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Via del Mare: parte l’ultima fase dei lavori

Il cantiere iniziato nel 2010 non è stato completato nonostante siano stati spesi circa 3 milioni di euro.

Con l’inizio dei lavori di pavimentazione della Capella di San Leonardo prende il via quella che dovrebbe essere l’ultima fase di completamento della via Peppino Impastato, l’arteria che collega il Corso Umberto con l’arteria che conduce alla spiaggia Magaggiari. Scenario dei lavori iniziati nel lontano 2009, ma mai finiti, nonostante siano stati spesi oltre 3 milioni di euro.

Due anni e qualche mese dopo, nel 2012, la comunità di Cinisi non addetta ai lavori apprende che serviranno ulteriori 500 mila euro per completare i marciapiedi, aiuole, asfalto.

Il progetto di realizzazione della strada ha subìto diverse modifiche ed è stato oggetto di numerosi ricorsi, ricordiamo tra gli altri la battaglia legale tra il Comune e il ristorante “Il Pirata del pesce fresco”.

Nei mesi scorsi il decreto Sblocca Italia del governo Renzi attraverso un finanziamento ha dato la posssibilità di completare l’opera con ulteriori 660 mila euro.

L’opera costerà alla comunità complessivamente 3,6 milioni di euro, un vero e proprio emblema della prima repubblica.

E’ sbalorditivo come la bolla dei costi lieviti in maniera esponenziale a fronte di 1.600 metri di strada e allora ci si rende conto che i cinquanta anni di cantieri della Salerno – Reggio Calabria forse non sono poi tanti rispetto agli otto anni per 1600 metri di strada a Cinisi.

E’ un vizio, un male atavico che ha ferito a morte il sistema degli appalti delle opere pubbliche in Italia e a Cinisi ci siamo resi conto di cosa significa “un’opera pubblica incompiuta”.

Significa caos stradale e veicolare, soste di autoveicoli sui marciapiedi, un corso d’acqua navigabile durante le piogge invernali, tombini che saltano per insufficienza dei canali di scolo.

Questo è il costo sociale di un’opera pubblica interrotta per mancanza dei fondi e nessuno, ahimè, domani potrà andare orgoglioso del completamento di quella che è stata definita a suo tempo “non solo una via” poichè i cittadini di Cinisi sanno che si è consumato l’ennesimo sperpero di denaro pubblico.

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