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A dieci anni dalla scomparsa di Felicia Bartolotta Impastato, giornata di Impegno e di Memoria

Generalmente  le donne vengono messe in luce quando diventano vittime e descritte  come bisognose di protezione, ma questo è un racconto parziale e paradossalmente più rassicurante della realtà.

La locandina del programma
La locandina del programma

Ci sono infatti donne che hanno saputo cambiare il proprio status da “oggetti di violenza” a “soggetti di liberazione”, che hanno subito un sopruso, un dolore  incommensurabile, ma con una forza inimmaginabile hanno creduto di poter ribaltare la situazione, facendo paura a chi le voleva zitte per mantenere immutabile l’esistente. Felicia  Bartolotta   è stata un esempio di questa forza e di questa capacità di reagire. Non viene ricordata solo per essere la madre di Peppino Impastato, ucciso perché combatteva la mafia, la madre vittima a cui è stato tolto un figlio che amava, viene ricordata perché ha saputo trasformarsi in una donna che ha essa stessa lottato per migliorare l’esistente e l’ha fatto a viso aperto, seguendo l’iter della giustizia e della legalità ma non solo. Lo ha fatto aprendo la propria casa, raccontando la voglia di giustizia sociale del figlio, parlando ai giovani, accogliendo ed invitando tutti a “tenere la schiena dritta”. E’ stato questo un modo di fare cultura, di sfidare secoli di consuetudini che ci hanno abituati al silenzio e alla paura, un modo concreto per cambiare le cose e vivere liberamente.

Sono dieci anni che Felicia non c’è più, ma la sua presenza di madre e di donna si percepisce ancora a Cinisi, nella sua casa aperta a tutti, negli sguardi di chi continua la lotta sua e di Peppino per un mondo migliore.

Su questa scia sono stati pensati gli eventi per ricordare Felicia, perché la memoria si trasformi in impegno per il presente. Attraverso mostre, letture, installazioni e video si  racconterà del Mulinazzo, che fu al centro delle prime manifestazioni di Peppino, con un pensiero alla civiltà contadina, scomparsa da Cinisi dopo la costruzione dell’aeroporto. Al contempo, con uno sguardo all’attualità e  intrecciandosi con l’impegno di Felicia, ci si concentrerà su quelle donne che si impegnano per migliorare l’esistente, a volte eroicamente, altre volte in modo meno visibile, ma sempre importante. Da Ilaria Alpi uccisa perché indagava su scomode verità, fino ad arrivare  alle donne migranti,  le più colpite nella società odierna, provengono da paesi dove c’è la fame, la guerra, l’oppressione, sfidano ogni pericolo nella ricerca di una vita migliore per sé e per i propri figli e donano ai paesi in cui approdano, non sempre pronti ad accoglierle, una nuova idea di speranza e di futuro.

 

Ecco gli eventi della giornata:

 

ore 11.00: Inaugurazioni a “Casa Memoria”

plastico del Mulinazzo di Giacomo Randazzo

mostra Collettiva di fotografia di Salvatore Maltese, di disegni di Pino Manzella e di libri d’arte di Paolo Chirco

mostra di Evelin Costa “Donne” (ex Casa Badalamenti)

collettiva fotografica ASADIN “Le Migranti”

audio-istallazione “Pescatori di Tank” dedicata a Ilaria Alpi di Emilia Ricotti

 

ore 16.30 nel salone del primo piano dell’ex Casa Badalamenti:

proiezioni video su Felicia

 

ore 17.30: presentazione libro “La Memoria e l’Arte”

alla presenza dei curatori Paolo Chirco, Pino Manzella e Giovanni Impastato

interveranno:

Anna Puglisi, Umberto Santino, Salvo Vitale

 

ore 18.30: Letture tratte dal libro-intervista “La mafia in casa mia” di Anna Puglisi e Umberto Santino

 

Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato ONLUS

CSD Giuseppe Impastato

Associazione Peppino Impastato

Associazione Asadin

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