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Marco Pomar racconta il suo e il nostro “tempo”

Atmosfera vivace e carica di umorismo per il quinto appuntamento della rassegna letteraria dell’estate terrasinese “Un Mare di Libri”. Un duetto straripante di complicità quello composto da Marco Pomar, autore del libro “C’è tempo” e Daniela Tornatore, sorella del noto regista siciliano.

C’è tempo: è la formula più rassicurante del mondo. Il tempo può essere ritmo, pioggia o maturità. Ma anche nebbia, freddo, sabbia, anni, attesa, noia, rimpianto, sosta, pausa, futuro, rabbia, vecchiaia. A me piace pensarlo come speranza, possibilità, opportunità. Lo maltrattiamo, lo sottovalutiamo, a volte lo inganniamo, eppure siamo sempre lì a chiedergli qualcosa. Tutto quello che senza di lui non siamo riusciti a fare. C’è tempo. Fino a quando ci è consentito ripeterlo? Sempre, probabilmente. C’è tempo ancora per molto, benchè non si sappia mai quanto.

Decisamente frizzante e scanzonato il quinto incontro letterario della stagione estiva terrasinese. Marco Pomar presenta il suo ultimo libro “C’è tempo. Storie che non scadono”, edizioni Leima.

Titolo affascinante, ma come interpretarlo? Occorre l’intonazione esatta, quella del palermitano puro sangue, per rendere conto della valenza della formula “c’è tempo”. L’atteggiamento lassista tipicamente isolano di chi sapendo di dover fare qualcosa, la posterga ad oltranza. In sostanza: il “poi” che diventa “mai”. Eppure se pronunciata con un’inflessione diversa, potrebbe anche sembrare un incoraggiamento, del tipo: “Non preoccuparti, c’è tempo! ci riuscirai!”

Marco Pomar ha scelto di tematizzare il tempo, o per lo meno, di renderlo il filo conduttore di una serie di racconti suddivisi in cinque maxi capitoli, ognuno dei quali offre al lettore spaccati di vita quotidiana arricchiti di humor e riflessioni. Un viaggio tra aspetti paradossali della nostra contemporaneità, in cui il tempo è denaro e occorre ottimizzare anche i millesimi di secondo affinchè se ne tragga profitto o venga utilizzato al meglio delle possibilità.

Riflessioni dolci, divertenti ma anche amare e pungenti, quelle del nostro autore. Egli con abilità mescola realtà e fantasia e partorisce personaggi che rimangono impressi nella mente come il Venditore del tempo. All’interno del suo negozio si trovano oggetti accatastati, souvenir, ricercatezze, ma anche ricordi preziosi. I clienti, affascinati, possono acquistare tranquillamente la settimana di quell’anno memorabile che da anni avrebbero voluto rivivere e scambiarla con un periodo inutile della propria esistenza.

C’è qualcosa di magico se ci soffermiamo a pensare al tempo, quello andato, quello presente e quello che verrà. Imperituro, si. Ma per ciò che ci è concesso, facciamone tesoro in modo che ne scaturiscano frutti rigogliosi e durevoli.

“Questi racconti sono stati scritti nel tempo, per tempo e per leggerli c’è tempo.”

 

 

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