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Etciù! Salute!

Quando qualcuno starnutisce gli si risponde per educazione “salute!”, quando ci si congeda da un amico spesso lo si saluta con un “a presto, stammi bene”, e se si vuol bene ad una persona il più grande augurio che le si possa fare è proprio quello di stare sempre bene!

salute_benessere_yogaMi piacerebbe invitarvi a interrogarvi sul significato profondo di questo augurio.

La Salute è definita dall’Organizzazione mondiale della sanità un completo stato di benessere bio-psico-sociale, in quanto ingloba (e dipende da) un insieme di fattori. Nonostante sia risaputo e siamo tutti d’accordo nel credere che stare in salute sia cosa ben diversa e certamente più complessa del semplice non star male, tra le associazioni più immediate che ci vengono in mente nominando la salute, ecco saltar fuori proprio la malattia. Braibanti sottolinea la presenza di una sorta di inerzia che porta a considerare il continuum salute-malattia solo nella prospettiva unidimensionale, somatica, trascurando del tutto la dimensione soggettiva o psicologica, profondamente intrecciata con la prima. In una visione integrativa, però, l’assenza di malattia somatica non coincide necessariamente con la presenza di benessere psicologico, così come la presenza di malattia a livello corporeo non significa necessariamente malessere. In quest’ottica diviene importante non tralasciare che ancor prima del “sano” e del “malato”, esiste una persona portatrice di salute o di malattia, e che la sua soggettività, l’unicità della sua esperienza di vita gioca un ruolo fondamentale sulla percezione dello stato di salute. Tale rappresentazione mette in risalto da un lato la percezione prettamente soggettiva della condizione di salute, dall’altro la presenza attiva del soggetto nella costruzione dei propri itinerari di salute.

Pensiamoci bene.. Ognuno ha le sue debolezze, risorse, prospettive, obiettivi.. vita! Ciò che rende felice una persona non dona serenità ad un’altra, due persone con la medesima malattia possono affrontarla in modi nettamente diversi e la stessa malattia può provocare le ripercussioni più varie in ogni persona: c’è chi ne uscirà sconfitto, e chi addirittura fortificato!

Qualcuno di voi avrà avuto modo di apprendere dalla TV la storia di Giusy Versace, una ragazza che ha preso parte al programma televisivo “Ballando con le stelle”(in onda su Rai uno), e ne è uscita vincitrice.  Probabilmente la notizia in sé non avrebbe creato così tanto scalpore se Giusy avesse avuto due gambe, come il resto dei partecipanti al programma. Ho deciso di avvalermi della storia di questa ragazza perché la ritengo uno splendido esempio di persona in salute, oltre che di coraggio e forza di volontà ammirevoli! Penso che la cosa più importante non sia stata tanto la vittoria nello show televisivo, quanto il messaggio che è riuscita a lanciare: sono caduta, ma mi sono rialzata! Chiaramente la sua vita sarà stata turbata dal trauma che ha subito (ha perso entrambe le gambe in seguito ad un brutto incidente stradale), certi eventi non possono lasciare indifferente neppure la più forte o insensibile delle persone.. Ma Giusy non si è fermata, ha riprogrammato la sua vita, ha ripreso a camminare e, grazie alle protesi in carbonio, iniziato anche a correre, prendendo parte a campionati italiani di atletica e arrivando a collezionare  9 titoli italiani in 4 anni! Se aveste voglia di saperne di più troverete in rete materiale a sufficienza.

Salute e malattia sono due termini spesso erroneamente concepiti come opposti, come se non ci fossero vie di mezzo tra una persona sana e una malata. Le tante storie di vita di cui veniamo a conoscenza ogni giorno ci dimostrano che le cose non stanno proprio così e che esistono tante sfumature di salute e altrettante di malattia, quello che troppo spesso trascuriamo è che talvolta la scelta del termine più appropriato per definire la nostra condizione è  nostra e quindi anche la decisione di stare o meno bene.

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