Ivan Puleo

La notizia è di quelle che ti fanno fermare a pensare un bel po’ sul perché e come mai e che senso abbia tutto ciò.

Poi arriva il dolore intenso e le lacrime e il senso del distacco e la perdita e lo svuotamento e la tristezza. Non si sa mai come arginare quello che si presenta dentro l’animo come una vera, tormentata, angosciosa malinconia che ci attacca a tutti i ricordi, alle vicende, ai tratti, agli odori, suoni evocativi che ci fanno ritornare pezzi di vita e acuiscono il distacco e la nostalgia.

E se le persone che ci lasciano hanno fatto in modo che anche solo un frammento della loro scintilla, entrasse in noi, iniziamo a vedere le cose non più con gli occhi della quotidianità, dell’ovvio, dello scontato, ma nella loro autenticità, particolarità, semplice bellezza.

Ha avuto la capacità di entrare nelle vite degli altri nei modi più rispettosi che ci si possa aspettare, con due occhi grandi come finestre aperte sul mare in tempesta, pronte ad accogliere la brezza, l’umido, la tormenta marina. Con lo stesso coraggio ha affrontato l’ovvio e l’inusuale dentro e fuori di sé e ci ha regalato due grosse braccia piene di impegno per Cinisi, per Peppino e non solo, anche per i tanti altri che guardandolo negli occhi hanno avuto modo di gioire, assieme a lui, della sua deliziosa vitalità.

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