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Lettera aperta di Santi Palazzolo al sindaco di Cinisi

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Il pasticcere, protagonista della nota vicenda che ha portato all’arresto di Helg, si rivolge al sindaco di Cinisi in una lettera aperta.

Sig. Sindaco,

leggo la sua intervista rilasciata al giornale Cinisi Online e alla domanda della giornalista sul suo silenzio riguardo alla mia vicenda, Lei la liquida con una frase che, se vera, mi lascia senza parole.

Lei ha detto “…nella seconda fase ho trovato corretto che chi di dovere facesse le sue valutazioni…”.

Mi scusi, ma di quali valutazioni parla? E poi, chi sarebbero coloro che lei indica con “chi di dovere”?

Lei è la persona istituzionalmente incaricata di rappresentare tutti i suoi concittadini. Rappresentanza che i cittadini di Cinisi le hanno concesso. E fra questi ci sono anche io, visto che ad oggi nella mia carta d’identità c’é scritto “nato e residente a Cinisi”.

Le ricordo che Lei, assumendo l’incarico di Sindaco, si è posto al servizio di tutti i cittadini di Cinisi e non solo della parte che l’ha votata.

Lei ha la memoria troppo corta: forse ha dimenticato che il Comune di Cinisi è socio e quindi azionista della società di gestione dell’aeroporto di Palermo e che quindi Lei è chiamato direttamente in causa nella mia vicenda.

Come mai nella sua unica esternazione chiede in modo quasi mortificato le dimissioni del solo presidente della Gesap e non anche dell’amministratore delegato della stessa società?

Certo. Non può chiedere le dimissioni di un “amico” che le è stato vicino durante la campagna elettorale.

Vede signor Sindaco, le persone non sono tutte stupide come Lei pensa.

Il valore di un uomo, la sua integrità morale sono cose direttamente proporzionali a sentimenti come LEALTA’, TRASPARENZA E ONESTA’.

Lei dice anche, durante l’intervista, che “…chi di dovere fa le sue valutazioni…”

E’ vero.

Sa che ad oggi più di 36.000 persone, la maggior parte delle quali non conosco, in Italia e all’estero, hanno trovato il tempo e “valutato” che in queste settimane la mia vicenda merita un segno di solidarietà?

Infine, non voglio rubare ulteriore tempo al suo prezioso lavoro , Lei dichiara che “…non si prenderebbe mai la responsabilità di buttare in mezzo ad una strada tutti questi padri di famiglia…”, parlando dei dipendenti dell’ATO.

E secondo Lei io come mi sento in questi momenti in cui, per colpa del malaffare di certi individui, mi vedo costretto a “buttare in mezzo alla strada” 42 padri di famiglia? Sì, ha capito bene sig. Sindaco: la mancata proroga può seriamente danneggiare irrimediabilmente la più antica e, mi permetta, prestigiosa azienda di cui il paese di Cinisi può andare fiero, ma a Lei queste cose interessano poco perché ha battaglie molto più importanti da portare avanti.

Buon lavoro,

Santi Palazzolo

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