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La bellezza, dalla Cernia ai Melini

Ci hanno fatto sognare, e continuano a farlo. Aveva iniziato il retromarcista Inzerillo, mostrando nobili intenzioni: educarci alla cultura del bello, spianare la strada alla riscoperta delle bellezze locali. Non ce l’ha fatta, la Cernia ha tolto il disturbo ancor prima di darlo… 

Dopo 120 giorni suonati il bello ritorna sulle bocche dei più piccoli: i fans di Giovanni Meli ci propongono la poesia come strumento di scoperta del territorio. La rilettura dei versi dell’abate caro a noi tutti come chiave per aprire porte incatenate dai rovi dello scetticismo quotidiano.

“La poesia ci salverà”, disse il Renzi nazionale… e si è visto. Tastiamo le rime salvifiche con mano…

Dal primo all’ultimo tentativo, tramite la parola, di ravvivare nel cittadino la gioia di affrontare ogni alba con la bellezza negli occhi, ci sono quattro mesi di accadimenti vissuti con la bruttezza nel cuore.

Spiacevole a dirsi, ma spontaneo come l’urticante borragine di casa nostra: la bellezza, così come il peccato, risiede nel cuore e negli occhi di chi la vede. E solo lì può stare… oggi a Cinisi.

‘Sti silenzi, ‘sta virdura, ‘sti muntagni, ‘sti vallati” quasi non si vedono più perché sommersi dai rifiuti.

Ci vuole coraggio per decidere di far politica. E assieme a quello ci vuole buon senso e onestà.

“La bellezza non è che una promessa di felicità” scrisse Stendhal, vuoi vedere che…

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