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Il mio “ricordo” di Padre Pino Puglisi

15 settembre 2015. Tanti anni fa non avrei mai pensato a qualcosa di particolare in questo giorno. Probabilmente sarebbe cominciata la scuola e avrei collegato questa giornata con l’inizio dell’ anno scolastico, come tutti i bambini. Invece mi sono ritrovata catapultata nel mondo dei grandi a circa sette anni.

Ogni 15 settembre mi fermo e penso ad una persona meravigliosa che ho conosciuto tanto tempo fa. Padre Pino Puglisi. Oddio, l’avrei voluto conoscere per davvero ma la mafia non l’ha permesso. Ho conosciuto indirettamente la sua storia, la sua vita.

Ero nel bel mezzo dei sogni quando mio padre è entrato nella mia stanzetta e ha acceso la luce, alle 5 del mattino. Una bimba di 7 anni la prima cosa che pensa è che  “c’è ancora tempo per dormire… è presto… la scuola comincia alle 8”. E mio padre mi guarda e ride.

Quel giorno era effettivamente troppo presto e non sarei andata a scuola. Quel giorno si sarebbe fatto qualcosa di diverso, una specie di gita. Allora mi sono alzata felice e dopo essermi preparata sono salita su un’auto bianca con autista annesso. “Come le attrici vere sono venuti a prendermi” pensavo. Ed effettivamente quel giorno sono andata sul set di un film per recitare una piccola parte, qualche battuta, nulla di importante.

L’ambiente però era gradevole, ci sono tornata più giorni per girare e più che un film sembrava un luogo dove incontrare tanti altri bambini e giocare. Un diversivo, un’esperienza da raccontare ai compagni di classe appena sarei tornata. Non avrei mai immaginato che guardare quel film a distanza di anni mi avrebbe fatto venire i brividi. E’ stato così domenica scorsa.

Mia nonna stava seguendo il rosario o qualcosa di simile su TV2000 e la sera, assolutamente a titolo informativo, mi ha detto che avrebbero trasmesso su quel canale il famigerato film a cui avevo partecipato, incentrato sulla storia di Padre Pino Puglisi per l’appunto. L’ ho visto con occhi diversi, non più con gli occhi di una bambina che si cerca fra la folla nelle scene per farsi vedere dai familiari ma con la consapevolezza di una ragazza che ha contribuito a ricordare un uomo coraggioso, uno di quei preti “buoni” (mi chiedo perché mai ne debbano esistere di cattivi).

Un uomo che sapeva di andare incontro alla morte per mano della mafia ma che nonostante tutto continuava a portare i bambini in parrocchia sottraendoli alla strada e al malaffare. Uno di quelli che perdonava, che voleva incontrare i suoi aggressori ALLA LUCE DEL SOLE per dare loro una speranza, una via d’uscita. Ci è stato portato via da questo mondo, dico “ci” perché non è stato sottratto solo alla sua famiglia ma a tutta la comunità che nonostante dica di essere “per la legalità” è troppo spesso addormentata e non si accorge della mafia di adesso: il semplice voler ingannare gli altri, le carte false per avere sussidi che non spetterebbero, la “parlata” col professore per essere raccomandati, il passare avanti nelle sale d’attesa perché “…il funzionario è mio marito”.

E oggi rivolgo, come ogni anno, almeno un pensiero a Pino Puglisi, esempio di vera legalità, ucciso nel giorno del suo compleanno, quel giorno che per tanti rimarrà sempre e solo “il giorno in cui comincia la scuola”.

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