Home Attualità “Fiori di Campo”: la parabola perfetta del bene confiscato

“Fiori di Campo”: la parabola perfetta del bene confiscato

Cinisi 20 Luglio 2012. l’Associazione “Libera-mente” riceve, alla presenza dell’allora Sindaco Salvatore Palazzolo, le chiavi del bene confiscato, nella zona Pozzillo, al patrimonio immobiliare di Vincenzo Piazza, imprenditore edile palermitano. A due anni dalla consegna è diventato una meta internazionale di turismo sociale.

La Sicilia è la terra delle contraddizioni, Bufalino la definiva “una mischia di lutto e di luce”. Qui la Bellezza ri-nasce tra le rocce più aride, vestendo l’abito della speranza, sposa il futuro. Ri-nascita, è quella che ha vissuto la struttura Fiori di Campo, un tempo patrimonio illecito costruito con denaro sporco, oggi luogo d’incontro per giovani di tutto il mondo.

In una zona periferica di Cinisi, vicino al mare, in cima ad un viale alberato. Appena arrivati la sensazione è un po’ strana, quelle mura, quei terreni, quel vento raccontano una storia. Aleggia il ricordo di qualcosa che era o che avrebbe voluto essere. Un polo turistico? Un residence di lusso? L’impressione dura poco. Il vento porta risate di ragazzi, sui balconi i panni stesi, dalla cucina proviene un buon odore, è quasi ora di cena.

elena ciravolo
Elena Ciravolo, Presidente della Cooperativa Libera-mente

Ci accoglie Elena Ciravolo, Presidente della Cooperativa Libera-mente. Non perde tempo, dritta al punto, vuole raccontare del lavoro svolto in questi due anni. Il suo è il racconto appassionato di chi crede in un progetto e tra mille ostacoli lo realizza. Di certo non sono mancate le difficoltà. Ricevute le chiavi la Cooperativa ha provveduto alla messa in sicurezza dei locali, al ripristino delle reti fognarie e degli impianti idrici, all’arredo e alla pulizia.

Chi sceglie questo tipo di vacanza? Risponde la Presidente: «Adolescenti e adulti, dai 15 ai 70 anni, tutti coloro che scelgono una vacanza alternativa ai circuiti convenzionali. Chi desidera conoscere il territorio a 360°, dai prodotti agricoli, al patrimonio culturale, sociale e ambientale».

Qui a Fiori di Campo le giornate sono intense. Ci si sveglia la mattina presto per dedicarsi alle attività territoriali: la pulizia della spiaggia, la coltura dei prodotti agricoli, la riqualificazione delle aree verdi. Il pomeriggio è dedicato alle attività socio-culturali o al riciclaggio. E la sera ci si diverte al chiarore della luna, sulle note di vecchie canzoni al ritmo delle chitarre. Poi potrebbe capitare di ascoltare l’Orchestra Sinfonica di Fiesole o di ammirare i Tetes de Bois, un eco-spettacolo alimentato a pedali.

Un’isola felice, o forse un’enclave che mal si accorda al ritmo della società limitrofe. I volontari lamentano la totale assenza delle Istituzioni, presenti in pompa magna per la cerimonia di consegna e poi sparite in questi due anni di gestione. Manca anche la popolazione, chiusa, restia, diffidente preferisce guardare da dietro le persiane.

Trascorsi due anni di assestamento, Fiori di Campo punta alto. Grazie alla partecipazione al Bando Edison Energia mira a diventare un villaggio di turismo sociale eco-sostenibile. Francesco Costantino, socio fondatore della Cooperativa Liberamente, ci spiega che la vittoria del Bando varrebbe l’istallazione di impianti solari ed eolici, la costruzione di strutture per la raccolta delle acque piovane e la creazione di un impianto fognario. In questo modo il Bene diventerà un modello di autoconsumo energetico. Aggiunge che ci sarà uno spazio polivalente, sportivo e culturale e un parco giochi interamente realizzato con materiale riciclato.

“…Fiore di campo nasce dal grembo della terra nera, fiore di campo cresce odoroso di fresca rugiada…”. Mi tornano in mente questi versi di Peppino mentre saluto i volontari, Elena, Francesco. Do un’ultimo sguardo, vedo spuntati tanti fiori, si chiamano volontà, passione, impegno, senso civico, rispetto, sogno, peccato che l’ingresso al campo sia deturpato da cumuli di immondizia. 

Qui di seguito, l’intervista a Elena Ciravolo e Francesco Costantino, e le immagini del bene confiscato:

 

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