Animazione in piscina
Un'immagine che ritrae un momento di animazione nella piscina di un villaggio turistico

Da un po’ di anni a questa parte è scoppiata la moda del villaggio turistico che ha soppiantato la precedente “passione” che i siciliani, ed in particolare i palermitani hanno avuto, dagli anni ’80 in poi, per la vacanza nel proprio “villino”. In realtà con la crisi che da qualche anno incombe su tutti, anche la vacanza al villaggio turistico va scemando pian piano e le famiglie sempre più sono costrette a rimanere a casa estate e inverno, però ancora questo tipo di villeggiatura, magari in tempi più ridotti, continua a resistere.

Il villaggio turistico è un luogo veramente interessante per lo studio dell’antropologia palermitana e non.  Nel villaggio il divertimento è d’obbligo e non è permesso il riposo. Sarà che i siciliani sono molto avvezzi alla disoccupazione, ma se poi vanno al villaggio in vacanza, recuperano tutto il tempo perduto per non fermarsi nemmeno un attimo. Dal momento, infatti, che ogni attività è compresa nel pacchetto (si intende che è già stata pagata), il vacanziere non può rinunciarvi: sarebbe uno spreco, così si potrà osservare la famiglia tipica che già alle sei del mattino è pronta al “tour de force” che prevede la colazione alle prime ore dell’alba, perchè prima si arriva e più forniti saranno i tavoli del buffet.

A quel punto l’uomo di casa, fornito di costume, petto villoso, con panza prominente ed immancabile crocifisso d’oro al collo, euforico, comincerà a riempire tazze di latte, te, caffè, succhi di frutta di gusti vari, vasetti di yogurt (che in tempi normali rifiuterebbe come fosse veleno), fette biscottate, croissant, brioches confezionate, cereali (che solitamente darebbe alle galline) e se la colazione è internazionale non rinuncerà nemmeno a uova e bacon (che generalmente mangerebbe solo a cena). Anche la mamma in costume leopardato, pareo tigrato, occhiali da sole e trucco perfetto, inciterà i “picciriddi” ad ingozzarsi, tanto la mattina ancora è lunga, le attività da svolgere sono ancora tante e basteranno a far digerire tutto il “ben di Dio” appena ingurgitato, per potersi mettere poi tranquillamente in ammollo al mare o in piscina.

Finita la colazione comincia l’incubo fatto di infinite attività sportive e ludiche allietate dalla musica infernale che spesso accompagna la vita nei villaggi turistici, e se c’è la radio del villaggio ci sarà una voce pronta a invitare a partecipare ad ogni nuova attività. Se ciò non bastasse a far capire che non ci si può fermare a riposarsi, come delle sentinelle arriveranno gli animatori a “prendere” le loro prede tentate dalla pigrizia, perché è così, in vacanza bisogna faticare.

Si inizia con il corso di tennis, corso di windsurf, aerobica, ginnastica in piscina, ginnastica a mare, ginnastica a terra, pattinaggio, zumba, giochi di gruppo in piscina ed anche per i più piccoli non c’è tregua tra sport improvvisati e baby parking. Così sarà facile vedere il solito padre siciliano che, col crocifisso penzolante nella canottiera bianco latte tatuata nel corpo, non colpirà nemmeno una pallina da tennis lanciata dall’aitante, muscoloso ed abbronzato istruttore, la signora leopardata che agitando le braccia farà le sue infinite ore di ginnastica in ammollo, la ragazzina priva di senso del ritmo che cercherà di imparare nuovi balli,  il “picciriddo” palermitano doc, nato solo per distruggere il baby parking, darà il meglio di se in questa attività e c’è anche l’immancabile nonna, l’unica alla quale è concesso il tanto agognato riposo; lei infatti sarà collocata a bordo piscina, sulla sedia, sotto l’ombrellone, col prendisole, il ventaglio e le vene varicose ingigantite a causa del caldo.

Quando finalmente è mezzogiorno e ci si potrebbe recare al mare privi di animatori e personal trainer, la voce alla radio annuncia che il pranzo è pronto, ed il palermitano che solitamente mangia alle due del pomeriggio, scatta come Bolt, perché non vorrebbe che gli altri prendessero i piatti ed i tavoli migliori, ma tanto è inutile perché davanti ai tavoli ci saranno già altri mille palermitani che hanno avuto la stessa idea.

Anche  qui, come durante la colazione, nel tavolo si ammonticchieranno piatti di pasta, risotti, pesci, cotolette, spiedini e persino le verdure grigliate o le carote bollite che i siciliani mangiano solo quando hanno mal di stomaco. Così tutta la famiglia acquisirà di nuovo i tre chili persi facendo tutte le attività mattutine.

Il pranzo dura almeno due ore e così già alle tre si è pronti a ricominciare con le successive attività: ballo sudamericano, aerobica, torneo di ping pong, torneo di scopone scientifico per la nonna, torneo di calcetto, corso di nuoto, gara di freccette e se si sopravvive a tutto ciò, c’è poi il gioco aperitivo, dove il padre di famiglia, incitato dal figlio, che secondo le mode porterà i “capelli a scussunieddu”, i “capelli con frangia lisciata”, la cresta o il ciuffo,  sarà costretto a percorrere gimcane dentro la piscina, rischiando l’osso del collo in esercizi simili ai quasi dimenticati “Giochi Senza Frontiere”, per poi tonfare in acqua pesantemente; alla fine però, soddisfatto, potrà bere l’aperitivo che gentilmente gli sarà omaggiato dallo staff, e quella sarà l’unica cosa che avrà bevuto durante tutta la vacanza, perché si sa, le bevande nei villaggi non sono incluse nel prezzo…

Finito l’aperitivo non rimarrà che correre di nuovo al ristorante per la cena che è un replay del pranzo, ma l’incubo non è ancora finito perché c’è ancora la serata e se va bene c’è la rappresentazione teatrale inscenata dagli animatori e il papà potrà schiacciare un pisolino svegliato solo dagli applausi o dalle gomitate della moglie imbarazzata. Ma se mai ci sarà il karaoke, dovrà sorbirsi tutti i bambini e gli esibizionisti stonati che canteranno le canzoni più in voga al massimo del volume e se invece incapperà nella serata dedicata ai giochi, magari sarà prescelto tra tutto il pubblico per essere costretto a nuovi salti e fatiche.

Altra immancabile occasione al villaggio turistico è la serata in cui tutti i maschi si travestono da donna e fanno il défilé, il padre e il figlio non potranno esimersi dal partecipare, perché si sa, l’uomo siciliano è convinto di essere un vero macho, ma se ha l’occasione di vestirsi da donna, non sa proprio resistere.

Ma il bello deve ancora arrivare: è quasi mezzanotte e lo spettacolo è appena finito, l’occhio si comincia a chiudere ed è lì che scatta la musica; è cominciata la serata danzante, comincia un meneito e il tipico padre di famiglia che normalmente dormirebbe già da ore davanti al televisore, con pantofole ai piedi e vestaglia, scatta come in preda ad un raptus e salta in pista, mostra fiero la panza e comincia a ballare… “Swing swing swing”, che poi domani si ricomincia da capo.

Dopo una settimana di vacanza nel villaggio turistico, il vacanziere potrà finalmente tornare a casa a riposarsi,  perché si ricomincia a lavorare o si riprende l’avvilente status di disoccupato (tanto il lavoro per i siciliani è niente rispetto alla fatica che provoca la vacanza), ma soprattutto se qualcuno dovesse domandargli dove è stato non saprà che dire, perché che sia in Sicilia, in Africa, in Australia, il villaggio turistico è sempre un mondo a parte, il paese dei divertimenti, dove per qualche giorno ci si può illudere di essere felici.

0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments