Tante le iniziative organizzate da “Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato Onlus“, dal C.S.D “Giuseppe Impastato” e da “Rete 100 Passi“, con il sostegno del G.A.L Golfo di Castellammare e del Comune di Cinisi, per non dimenticare questi trentasette anni e quelle idee e quelle azioni che Peppino Impastato ha lasciato, indelebili, ambivalenti, nell’animo del suo paese.

Maggio 2015. Il Clan “Croce del Sud” del gruppo Scout di Cinisi, ha dato il via, il 6 maggio scorso, agli incontri, con lo spettacolo teatrale: “Illegalità, Mafia, Corruzione… e la Politica?” facendo un excursus dell’evoluzione del fenomeno mafioso, con ironiche scene e monologhi. I contenuti sono stati ispirati da “Racconti di mafia” di Pierfrancesco Diliberto, in arte PIF e dal film “Gli Onorevoli” di Antonio De Curtis, in arte Totò.

Il film documentario sul MUOS di Niscemi: “Come il fuoco sotto la brace” di Giuseppe Firrincieli, ha caratterizzato il momento di incontro del 7 maggio. Il MUOS (Mobile User Objective System) è un sistema di comunicazioni satellitari ad alta frequenza e a banda stretta, composto da quattro satelliti e quattro stazioni di terra, una delle quali è stata terminata a fine Gennaio del 2014 in Sicilia, nei pressi di Niscemi. E’ gestito dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, con lo scopo di integrerare forze navali, aeree e terrestri in movimento in qualsiasi parte del mondo.

Il documentario racconta l’azione di resistenza portato avanti dal comitato “NoMuos” e dai comitati di lotta civica che stanno caratterizzando, in tutta Italia, le uniche forme di resistenza cittadina tramite forme di denuncia viva dell’effettiva pericolosità’, in questo caso del Muos, per la salute dell’uomo, dovuta all’energia radio elettromagnetica emanata. Il documentario è arricchito dalle ricostruzioni dei retroscena politici e istituzionali, legati all’interesse per la costruzione di tale impianto.

Nella mattinata dell’8 maggio, si è tenuta la presentazione del libro fotografico “9 maggio 1978“, con le foto di Paolo Chirco e le testimonianze dei compagni di lotta sul delitto di Peppino Impastato. A seguire, all’interno della stessa Sala Civica del Comune sono state presentate le mostre: “State Secret” di Calogero Russo, “Ouragan” di Riccardo Scibetta e le foto presentate al premio fotografico “Peppino Impastato” ed.2014.

Nel primo pomeriggio si è affrontato il tema dei beni confiscati alla mafia, in un momento organizzato dal Comune di Cinisi, da Libera e dalle Cooperative beni confiscati. Alla sera le due proiezioni de “La Trattativa“, il film di Sabina Guzzanti seguite dal dibattito con la regista.

Nella mattinata del 9 maggio durante l’incontro organizzato dal Coordinamento dei comitati NoMuos con comitati e resistenze territoriali, vi è stata la presentazione del libro: “L’altra resistenza. Storie di eroi antimafia e lotte sociali in Sicilia” di Giuseppe Carlo Marino e Pietro Scaglione, con la presenza del vescovo di Monreale Michele Pennisi, organizzato dall’Azione Cattolica Diocesana di Monreale in collaborazione con le Associazioni parrochiali di Cinisi.

Nel primo pomeriggio la “Biciclettata” da Capaci ai luoghi dove Peppino ha vissuto e lottato, fino a Radio Aut. Organizzata dalla Cooperativa Libera-mente.

A Radio Aut, il punto d’incontro del corteo. Sul balcone della sede storica della radio, un cartello recitava: “La mafia uccide. Il silenzio pure”, firmato: “I compagni di Peppino”.

il video del corteo:

La strada era già popolata da un centinaio di persone. E il gruppo si infoltiva ogni minuto che passava. Striscioni svolazzavano, mossi da braccia di ogni tipo. Alcuni recitavano: “No Muos”, altri “Scorta civica Trapani” o “Agende Rosse” e “UdU Palermo” ma anche “Rifondazione Comunista”. Il Camper per la Legalità di Radio 100 Passi seguiva. Ragazzi delle scuole di Brescia raccoglievano da terra striscioni che avevano poggiati, prima di mettersi in cammino. C’erano diversi sindaci, avevano la fascia tricolore.

I miei occhi giravano a caso su quel gruppo di persone completamente diverse per età, provenienza, cultura. Provavo ad uscirne fuori e ad osservarlo da lontano. Ad inizio corteo c’erano sorrisi e sigarette accese e abbracci e movimenti veloci da accompagnamento ritmico alla musica; persone col baffo brizzolato raccontavano storie, ragazzi avevano occhi pieni di speranze, altri già di stanchezza; scolaresche ballavano e camminavano a ritmo di De Andrè, Caparezza, “Bella ciao”, per citarne alcuni.

I “compagni” tenevano in mano lo striscione “La mafia uccide. Il silenzio pure” e lo poggiavano solo per un applauso durante la sosta davanti all’abitazione del compagno Guido Orlando che li ha lasciati da qualche tempo.

Guarda la fotogallery (foto di Federico Stabile):

Dietro loro e la famiglia “aperta” alla gente, un fiume di persone si era formato, ormai. C’erano coppie di fidanzati, ragazzi dei centri sociali, associazioni, amici in comitiva, ragazzoni “del ’68”, solitari. E altri. Tanti altri. Quasi tutti fotografavano, riprendevano, catturavano quelle immagini di condivisione della strada e del camminare.

E’ stato impossibile, quest’anno, deporre anche solo un fiore davanti il casolare in cui fu ucciso Peppino, che in questi anni è ormai diventato meta di centinaia di visitatori. Due anni fa, la Regione aveva promesso di acquisire l’area di contrada Feudo. Le procedure di esproprio sono partite, ma il casolare appartiene ancora al vecchio proprietario, che quest’anno ha anche deciso di chiudere l’area. “Quel luogo è dimenticato dallo Stato e oltraggiato da chi considera Peppino un personaggio scomodo”, denuncia il fratello Giovanni.

Giovanni impastato:


Ci si è poi fermati davanti casa di Peppino e Felicia. Impastato ha ringraziato tutti coloro che hanno reso possibile ricordare suo fratello e chi ha avuto il desiderio di conoscerlo, interessarsene, condividere e diffondere le sue idee. Due sindaci erano sul balcone con lui: Renato Accorinti di Messina e Giangiacomo Palazzolo di Cinisi, il quale ha pronunciato il suo discorso incentrato sulla volontà di cancellare l’intestazione della via Salvatore Badalamenti di Cinisi.

Il sindaco sulla via S. Badalamenti:


Renato Accorinti  ha comunicato l’intenzione d’intitolare la stanza del sindaco di Messina a Peppino Impastato e ha conferito giorno 11 Maggio 2015, solo due giorni dopo il corteo, cittadinanza onoraria al magistrato Antonino Di Matteoil quale nel ringraziare il primo cittadino di Messina ha ricordato come “La vera sconfitta della mafia passerà soltanto attraverso una rivoluzione culturale che solo i giovani potranno portare avanti. Una rivoluzione culturale che deve partire, innanzitutto, dalla capacità e dalla volontà di essere realmente informati, di conoscere, di pretendere la verità che deve passare dall’assunzione di responsabilità contro la mentalità della indifferenza e contro la mentalità della rassegnazione. Che deve passare dalla vostra volontà di contrapporre il diritto al favore, alla raccomandazione; la denuncia al silenzio e alla rassegnazione e all’omertà. La capacità di impegnarvi in prima persona rispetto invece all’abitudine di delegare, demandare tutto solo a pochi rappresentanti delle istituzioni. Soltanto in questo modo potrete consegnare al Paese un futuro migliore”.

La sera del 9 maggio si è conclusa poi con lo spettacolo teatrale “Salsi colui Storie sepolte” del Teatro Proskenion in collaborazione con l’Osservatorio sulla Ndrangheta del progetto “Onda d’Urto” sostenuto da “Fondazione con il SUD” seguito dalla V Edizione del Premio “Musica e Cultura“, quest’anno conferito a Cassandra Raffaele con la sua “I muri” come “Canzone che ha una forte componente di impegno e denuncia contro le mafie e promuove l’uguaglianza, l’internazionalismo, il pacifismo e la libertà come valori fondativi del rinnovamento sociale, politico e culturale” e a Carmen Consoli per “Esercito silente“, “Scorcio fotografico di una realtà storico-territoriale di cui la cantautrice cita Peppino e le sue lotte storiche come colui che sfidò la malavita a suon di musica e poesia”.

Visto l’elevato numero di iniziative e attività realizzate all’interno del programma del 9 maggio, l’assegnazione del Premio Fotografico Peppino Impastato 2015 è stata posticipata di una settimana (sarà data comunicazione con relativa pubblicazione del lavoro del vincitore, sul sito di Casa Memoria).

In concerto i No Hay Problema, la stessa Cassandra Raffaele e Malmaritate.

Nell’ultimo giorno, a Radio 100 passi, presso l’ex Casa Badalamenti, vi è stata la presentazione in diretta radio del libro “Io sono Peppino” di Simona della Croce. Con l’autrice sono intervenuti Giovanni Impastato, Danilo Sulis e Claudio Porchia presidente del Centro Impastato di Sanremo (IM), il sindaco di Arenzano Maria Luisa Biorci e il sindaco di Cinisi Giangiacomo Palazzolo.

Al Comune, invece, un convegno sull’Immigrazione organizzato da Casa Memoria, Centro Impastato e associazioni antirazziste, moderato dall’avv. Fulvio Vassallo Paleologo. A seguito, nel pomeriggio, la premiazione del torneo di calcio 1° Memorial Peppino Impastato.

Alle 19:00, presso l’atrio del Comune di Cinisi lo Spettacolo Reading “L’urlo di Maggio“, tratto dal libro “9 maggio ’78“, “Il giorno che assassinarono Aldo Moro” e “Peppino Impastato” di Carmelo Pecora.

Alla sera, in piazza lo spettacolo della compagnia teatrale NoveTeatro di Novellara e il concerto di Marco Ligabue che con “Il silenzio è dolo“, nato dall’inchiesta portata avanti da Ismaele La Vardera, ha concluso, quest’anno, le iniziative in memoria di Peppino. Per non dimenticare.

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