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Camporeale Day, terra e sapori

E’ una domenica intrisa di colori e di profumi a Camporeale, in occasione della seconda edizione del Camporeale Day.

L’evento si svolge all’interno dell’atrio del Palazzo del Principe di Camporeale con esposizione di stand di prodotti tipici gastronomici, artigianato locale, dimostrazioni della lavorazione e degustazioni delle locali cantine vinicole.

Le aziende coinvolte sono circa trenta e spaziano dalla produzione dell’olio, macellerie (tipica la produzione di un involtino di carne, Mandolino di Sicilia), ai piccoli artigiani del legno, del ricamo e delle effigi sacre.

In contemporanea alle degustazioni, il Palazzo del Principe si apre con visite guidate all’interno e ai manufatti archeologici ivi contenuti e la possibilità di visionare la mostra del pittore Antonio Anselmo. Fuori dal baglio notiamo il raduno di auto e moto d’epoca.

Guarda la gallery (foto di Chiara Lo Baido e Anna Maria Vitale).

L’affluenza è molta e tra la folla incontriamo il vicepresidente della Pro Loco, Pietro Rizzato, che ci descrive un po’ l’anima e lo scopo della manifestazione: “Il Camporeale Day nasce da un’iniziativa di un gruppo di giovani ragazzi, che hanno voluto valorizzare le varie attività del paese, quali le cantine vinicole, le falegnamerie, i piccoli artigiani. La manifestazione è volta proprio a loro, a mettere in luce le ricchezze del territorio. L’affluenza quest’anno è raddoppiata, grazie anche alla capillare pubblicità fatta sui social network, sulle testate giornalistiche locali e alla radio. La vera essenza dell’evento sono i volontari, il risultato deriva proprio dal loro lavoro. La Pro Loco ha ricevuto il patrocinio non solo dal Comune di Camporeale, ma anche dall’Assessorato Regionale del Turismo, Sport e Spettacolo, che ha permesso l’inserimento della manifestazione negli itinerari naturalistici. Questi ultimi fanno parte di un progetto che coinvolge il Parco Archeologico e i territori limitrofi di Roccamena e Maranfusa con il suo Castello, di San Cipirello e San Giuseppe Jato con il Monte Jato. Il progetto prevede la valorizzazione dei territori e la possibilità di usufruire del servizio di bike sharing, in modo da affrontare i percorsi naturalistici tra i paesi in bici”.

Ci avviamo infine alla degustazione delle molte varietà di vini proposti negli stand delle cantine, pagando una cifra simbolica. In concomitanza con la manifestazione è stato possibile visitare le varie cantine ed apprendere le tecniche di vinificazione.

Noi abbiamo partecipato alla visita della cantina “Fattorie Azzolino”, alla quale ha partecipato un cospicuo numero di appassionati di enogastronomia.

Scoprire e conoscere il processo di vinificazione dell’uva è l’attività che più ha destato interesse nei visitatori. Sotto gli occhi attenti degli ospiti, il responsabile ha spiegato in maniera molto chiara e dettagliata le fasi di trasformazione dell’uva che una volta raccolta ed epurata dal raspo viene inserita in una pressa che estrae il 70% del succo e lo trasferisce in dei condotti refrigerati che lo mantengono a temperatura costante per lasciare immutate le qualità organolettiche della materia. In seguito il prodotto trasformato viene raccolto in dei silos a temperatura controllata in relazione alla varietà dell’uva trattata. Il passo successivo muta a seconda della tipologia del vino che ci si appresta a produrre: i bianchi vengono trasferiti in delle cisterne di cemento e fatti maturare per sei mesi e poi imbottigliati per altri sei, fino alla commercializzazione; i rossi, invece, dopo la maturazione in cisterna, vengono affinati in delle barrique di rovere e castagno per un anno.

In un secondo momento gli ospiti hanno avuto il piacere di degustare i prodotti dell’azienda ed anche la gastronomia locale.

Sono questi i momenti fondamentali che caratterizzano una visita presso un’azienda vitivinicola, esperienza senza età che ogni anno fa registrare una esponenziale crescita di curiosi.

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