Home Cultura Bi-personale all’Azzolini Palm Beach Hotel, le illustrazioni di Scarabottolo e Consoli

Bi-personale all’Azzolini Palm Beach Hotel, le illustrazioni di Scarabottolo e Consoli

Si è riaperta la stagione di eventi promossi all’interno del Pb project presso l’Azzolini Palm Beach Hotel, una interessante proposta culturale e artistica nel territorio di Cinisi/Terrasini.

Il primo appuntamento si è svolto il 4 Giugno 2016 nel tardo pomeriggio, con l’inaugurazione della bi-personale di illustrazioni intitolata “Punti di vista” di Guido Scarabottolo e Fabio Consoli e la presentazione del cantautore genovese Boris Ramella che in serata avrebbe proposto il suo disco di esordio “Non Riesco a Dormire” uscito a Maggio. La serata è stata introdotta da Giancarlo Azzolini e da Gae Milazzo, Art director del Pb project, in uno scenario suggestivo regalato dalla terrazza dell’hotel che si affaccia sul porto adiacente alla spiaggetta, dove il tramonto appare sempre magico ed il cielo velato di nuvole sottili regala accostamenti di colori che sfiorano la poesia.

Presenti erano Fabio Consoli ed il musicista Boris Ramella, assente purtroppo Guido Scarabottolo, illustratore di talento e fama, che momentaneamente è impegnato in diverse mostre in tutta Italia. Fabio Consoli, il grafico di origini catanesi nato nel 1977, che ha studiato all’University of the Arts of London e School of Visual Art di New York ed il cui studio di graphic design e illustrazione si trova a Catania, ha manifestato la propria contentezza nell’esporre insieme a Guido Scarabottolo, per lui maestro e fonte di ispirazione. Ci ha raccontato che le sue opere nascono dal suo lavoro di grafico. Realizzando su commissione copertine di libri, poster, illustrazioni ha la possibilità di esprimere il suo mondo e le proprie visioni e al contempo rispondere alla richiesta del committente. Spesso i suoi racconti in grafica nascono dai suoi lunghi viaggi in bicicletta in giro per il mondo, l’idea può scaturire in qualunque momento, basta “fermarla” con uno schizzo su carta che verrà successivamente elaborato al computer. Alla domanda rivoltagli dal giornalista Mario Azzolini, seduto tra il pubblico, se anche il grafico, come lo scrittore, possa essere colto dalla sindrome del foglio bianco, Consoli risponde che per affrontare questa paura preferisce utilizzare un foglio color avana che provvede subito a sporcare, così è certo che non sarà mai davanti a un foglio bianco. Ci spiega in fine la differenza che vive nel suo lavoro approcciandosi a committenti stranieri o a quelli italiani, la morale è che in Italia siamo ancora indietro nel dare il giusto riconoscimento, anche economico, all’arte e a ciò che le ruota intorno.

Finita la presentazione andiamo nella sala espositiva ed incontriamo le illustrazioni di Guido Scarabottolo, grafico che vive a Milano ed ha lavorato per quasi tutti gli editori italiani, tra cui la Casa Editrice Guanda, la RAI, le principali agenzie di pubblicità e le maggiori aziende nazionali e non solo. Affascinano i suoi disegni concettuali e simbolici, che come schizzi di un mondo reale ed immaginario creano un universo a sé fatto di personaggi, animali e oggetti. Il suo tratto raffinato e sincero appare semplice, a volte appena accennato, è come se i disegni fossero tracciati da una matita che non si stacca mai dal foglio. Quel senso straordinario di incompletezza e continuità, senza una fine o delle certezze, è sintetizzato in una stanza barocca e pienissimamente tratteggiata con ghirigori rapidi, che il disegnatore (presente nel disegno) sta ancora raffigurando sotto lo sguardo di una donna nuda delineata in rosso, separata dal tutto e anch’essa di spalle. Ironia, lievità, divertimento, fantasia e sogno.

Insieme alle opere di Scarabottolo, sono presenti le illustrazioni di Fabio Consoli, dall’aria trasognata e trasognante. Suonatori di strada scanzonati, oggetti e persone volanti, animali strani come un orso che chiacchiera con un campeggiatore, un intrigante bagno in un lago, atmosfere circensi, un ambulante in motoape con megafono (d’altra parte l’autore è siciliano e questo particolare ce lo svela) che fa surf su un’onda altissima, facendo da contraltare al surfista solitario che guarda il baratro in un disegno di Scarabottolo presente in sala. E poi due amanti avvinghiati nella penombra di una strada di città, ma l’uomo è solo un’ombra. Velieri, mari ed il più impossibile sogno di acchiappare il sole con una rete, a ricordarci che uno sguardo innocente forse fa diventare tutto possibile. Sono piacevoli i colori vivaci e le atmosfere, c’è quel quid che le rende attrattive, comunicative, sensibili e positive. Queste illustrazioni sono nate per l’editoria, poster, magazine. Domando a Consoli se quando gli viene commissionato un lavoro ha dei margini di libertà, mi risponde che non sempre ha “carta bianca”, ma cerca, nel rispondere alle esigenze di chi gli propone un lavoro, di esprimere il suo mondo, e si vede. C’è una costante in ognuna di queste illustrazioni, non sono slegate tra loro, ma sembrano il racconto di una storia fiabesca e surreale per grandi e bambini che ne svela i sogni, le immaginazioni e le speranze di tanti. Consoli mi dice che il suo lavoro è svolto in maggior parte con l’utilizzo del computer anche se spesso parte da schizzi su carta o riporta sul pc parti di dipinti creati su tela. Ma concludendo, in Italia si può vivere di grafica, illustrazioni e arte? Non è semplice, ma forse un artista-designer-amante dei viaggi e dell’avventura non può fare altrimenti.

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