Home Cultura “C’è sempre un perché…” – VI edizione del “Premio letterario G. Meli”

“C’è sempre un perché…” – VI edizione del “Premio letterario G. Meli”

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Si è appena conclusa la VI edizione del “Premio letterario G. Meli”, momento culturale particolarmente sentito e partecipato, che di anno in anno acquista sempre maggior risonanza tra gli appuntamenti indetti dall’amministrazione comunale cinisense.

Un appuntamento, quello del “Premio letterario Giovanni Meli”, che rinnova di anno in anno una proficua collaborazione tra l’assessorato alla cultura, la biblioteca comunale e l’istituto comprensivo di Cinisi. Il concorso, istituito nel 2010, trova la sua ragion d’essere su un doppio binario: da un lato si presenta come omaggio all’insigne poeta che per dieci anni ha vissuto a Cinisi, dall’altro si propone come stimolo alla scrittura creativa, spingendo grandi e piccoli, a cimentarsi nella realizzazione di componimenti in versi e in prosa.

Soprattutto l’impegno e l’interesse mostrato dagli studenti fa emergere una propensione ad utilizzare la scrittura come strumento essenziale per veicolare contenuti e valori pregni di significato. Non è così scontato sottolineare tale aspetto, in una società come quella odierna, in cui spesso ci si abbandona al citazionismo e in cui i ragazzini, spesso catturati dalla tecnologia, poco o nulla si interessano a ciò che ci circonda.

Quest’anno sono giunti tantissimi lavori, vagliati da una commissione attenta e scrupolosa, a presiedere la quale l’illustre professore Giovanni Ruffino, già Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Palermo, Presidente del Centro di studi filologici e linguistici siciliani e di recente nominato membro dell’Accademia della Crusca. Tra gli altri membri della commissione esaminatrice: la dott.ssa Maria Antonietta Mangiapane, direttrice della Biblioteca Comunale di Cinisi, l’Assessore alla Pubblica Istruzione Rosalba Pizzo, il giornalista Silvio Ruffino e le docenti Maria Pia Maniaci e Giuseppina Badalamenti.

“C’è sempre un perché…” il tema scelto per l’edizione 2017, che ha lasciato ai partecipanti la possibilità di esprimere i propri interrogativi, i propri dubbi, le speranze e anche l’indignazione nei confronti di tanti fenomeni che affliggono il mondo attuale. Grande protagonista dei componimenti il fenomeno migratorio, particolarmente sentito dai più giovani che con genuina sensibilità si sono calati nei panni dei tanti, troppi, bambini costretti ad abbandonare il loro luogo natale e con esso speranze e sicurezze.

L’incontro, svoltosi all’interno dell’aula magna dell’istituto comprensivo di Cinisi, ha visto avvicendarsi momenti musicali tenuti da alcune classi sotto la direzione del prof. Antonino Agrusa e la proiezione di un video, curato da Paolo Chirco: una raccolta fotografica dei luoghi del Meli, e specificamente, quei luoghi cinisensi che tanto peso hanno avuto nell’ispirazione creativa del poeta. Infine, la premiazione dei lavori migliori, suddivisi in quattro sezioni: per la sezione “Poesia in Lingua Siciliana – Adulti” è stata premiata Giovanna Fileccia, già nota poetessa locale. Il premio “Poesia in Lingua italiana – Adulti” è stato assegnato a Francesca Randazzo e il premio “Racconto – Adulti” a Vanessa Leone. Per quanto riguarda la sezione giovani, sono stati assegnati due premi a Gabriele Iannolino e Maria Carola Serra, studenti delle scuole elementari, e Maria Letizia Lupo, studentessa della scuola secondaria di primo grado.

Tra i tanti perché, tra i pensieri e i ricordi che affiorano nelle parole dei componimenti, questa giornata lancia un appello accorato, rivolto principalmente ai ragazzi, ma che gli adulti mai dovrebbero dimenticare: Vi auguro di crescere nella scienza e nella poesia: Non siate distratti, osservatevi attorno. Così Giovanni Ruffino invita gli astanti. Come l’abate Meli dedicò la sua vita alla medicina e alla poesia, così noi, dopo duecento anni, dovremmo ricordare di progredire in saperi scientifici e tecnologici, senza mai trascurare la poesia della vita, quella che si coglie nei luoghi che viviamo quotidianamente.

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