La storia che si ripete, ogni estate, il fallimento amministrativo e l’immobilismo, l’imbarbarimento ed il senso di impotenza di noi cittadini, che da anni chiediamo soluzioni definitive, la mondezza, i veleni, ancora “la grande bruttezza” che ci sta attorno, e gli occhi di bambino che chiedono il perché.

Mi sveglio la mattina, le finestre sono aperte, è estate, e sento nuovamente acre puzza di bruciato. Tirato giù dal letto molto presto, inizia così di sobbalzo la giornata, questa volta si tratta di rifiuti e non di scarti di campagna. Nulla di diverso da altre volte, purtroppo, tiro il respiro e corro a chiudere ogni spiraglio che possa continuare ad avvelenarci… il corpo e la mente. Così, dopo i primi minuti di rabbia, cancello la memoria, e provo ad organizzare la giornata.

E’ Sabato mattina, questo giorno della settimana lo dedico interamente a loro. Ai miei bimbi. Decido di fargli una sorpresa, di portarli al “Bio Parco”, a Carini. Una bellissima struttura ben gestita da privati coraggiosi, con animali e tanto verde.

E’ inizio luglio e fa molto caldo. Pranzo a sacco, cappellini, repellente contro le zanzare, sorrisi grandi, scarpe comode per camminare. Ci mettiamo in auto. Strada statale. Erba secca lungo luridi marciapiedi, rami caduti (lì da mesi), che nominarlo “al decoro” l’assessorato appare come una paradossale ammissione.

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Paese dopo paese. Autostrada, puzza nauseabonda, fognatura, ancora bocca e naso all’insù, strada laterale, e qui un mare di degrado e di mondezza, centinaia di metri, la funesta vista, e nuovamente, a tirar il respiro e ad affrettarsi, per quel che serva, a portar su i finestrini. Ma non basta, e accelero per superare. Improvvisamente… è come se fossimo in un girone infernale, eternit, case a due metri dal mare, rifiuti ovunque, abbandono, una costa di detriti, siamo dentro, tanto sconforto e lì, sullo sfondo, il tanto “incompreso” e massacrato  “oro blu”.

Del fumo lungo la via, una fila di macchine, un altro incendio, e, dopo un primo momento, non avendo alternative, ancora una volta, avanti, ancora di più. Sempre con me l’innocenza e gli occhi dei piccini, a far domande di continuo, con i pompieri che in quel frattempo stan spegnendo la mondezza ed io ancora a dir loro, come un gioco e con un sorriso d’eccezione, velocemente, di turarsi il naso e, nel possibile, di fare a gara a chi non respira… di più…

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Ed eccoci a destinazione. Finché lì dentro, un’oasi di verde, una delle tante cose belle “accerchiate dal male”, e tutto per un attimo regolare, il respiro, l’aria, il sorriso, la speranza sopita.

Tutti sanno, cambia tutto per non cambiare, è la nostra aria e la nostra acqua, ed il futuro che sembra andare, detriti ed abbandono, pensieri di genitore che non si rassegna… Ma non è solo un tapparsi il naso, o quasi non respirare, è il non vedere, è l’ignorare, è il vergognarsi, è la sonnolenza che ci circonda, non solo chiudere la finestra e l’aria che non è più la mia, ma anche guardarti crescere in questo mondo di silenzio e non avere certezze, risposte sincere da dare alle vostre continue e curiose domande di uomini ancora privi di cotanta bruttezza.

N. B. In questi ultimi giorni sembra che la nuova amministrazione Comunale di Carini, ma il problema è purtroppo di tutti i paesi dell’ex ato 1 rifiuti, stia cominciando ad affrontare finalmente, seriamente ed in maniera decisa, il problema rifiuti. Presto comunque, Io, Giorgio e Giulio, ci torneremo…

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