Home I racconti di Giovanni Lira di Achille

Lira di Achille

Ammazza come mi sento figo oggi! Sto bene. Mi sento in forma e sono sereno… Quando mi sento cosi potrei spaccare il mondo e vendere il sale ai Trapanesi. Sono le 16:00 di un afoso mercoledì pomeriggio di luglio, apro il mio negozio, sono solo, metto un po di musica di sottofondo da Youtube, opto per Frank Sinatra. Il vecchio Frank ha sempre il suo fascino… That’s Life, mmhhhhh che swing!!! Un vero peccato non saperla canticchiare… Comunque that’s life…

Seduto nella mia scrivania, inizio il pomeriggio da puro cecchino. Passano pochi minuti, e sento dall’entrata: “Buonaseraaaaaa!!!”
Scatto sugli attenti come un bersagliere e mi avvicino nell’aria reception… Mmmhhhh. Una bella coppia di trentenni, carini, vestiti a modo, gentili. Li faccio accomodare in ufficio, mentre do un’occhiata fuori. Ok, hanno una Smart blu nuovissima. I signori, “merceologicamente” parlando, possono essere dei potenziali clienti. Devono arredare un loft in centro.Inizio con le domande rito (planimetrie-stile-colori-gusti): il primo approccio è importantissimo; devi essere accogliente, educato, simpatico ma non buffone, premuroso ma non servizievole, avere una buona dizione in italiano ma non tralasciare mai il dialetto.Se sei in grado di dare subito del “TU”, sei a metà dell’opera. I clienti che ho davanti oggi, sono molto esigenti ma non hanno la minima idea di chi hanno davanti. Soddisfo tutte le loro richieste ancor prima che aprano bocca… Sto facendo un ottimo lavoro, lo sento, soprattutto con lei, siamo entrati in perfetta sintonia. La mia padronanza di mestiere ormai l’ha plagiata. E’ anche molto carina e spigliata, ma non mi faccio spiazzare dal suo pronunciato décolleté. Non è difficile far cadere il mio sguardo dentro, ma non è cosa… Il mio obbiettivo è un altro e non c’è spazio per altro.Anche lui è in gamba è preparato e sa cosa vuole. Tiene d’occhio i prezzi e questo mi rinfranca. Ci siamo, prima fase passata. Hanno scelto in 2 ore nette un arredamento completo!!! Siamo stati veramente bravi.Ci avviamo verso la fase conclusiva. Prezzi, piccola contrattazione su di essi, (è una tradizione musulmana che il siciliano medio non può esimersi dal farlo). Ma ci può stare! Ok anche per la fase prezzi. Metodi di pagamento: i signori sono ambedue impiegati e vogliono accendere un finanziamento. Contrattazione sul tasso e sulla compagnia di intermediazione sempre invocando Allah.Ci siamo, scelta la rata, faccio firmare la privacy, fotocopie di rito. Inoltro la pratica alla finanziaria di turno.Per un convenzionato (negoziante), aspettare l’esito di una pratica evasa è come aspettare davanti la sala d’aspetto di una sala operatoria. Se il dottore esce troppo presto vuol dire che il paziente è morto (pratica bocciata) l’alternativa è di essere pazienti ed attendere ore e ore fino all’agognato esito.

Ma oggi mi sento invulnerabile come Achille, la pratica sarà approvata. Nell’attesa intrattengo i miei clienti con la mia verve, tipica da intrattenitore televisivo quando ha un buco da colmare. Li indirizzo in un argomento che non è il calcio per non annullare lei, di acconciature o di borse non ne capisco un cazzo, perciò vado su un argomento di attualità.

“Conte lascia la Juve e conferma Allegri (è che questa cosa ancora non mi è calata del tutto)”.

Squilla il fax, attimi di ansia… E’ l’esito. Dal frontespizio scorgo PRATICA NON APPROVATA.

Quella frase echeggia nella mia mente con fare robotronico, le mie braccia sono ormai sotto la crosta terreste e continuano inesorabilmente a scendere verso il nucleo per poi sciogliersi assieme al tallone di quel coglione di Achille con tutti i Mirmidoni, gli Achei e quella zoccola di Elena. Non demordo, chiedo se hanno avuto qualche problemino con qualche rata scaduta o dimenticata, o magari hanno già qualche impegno con altre società finanziarie.

Allora mi spiegano che: hanno 2 mutui con rate di 860,00 euro, lui è divorziato e dà il mantenimento alla sua ex con un bambino, poi la rata dell’iPhone di lui e di lei, la rata della Smart, l’affitto dell villino al mare, la barca e fermiamoci qua in quanto potrei avere una crisi epilettica. Nulla da fare.

Accompagno in maniera signorile i miei ambiti clienti alla porta, si scusano per il tempo che mi hanno fatto perdere, ma rispondo che non è mai tempo perso e in questo ci credo profondamente anche se ogni tanto tutto ciò rompe i coglioni.

Stanco ma non abbattuto, mi fumo una meritatissima sigaretta sull’uscio. Sono le 19 e 30. Scorgo mio padre che parla con un tizio, che è messo in posizione come “il Cristo Redentor” di Rio de Janeiro, e mio padre che con il metro in mano gli misura l’ampiezza dal medio della mano sinistra al medio della mano destra.

Attratto e incuriosito da quel che vedo, mi avvicino. Mio padre mi presenta il signore. Pitrineddu è il suo nome e mi spiega di cosa necessita: “Na cucinedda nicaredda pi na casuzza a strata stritta, cu un tavulineddu nicareddu cu quattru siggiteddi. Cu a ghiaccera, a machina ru gas, un funticeddu, senza cannolu (picchi l’haiu), e du stipitteddi pi i piatta”.

Chiedo timidamente: le misure??? Interviene mio padre dandomi un post-it con le misure. 4 volte l’ampiezza delle sue braccia, da medio a medio attraversando la gabbia toracica cm 156 x 4 = 624 cm. Lo invito ad accomodarsi dentro l’ufficio mentre do un’occhiata alla sua auto. Ok, una Fiat Punto dell’86 verde salvia col portapacchi sul tetto. Condizioni di pagamento: “Haiu na ministredda misi ri latu ra pinziuni ri verra.”

Sfilo il preventivo in 10 min. Ampia contrattazione invocando Maoemetto e giurando con la mano destra sul corano.Comunque sia affare fatto in 23 minuti lordi (sigaretta compresa).

E’ bastata solo una generazione e il mondo si è stravolto.

Vorrei sapere se esiste un incipit, un qualcosa di ben preciso che ha cambiato il modo di essere da persone pensanti con raziocinio a persone che vivono di apparenze ed etichette. Cosa è successo nella nostra testa che ci ha deviato il cervello verso una sconfinata prateria di apparenza.?!

Ho notato la differenza tra le due realtà diverse distinte e separate, sembrano due specie completamente diverse.

Il primo attaccato SADICAMENTE al materialismo consumistico, il secondo rappresenta la semplicità dell’esistenza attaccandosi ISTINTIVAMENTE al ragionamento sistematico delle cose.

Il primo compra\consuma\butta.
Il secondo compra\consuma\ripara\conserva.

Il primo non ha figli e se li fa li abbandonerà alla prima lite con la moglie.
Il secondo è disposto a farne anche una dozzina e lavorare tutta la vita tutta assieme alla moglie per costruirgli un tetto ciascuno. Sa cosa mangia e cosa beve,non occorre che legge l’etichetta DOC/ DOP//ITG /STG.

L’altro non ha la piu pallida di cosa ingurgita.

Uno si indebita pur firmando una miriade di documenti, assegni, cambiali, ipoteche e non paga nessuno e buonanotte ai suonatori.
L’altro, commercialmente, ha solo un concetto: Mi necessita/Compro/Pago.
Non si deprime, non ha fobie, né attacchi di panico, e possibilmente se ne fa 2 alla settimana…

L’altro… beh!! lasciamo stare…

Ma il dubbio malefico che mi assale è non con chi, ma con COSA avrò a che fare tra vent’anni?

Se Zeus non mi fulmina prima.

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laura
23 Settembre 2014 13:33

Giovanni mi fai morire…nn conoscevo questa tua passione x la penna, ma adesso ho capito da chi ha preso Vanessa…tornando all articolo, anche noi siamo stati subito conquistati dalla tua affabilità e professionalità e dopo quasi 10 anni sono ancora contenta delle scelte che abbiamo fatto!!