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Quotidiani esperimenti di integrazione a Cinisi

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Esistono delle realtà che spesso esulano dal nostro quotidiano, magari non ne siamo a conoscenza, forse le ignoriamo o ci lasciano indifferenti, ma ci sono e potrebbero servire da buon esempio.

Nel territorio di Cinisi esistono una comunità alloggio per disabili psichici e una struttura di accoglienza di II livello per minori stranieri non accompagnati, Mabbonath, gestite entrambe dalla cooperativa sociale Iside. Entrambe risiedono nella stessa struttura, a separarle soltanto una rampa di scale. La convivenza non è affatto semplice, sembrava quasi irreale inizialmente, ma nel quotidiano, giorno dopo giorno, responsabili, operatori e tirocinanti lavorano per promuovere l’integrazione tra ragazzi e disabili.

“Partire dalle differenze e capire e percepire la realtà della comunità”, è con queste semplici ma efficaci parole che l’operatore Vincenzo Cipriano ci ha accolti nella struttura d’accoglienza, raccontandoci che ultimamente sono stati organizzati dei momenti di convivialità tra le due strutture, a partire dai laboratori di musica, pittura e attività manuale, conclusi con una cena, dove i ragazzi stranieri hanno in qualche modo aiutato nel cucinare.

Gli eventi, promossi fortemente dagli operatori e dalle tirocinanti, sono stati ben riusciti, nonostante alcune difficoltà di gestione e organizzazione dovute alle esigenze delle rispettive comunità. Progressivamente i ragazzi hanno cambiato il modo di vedere gli utenti della comunità per disabili psichici, non più “malati” ma prima di tutto persone. In particolare alcuni ragazzi si sono legati a diversi utenti, mostrando gesti d’affetto. Dall’altro gli utenti della comunità Iside hanno mostrato curiosità ed interesse verso questi ragazzi dai nomi così strani. Vorrebbero, anzi, maggiori momenti di questo tipo, qualcosa di diverso e nuovo nella loro quotidianità.

Sono questi eventi che rendono, non solo gli utenti, ma anche i ragazzi, più “veri”, più coinvolti e attivi. Non è sempre facile riuscire a gestire entrambe le strutture, comunque ben integrate nel territorio. Come ci racconta la responsabile di Mabbonath, Anna Di Liberto, le difficoltà che si incontrano sono legate alla farraginosa burocrazia e all’ambito sanitario, dove il primo punto d’accesso per i ragazzi è solamente L’ASP di Ponticelli.

I minori non accompagnati sono stati ben accolti a Cinisi, da vari commercianti, dalla parrocchia, dalle associazioni, favorendo i punti essenziali della formazione che ricevono nella struttura, quali integrazione, rispetto delle regole ed autonomia.

Non sono tutte rose e fiori, non tutti collaborano attivamente o recepiscono e traggono arricchimento da queste esperienze ma sembra comunque un ottimo punto di partenza.

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