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Terrasini, “NO” deciso alla stazione dei rifiuti

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La contrarietà assoluta alla realizzazione di un “centro di rifiuti” e l’invito ad ascoltare le indicazioni di chi vive nel territorio.

E’ quello che inviano gli abitanti del Paese Turistico, le associazioni e tutte le forze politiche del territorio, compreso il Sindaco e la sua maggioranza, al governo di Rosario Crocetta, agli Assessorati Regionali dell’Energia e del Territorio e Ambiente, e a tutti gli Attori Pubblici che dovranno dare il proprio parere nella prossima conferenza di servizio di aprile. Ecco il punto e le ultime novità.

Cerchiamo, brevemente, innanzitutto, di ricapitolare e fare il punto sulla questione. Partiamo dall’inizio. Negli ultimi giorni del mese di febbraio alcuni cittadini e consiglieri comunali si accorgono casualmente dell’avviso, pubblicato sull’albo pretorio online, del comune di Terrasini, della convocazione di una conferenza di servizio, presso il dipartimento acque e rifiuti del relativo assessorato regionale, per la realizzazione di un “centro di stoccaggio e rifiuti non pericolosi” nella splendida (zona agricola e di prestigio) contrada Paterna (Terrasini).

L’informazione, da subito, ai più appare carente e confusa. Nessun consigliere comunale, fino a giorno 7 marzo, a due giorni dalla conferenza stessa, ufficialmente, ne aveva ricevuto copia o notizia dagli uffici comunali. Un progetto (in questi giorni il Movimento Cinque Stelle ha scoperto, per caso, che negli uffici comunali ci sono più carteggi) viene protocollato solo tale giorno alla Presidenza del Consiglio Comunale. Alcuni giorni prima, in ogni caso, la consigliera del Movimento Cinque Stelle, Eva Deak, aveva effettuato un accesso agli atti, richiedendo ed ottenendo una copia.

Le associazioni ed i comitati civici (Forum Calarossa, Associazione Peppino Impastato, WWF…), le aziende agricole e biologiche, i cittadini del territorio, il Movimento Cinque Stelle, subito si mettono in allarme ed, ancora una volta, mobilitano. “Abbiamo studiato – a parlare sono alcuni di essi – velocemente le carte, da queste emerge l’assenza di diversi pareri, i riferimenti ad altri documenti, parecchi mancanti nel carteggio fornito, come il parere positivo, dell’8 gennaio 2014 al progetto (indirizzato ad una persona e non ad una ditta) e all’area, dato dal funzionario comunale Aldo Carano (con sorpresa, pochi mesi dopo il diniego regionale alla precedente stazione di trasferenza dei rifiuti nella conferenza del 2013, in un’area molto vicina) ad un centro di rifiuti, nel medesimo non viene citata la parola compostaggio. Abbiamo consultato tecnici di rilievo nazionale, tutti d’accordo nel porre l’evidenza su diverse lacune tecniche e sull’assenza di alcuni pareri, ed anche sull’area di verde agricolo non indicata per un centro di questo genere secondo le linee generali. Molte cose quindi, ci appaiono, da subito, confuse e poco chiare”.

Interviene da Roma e poi a Terrasini, il deputato nazionale Claudia Mannino, richiedendo copia di tutti gli atti e mettendo in rilievo, con ben 45 pagine, diverse osservazioni e la nullità del progetto medesimo. Queste vengono inviate via mail certificata (PEC), a tutti gli attori pubblici, in questi giorni integrate e financo spedite ai Carabinieri. Interviene il deputato regionale Giorgio Ciaccio. Comincia a interessarsi fattivamente e con decisione della faccenda il gruppo regionale del Movimento Cinque Stelle, con in testa Giancarlo Cancellieri e Giampiero Trizzino.

Giorno 7 marzo, dopo l’insistente richiesta di ben 11 consiglieri, alla presenza di tantissimi cittadini, viene svolto un consiglio comunale straordinario. Viene proposta e votata una mozione di contrarietà al progetto della stazione dei rifiuti. 11 consiglieri comunali voteranno contro, solo cinque si asterranno, ma nessuno si dichiarerà a favore, dando in questa maniera, con forza, un indirizzo chiaro al sindaco, dottor Giosuè Maniaci, di rappresentare e manifestare in seno alla conferenza dei servizi di giorno 9 marzo 2017 e nelle successive, la netta contrarietà del consiglio comunale e della popolazione.

Giorno 9 marzo presso l’Assessorato Regionale di Pubblica Utilità ed Energia, nella prima conferenza di servizio tutti (o quasi) i rappresentanti presenti mostrano dubbi, dichiarano che il progetto sarebbe da non validare, proprio per le tante carenze, ma qui un altro colpo di scena. Entra in scena Maurizio Verace, il dirigente regionale che ha convocato l’assise, oltre ad essere Presidente della stessa conferenza di servizio, che convince tutti a continuare, dicendo che altre volte si era fatto così, riconvocando ad una settimana la seconda conferenza di servizio. Sarà l’ultimo atto dell’ingegnere: Mauro Verace, giorno 14 marzo 2017 viene arrestato in una inchiesta sui rifiuti ordinata dalla Procura di Catania e condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Catania. Traffico illecito di rifiuti, estorsione e rapina, usura, corruzione, falso in atto pubblico e traffico di influenze illecite, i reati contestati ai 14 arrestati.

La settimana che va dal 9 marzo al 16 marzo, giorno della seconda conferenza di servizio, vedono accendersi su Terrasini, anche a seguito dell’inchiesta giudiziaria di Catania e per l’arresto di alcuni funzionari regionali, l’attenzione di diversi giornali e media nazionali. Viste tali situazioni, molti sono quelli che pensano e scrivono che la successiva conferenza possa essere spostata ulteriormente o dato definitivamente un parere negativo. Giorno 16 marzo, in realtà, la seconda conferenza di servizio si svolge regolarmente ma in un clima teso, c’è da parte del funzionario che ha preso il posto di Verace, l’intenzione di portare comunque avanti il tutto e alla fine, si danno ulteriori trenta giorni alla ditta per implementare la documentazione.

In contemporanea il WWF dichiara di non avere avuto il progetto e di non essere stato informato, e invia a tutti gli organi preposti al parere, alla Regione Sicilia, al Ministero dell’ambiente, ai Carabinieri del Noa, delle constatazioni precise esprimendo la propria netta contrarietà. In queste note si dice che nella zona sussistono due aree SIC (aree/siti di interesse comunitario) ed una importantissima Riserva Naturalistica (Caporama), e che sussite contraddizione tra i codici rifiuti presentati ed il compostaggio. Afferma in definitiva che, secondo le relative normative, mancando i relativi pareri ambientali, nonostante il decreto dell’assessore regionale Croce, e viste tutte le condizioni, non si possa dare un parere positivo.

Nell’immagine una serra all’interno di una delle aziende agricole della zona in questione

Nel frattempo, con una nota ufficiale agli Assessorati Regionali dell’Energia e del Territorio e Ambiente, il Sindaco Giosuè Maniaci ribadisce il parere contrario dell’Amministrazione all’impianto di compostaggio e stoccaggio rifiuti non pericolosi in contrada Paterna.
Ma, viste le tante sorprese finora viste, sollecitati da tantissimi cittadini, aziende, e abitanti di Contrada Paterna, 8 consiglieri comunali, in queste ore hanno effettuato una richiesta per un ulteriore urgente consiglio comunale, per chiedere al Sindaco dottor Giosuè Maniaci di agire con più forza, di revocare e dare mandato agli uffici di annullare in autotutela tutti i pareri dati, seguendo l’esempio del sindaco di Lentini.

Il movimento Cinque Stelle regionale, al gran completo, ha chiesto la revoca di tutte le autorizzazioni fornite e gli iter avviati dai funzionari coinvolti nell’inchiesta giudiziaria “Piramide” parlando del settore come “un sistema marcio e con ritardi colpevoli” .
Si preannunciano nelle prossime ore diverse novità e colpi di scena. Secondo alcune voci (insistenti), infine, la Magistratura starebbe per chiedere tutte le pratiche che riguardano i rifiuti dell’ufficio regionale guidato dal dirigente generale Maurizio Pirillo.

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