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Ho fatto un grosso errore

Ho fatto un grosso errore a pensare che loro si sarebbero abituati alle mie regole.

L’ho fatto quando ho pensato che loro le avrebbero comprese ma l’ho fatto quando ho dato per scontato che le mie regole fossero quelle giuste, quelle universabili, applicabili a tutti, solo perché ”mie”.

Ho fatto un grosso errore quando ho detto che in Italia funziona così e così si deve fare, perché l’Italia mi lascia da sola, sempre. Lascia da sola me, che la servo, servendo i suoi cittadini più deboli, e lascia soli loro: i deboli.

E ai deboli, magari pure incazzati, é difficile spiegare, perché io stessa non me lo so spiegare e perché anch’io sono incazzata. Ho fatto un grosso errore quando ho ribadito nella mia mente di essere una bianca superiore volendo che i ragazzi neri si adattassero alla beneficenza istituzionale che io dispenso, mettendo a loro disposizione quello che è ”il meglio” secondo me e non lasciando loro il tempo di apprezzarlo.

Ho fatto un grosso errore quando ho guardato alla materia e non allo spirito, quando ho contato le patate e non ho guardato i loro occhi mentre misuravo la loro ”razione”. Perché forse nei loro occhi c’era il dolore e la rabbia di chi è costretto al controllo, e io mi sarei sentita maledettamente in colpa. Ho fatto un grosso errore quando, tornando a casa, ho dato per scontata la mia libertà e la loro prigione.

Errore quando la loro puzza mi nausea senza spiegargli perché, e senza chiedermi se il mio profumo faccia nauseare loro. Ma in fondo loro puzzolenti e io profumata è una condizione che mi permette di sentirmi e percepirmi superiore e quindi in grado di aiutarli. Ma faccio tutto io. Da sola. Senza di loro. E per di più… dò la colpa a loro.

Ho fatto un grosso errore ad avere timore della loro rabbia e di conseguenza a generarla, perché forse avevano bisogno di qualcuno più incazzato di loro per come il mondo sta girando in questa epoca. Avevano bisogno di alleanza, ma i nostri figli sono candidi ed istruiti e le storie delle loro violenze ci inteneriscono ma non ci fanno arrabbiare. E loro avevano bisogno di gente che per una volta… stesse dalla loro parte piuttosto che prendere i loro panini dal cassetto del comodino, perché vicino alle mutande, e arrabbiarsi con loro, solo perché non hanno avuto il tempo di capire cos’è per me l’igiene.

E io questo errore… l’ho fatto.

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