Home Interviste Vincenzo Cusumano e il “Corto Corto Mon Amour”

Vincenzo Cusumano e il “Corto Corto Mon Amour”

Al via l’VIII edizione di “Corto Corto Mon Amour”, concorso di cortometraggi organizzato dall’associazione Sicilia In Produzione in collaborazione con Rvm Media Comunication. La direzione artistica è affidata all’eclettico Vincenzo Cusumano. Il concorso avrà luogo giovedì 26 novembre 2015 alle ore 21.00 presso il Cine Alba di Cinisi. 

corto_corto_mon_amour_2015_2

Corto Corto Mon Amour, il concorso di cortometraggi nato nel 2006, è giunto alla sua ottava edizione. La premiazione avverrà giovedì 26 novembre 2015 alle ore 21.00 presso il Cine Alba di Cinisi. Tanti sono i film-maker che si sono cimentati nell’arte cinematografica, circa 300, provenienti da tutta Europa. 13 sono i corti selezionati per 3 premi (Miglior cortometraggio – Miglior cortometraggio per l’dea più creativa – Miglior cortometraggio realizzato in ambito scolastico o associativo). Quest’anno il concorso premia la miglior rappresentazione dei beni culturali siciliani.

Abbiamo quindi intervistato chi ha sempre avuto una particolare sensibilità verso questa terra e il mondo del cinema: Vincenzo Cusumano.

Cosa ti aspetti da questa ottava edizione?

“Ogni edizione rispecchia il periodo in cui viviamo, i registi e gli autori normalmente riflettono ciò che si vive in quel momento. Quest’anno ci sono dei corti molto forti, proprio come storie, non vi posso però anticipare i temi. Sono già stati selezionati 13 corti, e devo dire che quest’anno la qualità è di gran lunga superiore rispetto agli anni passati. Forse perchè col tempo maturano gli stessi partecipanti, molti dei quali ci seguono ormai da diversi anni. Ho notato in loro una evoluzione che ho visto crescere di anno in anno. Tengo sempre a considerarli e se posso a premiarli, come incentivo alla continuità. Anche se magari a volte questi ragazzi non hanno a disposizione i mezzi e gli strumenti tecnici per realizzare i loro corti, comunque non vuol dire che non c’è un’idea o che il prodotto non possa essere migliorato”.

Qual’è il corto che più ti ha colpito e che ti ricordi maggiormente di queste edizioni?

“Io mi ricordo il primo anno, che fu il 2006… Parteciparono molti ragazzi di Cinisi, probabilmente perchè era la novità, e anche loro erano incuriositi da questo concorso. Quindi poteva essere per loro un mezzo per mostrare il loro prodotto. Solitamente molti li fanno e se li guardano fra di loro, ma non possono condividerlo con la gente… Questo meccanismo manca se non c’è una rassegna di cortometraggi, se non c’è un concorso che dia loro la possibilità di farsi scoprire e quindi automaticamente di avere delle critiche per migliorarsi. Vedere così tanti ragazzi inesperti, anche del comprensorio, presentare quei prodotti… Sono riusciti a stupirmi, e stupire la giuria! Quell’anno ho capito che avevo trovato la strada giusta per alimentare questo focolare. Hai comunque un obiettivo, che non è rivedere il corto insieme agli amici che lo hanno fatto, ma presentarlo in un contesto di competizione. A questo proposito ci tengo a ringraziare Salvo Leone (proprietario di Cine Alba), senza di lui non avrei avuto la possibilità di realizzare questo concorso. Per il resto mi sono sempre aiutato da solo, per la sua realizzazione. E ne sono contento, perchè mi ha permesso di essere libero e non avere forzature da parte di nessuno”.

Ti è mai successo di vedere un prodotto che ti piacesse così tanto da voler collaborare con l’ideatore?

“Guarda io collaborerei con tutti! Anche con i registi dei corti più brutti… Brutti nel senso di realizzati male. Possibilmente l’idea o il messaggio sono interessanti ma vengono raccontati male. Penso che alla base un minimo di tecnica sia essenziale. Quindi sì cimentarsi da subito dietro la cinepresa, però con convinzione. Deve esserci una continuità, solo così si può crescere. Quello che è la tua idea iniziale non sempre si realizza così come l’avevi pensata inizialmente… Magari ci riesci o ti avvicini solo se hai un minimo di esperienza sul campo”.

corto_corto_mon_amour_2015_1

I premi quest’anno sono tre. Fra questi c’è “I ragazzi non stanno a guardare” al miglior cortometraggio realizzato in ambito scolastico o associativo. Secondo te che potenziale formativo possono avere questi ambiti?

“Ho voluto inserire questa sezione perchè proprio da lì dovrebbe partire tutto. Intendere il Cinema non in quanto tale ma come apertura a nuovi mondi o comunque una chiave di lettura in più per imparare le cose. Perchè sì, si impara e si cresce con la lettura, lo studio, ma il potere dell’immagine è più forte. Riesce ad emozionarti di più, riesce a colpirti di più perchè ti coinvolge. Sei tu che sei al centro di tutto. Il Cinema, inteso sia come spettatore che come regista, è un frutto… Va raccolto, va mangiato, perchè fa bene! Io mi considero un ignorante, non ho mai voluto studiare, ma posso dire che quel che so lo so grazie al cinema”.

Sappiamo che i giudici sono top secret, ma puoi anticiparci qualcosa?

“Posso dirti che quest’anno la maggior parte saranno giornalisti. In tutto sono 7. Tre giornalisti di testate importanti, la dottoressa Mangiapane (direttrice della biblioteca di Cinisi), Ivan Scinardo (presidente del Centro Sperimentale di Cinematografia a Palermo)… Il resto lo scoprirete!”.

Il concorso è cresciuto anno dopo anno e ha messo in luce film-maker di talento provenienti anche da tutta Europa. Nel Cinema, in particolare qui in Sicilia, c’è quindi un futuro?

“Assolutamente sì! Io ho sempre lottato e continuo a lottare per questo. In Sicilia tu racconti le più belle storie del mondo. Non dimentichiamo che siamo stati invasi da tanti popoli. Avoja di raccontare storie. Il problema è che la politica non è attenta a questa tematica, e quindi questo blocca la crescita e tutto il sistema. Ma ti assicuro che sono tante le produzioni che vorrebbero girare qui in Sicilia ma hanno timore. Sia perchè non hanno un punto di riferimento, sia perchè magari si imbattono in sistemi poco raccomandabili”.

Il concorso premia chi esalta la bellezza della nostra terra, a cui tu sei molto legato. Ti abbiamo infatti visto socio di un’azienda di produzione cinematografica, la Social Movie Production, che ha come punto di forza proprio la Sicilia. Come mai la collaborazione si è interrotta?

“Diciamo che ho preferito restare freelance.

Corto Corto è anche un modo per fare cultura. Si parla tanto di cultura in movimento… Secondo te a Cinisi c’è qualcuno che sostiene questo movimento?

“Guarda, potrei aprire una serie di polemiche in questo caso, e probabilmente le aprirò… Ma non me ne frega niente! Il punto della storia qual’è? C’è stato un periodo in cui si era entrati in una retta via, cioè i ragazzi, la gente che produce cultura (che sia video, musica, quadri, poesie e quant’altro) erano riusciti ad avere un punto di riferimento. Erano quindi soddisfatti di poter creare delle opere per poterle mostrare perché c’era qualcuno che gliele gestiva, queste cose. Questo passaggio è durato due anni, poi si è bloccato. Da quando si è bloccato ad oggi non c’è stata più continuità. Quest’anno l’assessore Nicchi ha ripreso con La Settimana Della Cultura, devo dire con molta difficoltà, perchè se si blocca una crescita, per farla tornare a crescere devi faticare parecchio. Io mi auguro che lui riesca a rilanciare questa Settimana Della Cultura, che poi funge da calamita. I ragazzi di Cinisi hanno una forza particolare, mi rendo conto che a Cinisi c’è una preparazione incredibile rispetto ad altri paesi. C’è una concentrazione di persone che con la loro formazione possono ambire a dei livelli altissimi, in diversi campi, ma che vengono bloccati da un’Amministrazione che non è, forse non lo è stata neanche quella passata, attenta a questa tematica”.

La politica che ruolo ha rispetto alla diffusione di questo genere di cultura?

“La politica è centrale in tutto. Nel Cinema è fondamentale perchè non c’è un vero e proprio regolamento. Loro non capiscono che investire un 10% su un film che ha un budget, porterà ad una ricaduta 100 volte tanto nel territorio. In termini economici ma anche in termini di cultura. Sai quanti film ambientati in Sicilia sono invece girati in Puglia? Il 90%. Un film è una vera e propria vetrina, una pubblicità che dura due ore. Cinisi perchè è conosciuta in tutto il mondo? Per “I Cento Passi”… Poi è stato scoperto Peppino, ma se non ci fosse stato il film non ci sarebbe stato Peppino”

Altri contesti e la formazione di altre situazioni avrebbero, secondo te, portato ad uno sviluppo più incisivo in quest’ambito?

“Assolutamente sì. Noi abbiamo perso un’occasione importantissima. Subito dopo I Cento Passi, si poteva creare una continuità. Dopo I Cento Passi sono arrivati altri tre film. Hanno visto le nostre montagne, il nostro mare, le nostre piazze, che noi non vogliamo, che neppure consideriamo, che snobbiamo. Loro invece sono venuti e hanno girato scene qua a Cinisi. Io sono la testimonianza vivente che col Cinema si lavora. Il Cinema locale può rappresentare un’opportunità lavorativa anche per i cinisensi, perchè il Cinema abbraccia tante maestranze, ognuno può avere il suo spazio. Ma questo non c’è perchè abbiamo un’Amministrazione miope, legata al voto, al posto di lavoro momentaneo. Mentre si potrebbero creare attività, posti di lavoro… Io non ho niente contro questa Amministrazione, non li ho votati nè li voterò mai, ma la politica è politica e dovrebbe dare dei servizi, creare attività per il paese”.

1
Lascia un commento:

1 Comment threads
0 Thread replies
0 Followers
 
Most reacted comment
Hottest comment thread
1 Comment authors
Anna

Condivido ogni parola!