Home Approfondimenti Giuliana Narbone e BootstrapLab: autoimprenditorialità e crowdfunding

Giuliana Narbone e BootstrapLab: autoimprenditorialità e crowdfunding

Noi pensiamo che chi ha una buona idea debba essere il primo ad investire sulla propria creatività, con coraggio e consapevolezza. Nessun altro lo farà al suo posto”: questo è l’incipit e la sintesi di BootstrapLab – incubatore d’impresa, un progetto curato dall’associazione Trecentosessantagradi A.P.S. di Caltanissetta, focalizzato sull’educazione finanziaria e sulla formazione imprenditoriale rivolta agli studenti.

Cinisi, 14 ottobre 2016. Oggi vogliamo raccontarvi del modo in cui le idee nascono da bisogni specifici e, poi, diventano progetti e si aprono al mondo intero. Vogliamo raccontarvi di un modo diverso di intendere la libera professione. Vogliamo raccontare di come l’associazionismo possa ben funzionare e di come fare rete funzioni anche di più. Vogliamo raccontarvi di innovazioni sane: oggi è di BootstrapLab che vogliamo parlarvi!

Bootstrap, che nel lessico informatico significa “tirarsi su dagli stivali“, vuole essere metafora del processo di autosostenibilità che anima lo spirito del progresso. È un progetto ambizioso e ben curato, un vero e proprio laboratorio di idee incentrato sull’imprenditorialità, un incubatore d’impresa a misura di studente, che si pone  l’obiettivo, innovando anche il modello formativo, di aiutare i giovani ad inventarsi il futuro, a costruirselo con le proprie mani e con la propria testa, coniugando l’estro personale con la voglia di costruire insieme, nel rispetto delle regole, consapevoli che la legalità è l’unica strada per il vero progresso.

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Vediamo meglio di cosa si tratta attraverso le parole di Giuliana Narbone, il capo progetto.

Giuliana, parlaci un poco di te! Se dovessi scegliere 3 aggettivi e 3 canzoni, 1 operazione matematica e 1 libro per presentarti, cosa mi diresti?

“Mmm… Direi che sono combattiva, focalizzata sull’obiettivo, collaborativa quanto basta! Per presentarmi sceglierei canzoni come Whole lotta love dei Led Zeppelin; Cuccurucucu di Battiato; Il tempo di morire di Battisti. In matematica sarei di sicuro una moltiplicazione. E, per quanto riguarda il libro, per presentarmi punterei su: Cent’anni di solitudine di Marquez.”

Tu sei un Dottore Commercialista un poco insolito…

“Non mi definisco mai dottore commercialista… al massimo revisore contabile, che occupa il 50% della mia attività professionale. Il residuo 50% lo dedico alla formazione imprenditoriale rivolta ai giovanissimi e ai meno giovani. Trasmettere nuove prospettive mi rende felice!”

Quanto è importante secondo te assecondare le proprie passioni, “ascoltare” le proprie idee?

“Allineare le proprie passioni alla soddisfazione lavorativa è essenziale e strategico per capire che strada intraprendere. Io, ad esempio, non sono portata per il lavoro subordinato e questo mi costringe a trovare continuamente nuovi settori su cui spendere le mie competenze. Ho sempre assecondato l’intuito, trasformandolo in passione e concretizzandolo in obiettivi da raggiungere. Finora è andata bene e sono riuscita a canalizzare la mia ambizione. L’unico effetto collaterale di questo processo è che ci si esaspera frequentemente: bisogna difendere con i denti questo modo di intendere e di praticare il lavoro, se vogliamo vivere facendo quello che più ci piace, senza accontentarci.”

Parlaci dei tuoi progetti: BootstrapLab, Itinerari Precari… qual’è il fil rouge?

“Posso affermare con piena consapevolezza che l’educazione all’imprenditorialità è il fil rouge dei progetti che ho realizzato negli ultimi 6 anni e su cui ho speso tanto studio e investito moltissimo. Con Bootstrap abbiamo dato sfogo all’immaginazione, perchè è la prima iniziativa totalmente autogestita e raccoglie il risultato delle precedenti esperienze. È un progetto che considero al pari di un figlio! Mi ha permesso di mettere in pratica il mio modo di intendere la didattica e di relazionarmi con gli studenti. È bellissimo poter dare un orientamento e modelli positivi ai ragazzi, provando lo stesso entusiasmo di quando ci si lancia alla scoperta di nuove cose e tutto ti sembra realizzabile. È questa la sensazione che non voglio perdere e che cerco di ritrovare in ogni mio progetto. Così è stato anche per Itinerari precari, un’esperienza di vita indimenticabile: un viaggio attraverso l’Europa dell’Est all’insegna dell’avventura e dell’amicizia, cercando di dimostrare che anche noi precari abbiamo la possibilità di concederci il tempo della vacanza, alle nostre speciali condizioni.”

Da cosa sono nate le idee che vi stanno alla base? Passare poi dall’idea alla realizzazione pratica, quanto è difficile? Che consigli senti di dare?

“Ogni progetto è motivato sempre dalla volontà di dimostrare qualcosa, di far vedere come tutto sia possibile, anche se molto faticoso. Spesso penso “Chi me l’ha fatto fare?!”, ma una volta provato il brivido del successo (seppure di piccolissime dimensioni) è difficile rinunciarvi. Con la consapevolezza, però, che se si fallisce, non casca il mondo. Semplicemente bisogna rimodulare l’idea, studiare molto e andare avanti per la nuova strada, spostando più in là i propri confini mentali. Mai arrendersi, mai accontentarsi, mai cedere alle pressioni di chi afferma con leggerezza “Sei sicuro di poterlo fare?”.”

Con Bootstrap, in particolare, avete puntato sul crowdfunding. Credi nelle potenzialità di questo strumento?

“Quando lavori con i progetti, le risorse di cui disponi non bastano mai! Ci sono mille difficoltà che devi affrontare, soprattutto dal punto di vista finanziario. Il crowdfunding è uno strumento preziosissimo per chi vuole realizzare qualcosa, qualsiasi cosa, ma non ha facile accesso al credito. Tuttavia, non è semplice come sembra raccogliere fondi sul web. Devi essere credibile, devi trasmettere buone sensazioni, devi essere empatico per creare e mantenere le relazioni con i tutti i potenziali sostenitori della tua iniziativa, ma soprattutto devi essere molto paziente.

Attualmente con Bootstrap abbiamo in corso una campagna di crowdfunding su Eppela per sostenere “Wake Up! Call 4 Ideas”, una vera e propria esperienza di accelerazione d’impresa a misura di studente. Grazie ai workshop interattivi con i Business Angel, i ragazzi potranno sviluppare al meglio le loro idee di business e portarle allo Start-up Day, concorrendo per il premio finale di 1000 Euro. L’importo che ci siamo prefissati di raggiungere su Eppela è di 8.000 Euro entro il 26 novembre. Per questo motivo ottenere nuovi supporter è il nostro obiettivo giornaliero! Il motto è “piccole donazioni ma tanti sostenitori fanno la differenza!“.”

Se volete contribuire anche voi, potete consultare il link:  https://www.eppela.com/it/projects/9728-wake-up-call-4-ideas

Potete consultare la pagina BootstrapLab al link www.bootstraplab.it

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