Sabato 26 Settembre 2015 alle ore 19.00 si inaugura al Margaret Café di Terrasini la mostra personale di Piera Ingargiola intitolata “Donna in-colore” promossa dall’associazione AsaDin. Progetto allestimento Calabretta Giovanna – testi e presentazione Trapani Calabretta.

L’evento aderisce all’ Undicesima Giornata del Contemporaneo indetta da AMACI. (http://www.amaci.org/gdc/undicesima-edizione/donna-incolore-di-piera-ingargiola)

La mostra sarà visitabile tutti i giorni dalle 9.00 alle 23.00 fino al 10 Ottobre 2015 presso la sala espositiva del Margaret Café in Via V. Madonia 93 a Terrasini (PA).

La donna che emerge dalle opere di Piera Ingargiola non è semplicemente colorata, è una donna che  viene attraversata e che attraversa il colore, una “donna nel colore”, plasmata da cromie differenti che la percorrono rendendola ciò che è. Lamine, macchie, strisce più o meno sottili compongono e scompongono primi piani femminili mostrandone tutte le possibili sfaccettature estetiche, emotive e cerebrali.

Ne emerge la complessità di ogni donna, le sue esplosioni e le implosioni. Sguardi a volte bassi, a volte assenti, ma complessivamente fieri donano l’immagine di una donna sicura di sé, il dolore la lambisce ma emerge maggiormente la forza e la vitalità di chi sceglie una vita in ascesa, come una scala in salita.

Il dolore invece è fissato, immobilizzato nell’immagine che affiora, come fosse parte di un patrimonio genetico e mentale, del cretto di Gibellina. Luogo molto noto a questa artista, nel quale il dolore è imprigionato e diventa simbolo di una  violenza assordante, statica, inevitabile, scolpita  per sempre nella memoria individuale e storica, che di sovente invece si diluisce fino a scomparire del tutto, sgretolata come le macerie dei ruderi di una città crollata, emblema della vita di tanti. In questo dolore c’è però la rinascita.

La donna di Piera Ingargiola cammina o forse plana sul cretto di Burri indossando delle scarpe rosse in pieno contrasto con quel bianco privo di vita. E’ chiaro che l’immaginario di questa artista  e donna sia stato profondamente colpito dalle vicende che caratterizzano la realtà degli ultimi anni, in cui la forza della donna, il suo spirito di indipendenza, il bisogno di liberazione e di autenticità si è dovuto spesso scontrare con una logica del possesso, con tradizioni ataviche e non del tutto superate, con paure e frustrazioni che permeano non solo il genere maschile, ma la società più complessivamente, in un momento di cambiamento come quello attuale.

Un inizio di mutamenti che lascia purtroppo forti segni  nella vita e nei corpi di molte donne. Sorelle che spesso sono incasellate come vittime, ma che non ricevono una profonda solidarietà, anche dalle donne stesse. Una vittimizzazione che  alimenta paure, sospetti, ripiegamenti e  lacrime anestetizzanti si sostituisce spesso ad una possibile voglia di cambiamento, al coraggio di trasformare il modo di concepire la vita, ad una reale riflessione sui sentimenti umani, ad un autentico sostegno a vivere felicemente. C’è quindi una velata denuncia in queste opere, ma soprattutto un omaggio alla donna che lotta, che sorride, una donna complessa, sensuale, che cammina, che gioisce, che spera, che ama, libera di essere se stessa.

Piera Ingargiola nasce nella Valle del Belice. Risiede a Castelvetrano per pochi anni per poi ritornare a Gibellina e da qui a Santa Ninfa dove attualmente vive e opera. Dopo aver conseguito il titolo di ceramista decoratore, lavora per più di 10 anni presso la “Coop. Nuove Ceramiche Gibellina” come responsabile di laboratorio. Questo ruolo le permette di approfondire quell’interesse verso la creatività avuta fin da piccola, mentre la vicinanza al Museo Civico dell’importante centro della valle del Belice le da occasione di incontrare opere e artisti di chiara fama; tra questi Carla Accardi, Arnaldo Pomodoro, Mario Schifani e il maestro Pietro Consagra, che apprezzandone il talento naturale la invita a collaborarlo. Negli ultimi anni ha frequentato i corsi sul digitale e la plotter-painting tenuti dal maestro Vito Linares, e approfondendo la ricerca attraverso il gruppo “Propedeutica” partecipa a mostre collettive, tematiche e non, allestite in ambito regionale. Nel 2011 riceve il premio milanese per l’arte contemporanea “Il Segno“, per la sezione di pittura e grafica. Sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private.

[ATELIER: via T. B.Granozzi 14, 91029, Santa Ninfa (TP) – info3295352703] http://pieraingargiola.jimdo.com

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