando viene affettato si diffonde per tutta la casa.

Questa antica ricetta ha proprio al centro l’odore, “u ciavuru”. C’è un’antica leggenda che narra che nel quartiere di Palermo dell’Argenteria, dove si concentravano diversi artigiani che lavoravano l’argento, uno di questi forse era caduto in povertà, fu per questo o semplicemente per suscitare l’invidia del quartiere che sperimentò una “ricetta ingannatrice”. Come si sa, nei paesi o nei quartieri il giudizio dei vicini conta molto e anche gli odori emanati dalle cucine possono essere rivelatori dello status economico di una famiglia: quante volte la settimana mangiano la carne, quante il pesce? Poi le voci girano come il vento e come gli odori. Quindi, come facevano alcune famiglie che arrostivano alla brace il pane duro per far sentire il profumo di arrosto, quell’argentiere, probabilmente reinventò una tipica ricetta a base di coniglio fritto in padella e sfumato con l’aceto, usando un prodotto più povero: il famoso caciocavallo. Il profumo che fuoriusciva dalle persiane era simile a quello del coniglio e da qui nacque la ricetta del “coniglio o caciocavallo all’argentiera”. Anche io l’ho cucinato e non so quale profumo sia fuoriuscito dalle mie finestre, so solo che la cucina è rimasta impregnata dell’odore del caciocavallo che non se ne voleva più andare via e non oso immaginare che status mi abbiano assegnato i miei vicini.


Ricetta

Ingredienti: una fetta di caciocavallo, uno spicchio d’aglio, olio extravergine d’oliva, due cucchiai di aceto di vino bianco, origano fresco q.b.

Preparazione: in una padella far scaldare l’aglio pulito e affettato, con un po’ d’olio. Aggiungere il caciocavallo tagliato a rettangoli (da una fetta ho ricavato quattro parti). Quando prenderà colore, girarlo dal verso opposto e poco dopo aggiungere due cucchiai d’aceto (io ho aggiunto un cucchiaino di zucchero,ma è facoltativo). Fare sfumare l’aceto e spolverare con origano. Dopo qualche minuto servirlo in tavola con il suo sughetto e mangiarlo quando è caldo e morbido.

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Buono e ben presentato. Brava!!!

grazie, anche col sugo è buonissimo!

maria vittoria

Ottimo piatto e si può fare anche col sugo di pomodoro di stagione. Brava ,mi hai fatto venir voglia di farlo per questa sera!