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Una settimana trascorsa “Libera-Mente”

Cinisi, anzi Marina di Cinisi, perché i due luoghi sono distinti, forse troppo distanti.

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Ricomincio… Marina di Cinisi, luglio 2015, terra di munnizza e indifferenza, di silenzio e villeggianti, di una torre fin troppo maestosa per avvicinarla e dei loro occhi. Stupendi. Di quelli che è difficile dimenticarsi perché loro non sanno.

Arrivano da un aeroporto che porta il nome di uomini per la cui memoria ha senso il loro viaggio, ha motivo il loro sudore nei campi, nel campo, in quel fiore di campo nato dal grembo di una terra nera. E arrivano alla meta, provenendo da tutta quell’Italia che crede sia impossibile convivere con l’angoscia che porta una piovra profondamente radicata, nonostante il sangue sparso di chi quella piovra ha voluto cancellare.

Stupiti e sorpresi giungono in un sole così caldo e poco umido che diventa piacere, in un mare che paziente e disponibile si offre a loro come il regalo più prezioso e teneri del loro atteggiamento autentici si donano.

Sudano perché ricostruiscono, ricostruiscono perché scoprono, scoprono perché chiedono. Tanto, chiedono tutto. E grazie a Dio si innamorano del loro campo, dei “ciuri di campo” che li ospita, della sensazione che “libera” da ogni pregiudizio perché ciò che è davvero importante è esserci.

Esserci Liberamente. Senza la pretesa di salvare nessuno, redimere qualcuno o cambiare una terra troppo silente per essere all’altezza della loro curiosità, della loro volontà. E chi in quel grembo nero è nato e vive resta in equilibrio empatico con il loro emancipato approccio. Un perfetto connubio fatto della loro genuina ingenuità e dell’astuta cautela che li ospita e di cui restano affascinati e riconoscenti. E lì non c’è nessuna differenza perché i diversi carismi si fondono in un’unica vera identità come solo gli italiani sanno fare.

Ciuri di Campo a Marina di Cinisi raccoglie ogni anno centinaia di ragazzi che provengono da tutta Italia.

Una realtà fatta di cura e dedizione di un bene confiscato a chi probabilmente non avrebbe mai immaginato quanto questa terra nera avrebbe potuto germogliare.

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