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L’amante giapponese

“L’amante giapponese” di Isabel Allende pubblicato in Italia da Feltrinelli nel 2015 è un libro di ampio respiro e tocca svariate tematiche, alcune delle quali molto delicate.

La protagonista Alma Belasco è una donna forte, intelligente, stravagante, eccentrica e sentimentale e attorno a lei ruotano altri personaggi che non sono secondari perchè ognuno di essi ha un ruolo di primo piano. Forse il pregio più evidente della narrazione è proprio quello di avere attribuito ad ogni storia una dimensione unica e a sé stante.

Il romanzo presenta tante storie completamente diverse tra loro che, partendo da un nucleo centrale, si dipanano poi ognuna per conto proprio con la stessa intensità dei poemi epici.

lamante_giapponese_isabel_allende_segnalibro_ott_2016Particolarmente interessante è il racconto delle vicende della famiglia Fukuda che prima dell’attacco a Pearl Harbor arriva a San Francisco e si ritrova insieme ad altri giapponesi a vivere una sorta di “deportazione”. È una pagina di storia che le potenze occidentali vincitrici nel secondo conflitto mondiale hanno volutamente “dimenticato” ma che certo non fa onore ai principi democratici cui si ispirano teoricamente le nazioni civili. C’è anche un parallelismo tra il destino di tanti giapponesi nei campi di lavoro nel territorio americano e la tragica sorte di molte famiglie nel ghetto di Varsavia.

La scrittrice cilena ha raccontato una relazione d’amore sullo sfondo della seconda guerra mondiale fino ai giorni nostri e nonostante vi siano altre trame che si intersecano tra loro riesce abilmente a non perdere mai di vista il filo conduttore, catturando  l’attenzione del lettore.

Da segnalare anche le tenere pagine dedicate all’ineluttabilità della morte e alle scelte consapevoli di chi sa di essere malato terminale.

Durante la lettura si intraprende un viaggio temporale e sentimentale che spazia attraverso luoghi, stati d’animo e personaggi differenti uniti però da un unico comune denominatore: la capacità di suscitare emozioni autentiche e coinvolgenti.

Forse più che i personaggi, i veri protagonisti delle storie sono i sentimenti talvolta duri o struggenti, oppure romantici e commoventi ma al di sopra di tutto prevale senz’altro la forza della passione e soprattutto il desiderio irrinunciabile di ogni uomo di ricercare e di raggiungere la felicità.

Isabel Allende si conferma un’autrice raffinata e sensibile, sempre capace di elaborare un impianto stilistico particolare, in grado di tenere sulla corda il lettore stimolando curiosità e stupore.

“L’amante giapponese” rappresenta degnamente la scrittura eccellente dell’Allende che da più parti viene definita la migliore voce della narrativa contemporanea e certamente riesce ad essere all’altezza del suo più famoso e irripetibile capolavoro “La casa degli spiriti”.

Il libro si legge con scorrevolezza e pur non avendo velleità intellettualistiche, in alcuni tratti ha un potere terapeutico: tocca le corde del cuore, accarezza e lenisce l’animo.

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