Home Editoriale La memoria, un’emozione che va rispettata

La memoria, un’emozione che va rispettata

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Oggi è la XXII Giornata della Memoria e dell’Impegno e da Locri, sede della manifestazione promossa da Libera, arrivano notizie pessime. Sui muri della cittadina calabra ieri sono comparse scritte intimidatorie contro Don Ciotti, “lo sbirro”, di cui molti, evidentemente, farebbero volentieri a meno, preferendogli il “lavoro”.

Come sempre in questi casi, gli autori di queste “massime murali” parlano e pensano per frasi fatte, senza senso, tirando fuori termini e concetti astratti e tra di loro completamente sconnessi. Che significa “Meno sbirri, più lavoro?” Forse le Forze dell’Ordine promuovono la disoccupazione? E poi che c’entra un prete con gli sbirri?

Quello che ci consola, alla luce di queste espressioni auliche di deficienza cognitiva e morale, è sapere che l’oggetto di questa manifestazione, la Memoria, è stata e continuerà ad essere il motore che muove le coscienze e genera un lento, lentissimo ma importante cambiamento.

Lo sappiamo bene anche noi, come a Locri, cosa significa vivere in un paese che disconosce il ruolo fondamentale della Memoria nella costruzione di una consapevolezza collettiva di solidarietà e rispetto.

Non si tratta solo di ricorrenze, né di pellegrinaggi laici ai luoghi simbolo della Memoria, questi sono solo il pretesto. Qui si parla di emozione. I giovani che ospitiamo a Cinisi ormai da quasi vent’anni – e cioè da quando esiste quella meravigliosa realtà che è il Forum Sociale Antimafia – se ne vanno da Cinisi provando delle emozioni belle, sane, vissute e feconde di speranza.

E basterebbe solo questo per continuare a sperare che ne vengano a fiumi, non solo per il Nove Maggio. Dovremmo essere felici di sapere per esempio che giovani studenti scelgono consapevolmente Cinisi per la loro “gita”. E dovremmo essere fieri di poter vantare un passato degno di essere conosciuto e raccontato, anche se si parla di Mafia, una storia che fa emozionare. Questi sono i casi in cui dovremmo vantarci di essere cinisara. 

Purtroppo la scorsa settimana una brutta vicenda ha visto alcuni ragazzi di un liceo di Moncalieri, provincia di Torino, scontrarsi con il Sindaco di Cinisi sulla questione della Memoria. Sicuramente conoscete i fatti. Noi abbiamo sfruttato l’occasione di avere una nostra inviata nel posto giusto al momento giusto e vi proponiamo qui l’intervista che ha realizzato con i ragazzi protagonisti della vicenda e autori di questa lettera indirizzata proprio al primo cittadino.

Il Sindaco non ha voluto concederci un’intervista in merito, ma lo sappiamo che noi siamo la stampa reietta, nulla di nuovo. Sopravviviamo. Sappiamo, e riportiamo, che ha chiamato il Preside dell’Istituto per scusarsi.

E in fondo siamo felici di essere stati indirettamente protagonisti anche noi di questa storia: in questo modo almeno abbiamo la possibilità di ribadire che a noi i giovani che vengono per ricordare Peppino e visitare la casa di Badalamenti ci piacciono proprio e ci auguriamo che dopo questa scenetta ne arrivino a migliaia, come quelli che grazie alla Memoria tramandata e solida hanno potuto emozionarsi per essere stati a Cinisi.

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