Home Blog Il Posteggiatore, eppure… il “commercio” in salsa palermitana

Il Posteggiatore, eppure… il “commercio” in salsa palermitana

Riflessione semiseria su un fenomeno sociale diffusissimo, ben tollerato, alla base di un certo modo di pensare, vivere, e di voler cambiare poco o nulla…

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Eppure. Persino i dinosauri sono spariti. Loro no, i parcheggiatori, anzi, aumentano, e non si estinguono mai. Li trovi ovunque a Palermo, un po’ meno nelle altre province. Ed ora anche qui, eccoli persino dalle nostre parti, fino a poco tempo fa tutto ciò sarebbe stato impensabile. Eppure. Credevamo che il Paese fosse impermeabile a “certi vizi”, conoscendosi un po’ tutti, lontani da certi comportamenti.

Eppure. Spuntano come le cavallette, alcuni fanno tenerezza, li vedi e pensi che hanno pure una famiglia, “Se io non porto qualcosa a casa ci moriamo di fame”, altri, non tutti ma abbastanza, purtroppo, si mostrano arroganti e vivono il territorio da padroni. Lo segnano, ti adocchiano, ti fischiano, ti indicano cosa fare e tu abbocchi, ti guardi in giro, siete soli, e non sai cosa fare. Ti si appiccicano, non ti lasciano, ho visto casi in cui, nei luoghi molto frequentati, i soldi te li tirano via e te li “chiedono” fissi (tot euro) con arroganza.

Alcuni sono pure filosofi, e si dilettano in ragionamenti, climax, allegorie, citazioni, e spesso definiscono la loro come un’arte, come un “servizio”, altri hanno un “animo gentile” e, in presenza di donne in gravidanza o bambini, prestano volontariamente il loro aiuto, come dei veri cavalieri, con la spesa, nel cambio di una ruota, o persino con la macchina in panne.

Li trovi pure a Terrasini, li trovi con casacchina arancione, professionali, nel fine settimana al lungomare che nel nome sa di legalità (“Peppino Impastato”), figli della movida sfrenata e fuori controllo, li trovi a Cinisi dinanzi la sala nuziale o al ristorante di mare, li trovi in trasferta, facce mai viste, tranne in qualche raro caso, e spesso branco.

Quella del Posteggiatore è una pratica antica che manca di manovalanza, in Provincia, ad esempio, c’è ancora qualche posto da occupare, tanto è che lì dove il “l’indigeno” non si presta ecco che arrivano indiani, pachistani, uomini di colore ad occupare strade, luoghi e self service di carburante. E qui c’è che, persino, si registra una metamorfosi, quasi una integrazione culturale. Li vedi assumere le sembianze del siculo “più stretto”, nelle movenze, nel linguaggio, e pure meglio nell’azione e nei risultati. Molto più produttivi, silenziosi ma privi, c’è da dirlo, della nostrana tragicomicità.

Quando pensi o parli dei parcheggiatori automaticamente li associ a quelli abusivi, nella concezione comune non ne esistono altri, da noi esiste al massimo il garagista, eppure, in altre parti di Italia, ci sono anche quelli regolari. E’ davvero un mondo difficile e bizzarro che quasi quasi sarebbe da regolarizzare, un esercito su strada, a partita iva, autoimpiego, e farli “rientrare” nella normalità. Se si inserissero nei dati statistici i numeri dell’occupazione godrebbero certamente di uno o due punti percentuali (in più… in più…).

Ce ne sono altri ancora che, tantissimi in città, da almeno trenta anni, diversi, hanno avuto l’eredità dal padre quasi una questione/designazione familiare, non si sono spostati di un centimetro.

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Mauro Giulivi, ideatore e mente del portale “Palermobugs(www.palermobugs.com), si è occupato parecchio di “Loro”, creando una mappa della presenza in città ed un portale per le segnalazioni dei cittadini. Lo abbiamo sentito: “Troviamo posteggiatori negli ospedali, pubblici e privati, spesso qui i più violenti, davanti i cinema, nei centri commerciali, all’università, nelle zone blu comunali, fuori le discoteche, sono ovunque. Bisogna denunciarecontinua Giulivima senza una legge adeguata, a meno che non si prefiguri il reato di estorsione, pure le segnalazioni, che presto allargheremo ai paesi della provincia, restano inascoltate e la gente comincia a stancarsi…

Ogni tanto la malinconia mi porta via, l’amore forte per questa città, e ritorno nei miei luoghi del cuore. Nel vecchio centro storico di Palermo. A Piazza Verdi, dove ho rivisto “il posteggiare”, accanto il cinema, un pò invecchiato, seduto in auto – non la sua – con lo sportello aperto. Ed ho provato una certa tenerezza ed i ricordi dell’università. Con quegli occhioni azzurri, un po’ stanchi ed invecchiati, ma sempre ligio al dovere “pi anticchia ri pane”. Lavoro che gli ha reso probabilmente più di un tempo indeterminato pre job act, che potrebbe fare domanda di pensione e di proprietà della piazza… secondo usucapione.

E poi in periferia. Dove ancora c’è possibilità e lavoro. A Palermo dove apre una nuova attività, grande o media che sia, viene subito “creata occupazione”. I nuovi posteggiatori prendono immediatamente “servizio”. Altro che “progetto o garanzia giovani”. Passo da Via Lanza di Scalea, lì dove c’era la “Fabrica delle idee”, qui adesso da pochissimo una nuova ditta (hobbistica, casa…) ed in contemporanea,” Loro”. Jeans, belle scarpe da ginnastica, brands, telefono all’ultimo grido, occhiali da sole… “a machina a mittissi ccà!”

C’è chi considera la loro azione come la prima forma di pizzo, in tanti hanno provato a fermali, le famose retate da parte delle forze dell’ordine, scattano multe elevate che mai potranno essere incassate, ma ufficialmente non possiedono alcuna proprietà e sorridono. Sono avanti anche in questo, più avanti della legge, che appare inutile, stantia, nulla, immobile …

Palermo è unica, è Patrimonio dell’Unesco, Araba e Normanna, ricchissima, ma è anche “totuccia”, così come in parte alcuni paesi vicini, per infezione, nel bene e nel male, è tutto ed il suo contrario, una sceneggiata, una bella sciarra, un tram dei desideri o metro di superficie se preferite, la vita e la morte, la strada, la mondezza e la cultura, i “mercatini del rubato” e le macchine in doppia e tripla fila, ogni giorno, eppure, tanto ci sono e ci saranno sempre, Loro, che ne posseggono persino le chiavi…

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