Home Cultura Narrazioni d’arte a Terrasini, Hopper ed il suo immaginario

Narrazioni d’arte a Terrasini, Hopper ed il suo immaginario

CONDIVIDI
Hopper - "Night awks" (1942)

A Terrasini abbiamo un divulgatore di storia dell’arte e cultura che non ha nulla da invidiare ai noti divulgatori televisivi che hanno contribuito a far crescere a livello popolare la conoscenza di artisti e di opere d’arte che altrimenti sarebbero rimaste solo patrimonio di pochi cultori o di una élite di intellettuali ed appassionati.

Il “nostro” propagatore di amore per l’arte è Felice Internicola, un professore di Storia dell’Arte oggi in pensione, che per tanti anni ha insegnato nei licei artistici in giro per l’Italia, dal Nord fino a diverse città della Sicilia, sicuramente portando e trasmettendo la sua passione a tanti giovani studenti. “La storia dell’Arte è storia dell’umanità”, così afferma il Professor Felice e la sua dedizione traspare dai suoi appuntamenti culturali che da qualche tempo organizza a Terrasini, il primo presso la Biblioteca Comunale ed i due successivi all’ex Antiquarium.

Momenti che sono il frutto di una lunga preparazione, di studio e di un attento lavoro in cui fonde le parole con immagini in video e musiche che seleziona personalmente. Ha scandagliato, durante queste serate dedicate all’arte, le opere di due importanti protagonisti della storia dell’arte, Caravaggio ed Hopper, autori distanti tra loro che però hanno in comune una particolare ed incessante ricerca e studio della luce.

Ci ha ricordato Internicola, come Hopper avesse cercato, per tutta la vita, di dipingere “la luce del sole sulla parete di una casa”. Hopper, come il Professore ci ha spiegato durante la serata del 26 Maggio, è un pittore dell’inganno, che tramite elementi tratti dalla vita comune, apparentemente banali, narra storie che appartengono a tutti e che banali non sono. Hopper dipingendo qualcosa che sembra reale ci trasmette un suo mondo mentale fatto anche di incubi e paure, è stato infatti ispiratore di registi importanti tra cui Alfred Hitchcock.

Nel mondo rappresentato da Hopper la natura è in una lotta costante con lo sviluppo delle tecnologie dell’uomo, una natura che sembra voler prendere il sopravvento e devastare all’improvviso ciò che l’uomo ha creato, in una sorta di oscurità pronta ad emergere dal nulla che sembra avvolgere tutto suscitando preoccupazioni tutte umane. Questa forse è stata una scelta di Hopper, che come molti artisti non amava raccontare e spiegare i suoi quadri, o è solo una nostra proiezione perché da spettatori entriamo dentro i quadri come coprotagonisti. Internicola definisce Hopper “pittore non solo della solitudine, ma dell’alienazione”, un artista che mette in luce qualcosa di intimo e probabilmente sopito che è presente nel profondo di tutti gli osservatori. Abbiamo potuto analizzare diversi quadri proiettati, osservando come dei voyeur le scene di vita privata ritratte dal pittore. Partendo poi da due quadri, il celebre “Nighthawks” e  “People in the sun”, Felice Internicola ha colto l’occasione per leggere due suoi racconti ad essi ispirati, trasmettendoci suggestioni, profumi, rumori.

Un merito principale di Internicola è quello di saper creare un’immediata empatia nel pubblico, di mettere subito in connessione artista e spettatori, coinvolgendo e contagiando con discrezione, gentilezza ed umanità la sua passione per l’arte. “La bellezza – ci ha detto, riprendendo le parole scritte da Fava e fatte pronunciare a Peppino Impastato nel film i Cento passi – è un veicolo per cambiare il mondo”.

Potersi immergere nell’arte, nei suoi aspetti più luminosi, ma anche in quelli fatti di ombre e misteri, accompagnati dal nostro professore, che come un novello Virgilio ci ha tenuti per mano rassicurandoci e contemporaneamente incuriosendoci, è un privilegio da non trascurare.

Lascia un commento:

Ancora nessun commento. Commenta per primo!

wpDiscuz