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A lezione da Moni Ovadia

Terrasini, 21 novembre 2014. Cinisi Online e Terrasini Oggi ospitano l’eclettico artista Moni Ovadia. L’incontro, che ha avuto luogo nell’ex Antiquarium di Terrasini alle ore 17:00, è stato introdotto da Francesco Cascio e moderato dal giornalista Piero Messina.

a lezione da mani ovadia
Moni Ovadia

L’iniziativa ha coinvolto le due cittadine in un evento più unico che raro.

Affrontate tematiche importanti e soprattutto drammaticamente attuali: alla domanda di Piero Messina a proposito di quale atteggiamento dovrebbero avere i cittadini in un momento di crisi globale come quello attuale, Ovadia ha risposto elencando una serie di qualità che i politici attualmente non possiedono: onestà, modestia e realismo. Senza l’onestà infatti, sostiene Ovadia, si prepara il terreno all’evasione fiscale, agli sprechi e alla corruzione e non a caso l’Italia detiene un tasso di corruzione pari alla somma di quello di ventisette Paesi europei. Senza il realismo si rischia di fantasticare e non concretizzare i propri progetti. “I politici – continua il maestro – a parole fanno dell’Italia la Svezia, mentre di fatto non cambiano nulla”.

L’intellettuale punta il dito contro tutti coloro che stanno al potere a prescindere dagli orientamenti politici: sostiene, infatti, che tutti siano affetti da quella che sembra essere ormai una malattia dominante… il narcisismo.

I cittadini hanno bisogno, invece, di una classe politica seria che aiuti prima i più deboli per poi arrivare al vertice della piramide economica portando avanti quelli che sono i pilastri di una democrazia degna di questo nome: uguaglianza e solidarietà.

Parla di amianto e delle vittime che miete ogni anno, condannando la legge italiana che fa cadere in prescrizione questo tipo di reato, e si sposta poi sulla cosiddetta “giustizia sbagliata”: un cancro che in Italia si diffonde sempre di più. Si preferisce seguire il Diritto piuttosto che la Giustizia e gli italiani non fanno nulla per ribellarsi di fronte a scandali come questo. Anzi continuano a rimanere disinformati ed accettare passivamente ciò che viene deciso dall’alto facendo dell’OPPORTUNISMO, del SERVILISMO e del  PROVINCIALISMO i grandi mali del nostro Paese.

Denuncia da un lato, propone dall’altro, Ovadia, suggerendo delle linee-guida affinché la nostra nazione possa valorizzare ciò che può portare frutto: ad esempio la Sicilia potenzialmente potrebbe essere il centro economico e turistico di tutto il Mediterraneo se solo le risorse fossero sfruttate bene; le nostre intelligenze dovrebbero essere valorizzate e supportate anziché spinte dalle circostanze alla “fuga dei cervelli”.

La separazione tra banche commerciali e d’affari incentiverebbe almeno in parte l’impiego di capitale da parte dei cittadini che rimetterebbe in moto l’economia nazionale.

Anche seguire l’esempio di personalità importanti che si impegnano nel sociale farebbe nascere una coscienza civile e morale nuova, capace di migliorare,  anche solo in parte, la società che ci circonda. Sarà senza dubbio difficile uscire da una crisi che non è soltanto economica ma soprattutto morale ed etica. Sarà una battaglia difficile in cui ognuno deve fare la sua parte. “Una lotta – ha spiegato l’artista – come la intendeva il filosofo Marx ovvero come l’unica strada che porti alla felicità e ad una felicità collettiva”.

Ovadia ha fornito una chiave di lettura della realtà italiana e globale, mettendo in campo l’esperienza di un attore teatrale, musicista, scrittore impegnato e figura internazionale come pochi ancora ce ne sono.

Al termine dell’incontro gli astanti si fermano per un rinfresco nel vicino Margaret Cafè che ringraziamo per la gentile collabrazione.

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