CONDIVIDI

Di Silvia Vitale e Fabio Zerillo.

Abbiamo voluto intraprendere questo percorso per tante ragioni, principalmente per la delicatezza dell’argomento. Siamo partiti da una domanda che spesso è presente nelle nostre menti, all’udire la parola cancro: “Cosa potremmo fare?”.

A volte al suono della parola rimaniamo spiazzati; perché, in maniera diretta o indiretta, abbiamo esperienza in merito. Perché in fondo una malattia non distrugge soltanto la persona che la vive sulla propria pelle ma devasta anche chi vive accanto a quella persona e la vede soffrire ogni secondo, la vede sfiorire, lottare per trovare la forza per andare avanti nonostante tutto.

L’unica risposta che abbiamo trovato è tentare di capirci qualcosa in più, in modo che questa parola faccia un po’ meno paura. Poco tempo fa abbiamo notato che non si parla abbastanza della materia oncologica. Non si tratta di ricercare dettagli difficilmente comprensibili ai più, ma di potere capire quanto noi e i nostri concittadini e vicini di territorio possiamo essere informati sull’argomento, trattato con troppa sufficienza da taluni o con troppo timore reverenziale da tal altri.

Il nostro percorso alla ricerca delle informazioni è iniziato a Cinisi. Non era nostra intenzione, in quel momento, approfondire i singoli episodi personali ma di far comprendere ai più cosa possano aspettarsi legittimamente dalla macchina sanitaria. Questo ci ha portato a conoscere e parlare nell’ordine con medici di base, medici specialistici, uffici competenti locali e regionali (l’Istituto Epidemiologico dell’Assessorato Regionale della Salute) e infine con il Registro tumori Provinciale.

La prima tappa del nostro viaggio, come anticipato, è stata l’incontro con il medico di base dottore Salvatore Catalano che in passato ha avuto il medesimo interesse  per l’argomento.

Innanzitutto il contributo dei medici di base è interessante perché la loro attività sul territorio permette di avere un’idea dell’andamento delle patologie tumorali, pur non avendo importanza statistica immediata in quanto le osservazioni vengono effettuate su periodi mediamente di cinque anni. L’esperienza del Catalano ha riscontrato una variazione positiva riguardo alcune forme tumorali quali leucemie, carcinoma del colon, del fegato e dell’apparato bronco polmonare.

Abbiamo trattato alcune delle fonti di rischio più comuni, quali l’inquinamento atmosferico dovuto a emissioni di gas di scarico, in particolare per i timori della cittadinanza cinisense verso l’aeroporto di Punta Raisi, o per la presenza di residui di eternit, al cui interno è presente il pericoloso amianto. Queste tipologie di rischio, come altre, hanno un periodo d’incubazione che può raggiungere i trent’anni e per cui sono stati, a più riprese anche da parte dello stesso Catalano, messi in evidenza affinché ogni cittadino sia consapevole delle conseguenze. Ad esempio, nell’ottica della corretta prevenzione delle malattie derivate dall’amianto sopra citato, anche l’attivismo politico ha portato alla segnalazione di piccole discariche sul territorio. Un aspetto che ha avuto un ridotto impatto sull’opinione pubblica è quello della diminuzione delle aree verdi, sostituite dalla monetizzazione della terra.

Bisogna sottolineare che negli ultimi dieci anni la popolazione del comprensorio è aumentata con variazioni percentuali a doppia cifra dando un diverso impatto dei dati raccolti dagli organi competenti che potrebbe comportare un errata percezione del luogo di origine della patologia, se legata a questioni ambientali. In realtà la situazione sanitaria non mostra variazioni apprezzabili, per quanto riguarda specificamente il territorio cinisense; la soglia di attenzione resta sufficientemente lontana.

Anche il comparto dell’alimentazione è necessariamente variato negli ultimi anni. Si mangia in modo differente ma non necessariamente male. Un’alimentazione sbilanciata può essere una nota negativa.

La seconda tappa del nostro viaggio è stata confutare la presenza dell’amministrazione sanitaria sul territorio. A onor del vero dobbiamo ammettere che non è stato facile capire dove e con chi poter parlare dell’argomento. Abbiamo dovuto percorrere chilometri per poter capire come la macchina sanitaria si muove sul nostro territorio e ringraziare la gentilezza e la disponibilità di coloro che hanno voluto spontaneamente aiutarci.

Cinisi si trova all’interno del Distretto sanitario numero 34. Da qui abbiamo cercato di individuare i nostri possibili interlocutori, inizialmente presso la sede carinese, dove non è stato possibile ottenere che poche indicazioni circa il nostro obiettivo.

Come terza tappa ci siamo recati presso il Dipartimento per le Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico dell’Assessorato regionale della salute a Palermo. Presso la struttura regionale abbiamo incontrato il dottor Scondotto, dirigente del servizio competente, che ci ha permesso di capire meglio la situazione e di poter ottenere dei dati, elaborati dalla macchina regionale, che danno un’idea meno sfocata della condizione della prevenzione e dell’attenzione verso il cittadino che si trovi nella condizione di subire una malattia oncologica.

L’ultimo periodo certamente catalogato è rappresentato nel volume Tumori nella Provincia di Palermo“, edito nel 2014, in cui sono indicate molte delle informazioni che possono spiegare la situazione oncologica all’interno del territorio della provincia di Palermo. Non ci si deve preoccupare per l’annata. Come per tanti altri campi l’evoluzione delle malattie, le diagnosi e altri parametri nonché la difficoltà anche per l’amministrazione sanitaria regionale di ottenere alcuni dati, a causa di quello che viene definito impropriamente “turismo sanitario” comporta l’evidente latenza della pubblicazione. Ci troviamo a constatare che, sul territorio nazionale, praticamente potremmo parlare di un sistema sanitario per ogni regione; questo comporta una maggiore difficoltà a recepire i dati di coloro che si recano, a volte a torto, fuori dal territorio regionale per ricevere cure o ottenere diagnosi, che avrebbero potuto effettuare in Sicilia, rivelando una sorta di sfiducia ingiustificata per quanto riguarda la disponibilità di pratiche e macchine. Ciò rende impossibile ottenere dati celermente per varie motivazioni, tra cui l’attuale sistema di concessione dell’autorizzazione al trattamento dati personali che andrebbe armonizzato.

Per il momento ci fermiamo qui, sperando che le informazioni che vi abbiamo trasmesso vi siano state utili e abbiano tolto qualche curiosità. Rimanete sintonizzati, il viaggio non finisce qua.

Lascia un commento:

Ancora nessun commento. Commenta per primo!

wpDiscuz