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“I colori della terra” di Gilda Gubiotti

Vado ad Alcamo al Centro Congressi Marconi a visitare la mostra “I colori della terra” di Gilda Gubiotti organizzata dall’associazione culturale RicercArte.

Gilda Gubiotti è un’artista palermitana che ha un importante percorso artistico alle spalle e tantissime esposizioni personali a livello nazionale ed internazionale.

Entrando al Marconi l’impatto è forte. Una serie di quadri nel corridoio centrale rappresentano fuochi, fiamme e magma. Lava scorre dalle viscere della terra, fiamme invadono quel che resta di un albero, fuochi scintillano dirompenti. Quello che colpisce è il cromatismo di queste opere, colori vigorosi ed energici che ci parlano di Sicilia, l’Etna, la lava, il rosso e il nero. Ho immaginato il magma ribollente dell’isola di Vulcano che scivolando in acqua crea sommovimenti e vapori. Ma questi quadri raccontano anche qualcosa di più interiore, atavico, viscerale.

Il fuoco può avere tante accezioni, vita e morte, rinascita e rabbia. Gilda Gubiotti alla domanda rivoltale dall’artista cinisense Pino Manzella appena entrato nella sala espositiva, sul significato di quel tutto quel fuoco, risponde che “Lei il fuoco lo ha dentro”. E quei colori e quella materia corposa magistralmente utilizzata dall’artista non possono non sconvolgere i fruitori. I quadri sembrano prendere vita e fuoriuscire come fossero tridimensionali, i rivoli di lava sgorgano e le opere divengono coinvolgenti, creando un’emozione a tratti dirompente e tratti sopita e soffocata, come forse sono i turbamenti dell’animo umano.

Gilda Gubiotti mi accompagna a visitare le opere e posso scambiare poche parole con lei, mi mostra alcuni quadri “dipinti dallo spazio”, l’artista si erge oltre, dall’alto, per osservare la realtà e ci mostra il mare e la terra.

Poi raggiungiamo due quadri che definisce “di contestazione”, uno descrive, con tutto il suo carico di sgomento, una fabbrica di Milazzo in fiamme, il titolo è “Disastro ambientale”, ed è molto chiaro il senso che vuole trasmettere. L’altro è dedicato al conflitto arabo-israeliano, e mostra come l’odio tra i popoli crei solo distruzione, fuoco e fiamme.

Subito dopo come per incanto mi trasferisco in una dimensione in apparenza del tutto opposta, il verde del giardino di Giverny. Una serie di tele seguite ad un viaggio in Francia dell’autrice. Qui l’atmosfera sembrerebbe calma ed i colori rasserenanti, verdi e azzurri che sfumano insieme ai chiarori del cielo, la rigogliosità della natura, apparentemente quieta e serena, ma questa è solo una sensazione iniziale, momentanea. Scavando ancora, se si vuole, si può cominciare a sentire la presenza nascosta, velata di una natura in realtà inquieta, nervosa, si percepisce che quel fuoco è sempre presente anche se non si vede, in acque calme che potrebbero cominciare ad agitarsi, in quel verde che non è statico, ma ha una lieve corrente interna che comincia a prendere vita, a trascinare, perché niente è come appare e la natura, anche quella incantata, contiene in sé il bene e il male, è madre e matrigna, in una lotta costante di turbinii interiori che a volte si lasciano erompere e a volte si vogliono soffocare.

La mostra di Gilda Gubiotti sarà visitabile fino al 12 Giugno al Centro Congressi Marconi di Alcamo.

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Una delle tele ispirate al viaggio in Francia: prevalgono la calma e la quiete, ma solo apparenti
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Il fuoco prevale, nella tele dell’autrice

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