Home Attualità Cinisi dice “no” alla mafia con “Libera”

Cinisi dice “no” alla mafia con “Libera”

CONDIVIDI

Cinisi 16 gennaio 2015. Si è svolto all’interno del Palazzo dei Benedettini l’incontro tra il presidente di Libera Palermo, Giovanni Pagano, e le associazioni territoriali di Cinisi quali Casa Memoria Peppino e Felicia Impastato, Officina Rigenerazione, associazione Totò Zangara, Azione Cattolica, gruppo Scout Cinisi 1 e Libera-Mente, Società Cooperativa Sociale.

Incaricato alla formazione di un presidio di Libera a Cinisi, Davide Serughetti ha organizzato l’appuntamento con l’intento di dare il via ad un progetto che possa coinvolgere non soltanto le associazioni ma anche i singoli cittadini che abbiano i requisiti minimi di cui ha parlato Pagano ovvero “…spirito critico, positivo e costruttivo”.

La grande macchina operativa di Libera si occupa infatti di sensibilizzare la cittadinanza sul tema della lotta alla mafia e sulle modalità che si possono adottare per impedire il diffondersi della corruzione, dell’evasione fiscale, del racket.

L’organizzazione no-profit è stata fondata nel 1995 e il suo presidente è don Luigi Ciotti; come la definisce Pagano è una “associazione di associazioni” che promuovono campi di formazione alla legalità per i giovani, progetti antiusura e che si impegnano nella lotta per la confisca dei beni mafiosi.

Questo consorzio agisce in modo capillare in tutta Italia e si divide in più settori:

  1. Libera Ufficio Legale che supporta e tutela tutte le vittime del racket e dell’usura;
  2. Libera Sport che interviene nel campo dello sport e sostiene uno stile di vita sano allontanando i giovani dall’uso di sostanze dopanti;
  3. Fondazione Libera Informazione che promuove attività coinvolgendo gli organi di informazione;
  4. Libera Internazionale che combatte il traffico di droga e di stupefacenti ed è presente in tutto il mondo.

Considerando tali obiettivi, è chiaro che non poteva non esistere a Cinisi, nel paese di Peppino Impastato, un presidio dell’associazione anti-mafia per eccellenza e lo stesso Giovanni Impastato ha ribadito, durante la riunione, come questa iniziativa di Libera sia “…un segnale forte di presa di coscienza soprattutto dei giovani”. Poiché il presidio è un fondamentale punto di riferimento per tutta la società civile e soprattutto per ricordare e difendere la storia di Peppino, Giovanni Impastato ha dato inoltre massima disponibilità per svolgere gli incontri di Libera nell’ex casa Badalamenti o a Casa Memoria, luoghi che per la loro importanza storica e civile darebbero maggiore significato a tutte le iniziative.

L’invito di venerdì 16 è stato rivolto solo ad associazioni ma naturalmente tutta quanta la cittadinanza interessata potrà iscriversi a Libera dando un contributo valido e concreto per estirpare o quantomeno impedire la diffusione di quel male che, giorno dopo giorno, pur cambiando forma continua ad esistere: la mafia.

Lascia un commento:

1 Commento su "Cinisi dice “no” alla mafia con “Libera”"

Salvo Vitale

Apprendo dal vostro “giornale” di questa notizia e mi stupisco, ma non è la prima volta che capita, che l’Associazione Culturale onlus Peppino Impastato, che opera da 13 anni sul territorio e alla quale è stata affidata una parte della casa confiscata al boss Badalamenti, non sia stata invitata. Ovviamente rivolgerò la stessa domanda al responsabile regionale di Libera, con la quale , da sempre, ci sono stati ottimi rapporti di collaborazione.