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Chi ha bisogno di eroi?

«Sventurato quel popolo che ha bisogno di eroi». È la famosa frase che Bertolt Brecht, esprime tramite Galileo ne “La Vita di Galileo”.

Chi ha bisogno di eroi? Chiunque abbia la necessità di identificarsi, aggrapparsi alla figura di un “eroe”. Chi cerca nell’altro un esempio, un modello, soprattutto per andare avanti, per non aver paura.

Ultimamente molti eroi quotidiani, esponenti dell’antimafia, sono caduti nella polvere. Le vittime che si fanno carnefici. Coloro che dovevano difendere i valori dell’onestà e dell’integrità sono caduti nello stesso meccanismo che tentavano o fingevano di scardinare. Vergogna e sdegno sulle labbra di tutti, giustamente la sorpresa lascia l’amaro in bocca. Il pensiero che ne consegue è che siano tutti uguali, mafia e antimafia, guardie e ladri, incorruttibili, corrotti e corruttori, tutti sullo stesso palcoscenico di questa commedia della parti.

La Sicilia va in scena, bellissima eppure irredimibile, dolce e amara allo stesso tempo, quella terra che si odia profondamente per tutte le sue contraddizioni e ingiustizie, eppure si ama con ogni fibra del  corpo quando si è costretti a lasciarla. C’è verità in tutto questo, ma un errore grossolano viene fatto. “Sono tutti uguali”. Ma tutti chi? L’eccezione non fa la regola. Nel mucchio, fa piú rumore il caso negativo, quello che sbaglia, piuttosto di chi, in silenzio, fa bene il proprio dovere. I magistrati, le forze dell’ordine, i giornalisti, tutti coloro che si prodigano affinché non vinca il compromesso, l’illegalità e l’omertà. L’antimafia sono loro. L’antimafia siamo noi, ogni giorno, quando facciamo qualcosa di giusto, qualcosa che ci allontana da quella mentalità volta alla prevaricazione e alla prepotenza, alla paura e alla violenza, così difficile da eradicare ma non impossibile.

L’antimafia siamo noi, anche se un problema di fondo c’è, se emergono casi sconcertanti come quelli già visti, ma ciò non significa che la lotta non ci sia o sia vana. Perché non siamo tutti uguali. Non tutti i siciliani sono mafiosi. Non tutti accettano questa maledetta etichetta, principalmente perché non la meritano. Non occorre sempre un simbolo per fare la differenza, possiamo essere noi stessi l’esempio da seguire, anche quando chi doveva esserlo per noi ci delude e riempie di vergogna. Possiamo essere il cambiamento che vogliamo vedere negli altri, il piccolo eroe ordinario che tanto ci manca e tanto ricerchiamo. “Io credo nell’uomo, e questo vuol dire che credo alla sua ragione! Se non avessi questa fede, la mattina non mi sentirei la forza di levarmi dal letto”, ci ricorda Brecht.

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