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I “messaggi” di Giacomo Randazzo

I racconti sotto riportati sono opera di Giacomo Randazzo; fanno parte delle storie narrate dall’autore durante gli incontri del progetto “RACCONTIAMOCI” terminato l’8/11/14 presso la Sala Convegni del Comune di Cinisi.

Esperienza unica nel territorio, questa iniziativa è divenuta ormai parte integrante del patrimonio artistico e culturale delle tradizioni di Cinisi. E’ proprio della sua esperienza, non soltanto artistica ma in generale di vita, di cui ha voluto lasciare testimonianza grazie a “Raccontiamoci”. Lo scopo è quello di mettere a disposizione dei giovani il proprio bagaglio culturale e soprattutto le risposte alle domande esistenziali che nel corso dell sua vita Giacomo ha elaborato. L’attività è stata una sorta di laboratorio culturale per una crescita morale e civica ed è in questo senso che ha indirizzato questi due racconti.

‘LA NAVE’  descrive la vita intesa come viaggio di cui non si conosce né inizio né fine ma che deve essere affrontato in ogni caso sempre nel migliore dei modi. Infatti nonostante sia oscuro lo scopo di questa esperienza, bisogna viverla con serenità e gioia.

Ne ‘LA SIGNORA’ invece si narra una sorta di creazione del mondo alternativa e fantasiosa per sottolineare l’importanza della mente e la capacità dell’uomo di meravigliarsi davanti alla vita e di apprezzarla.


 

LA NAVE:

E’accaduto tanto tempo fa. Mi ero assopito, quando mi sono svegliato ho capito di trovarmi su una nave: tutt’intorno l’oceano.  Non ricordavo quando, nè come ero salito su. E dove ero diretto ?  E prima dove ero stato ?                                                           Sentivo vociare. Sono andato a vedere e chiedere.  Gente che si poneva le stesse domande. Tanti altri invece andavano su e giù, di qua e di là, serie, alcune premurose, altre si trascinavano o oziavano. Alcune litigavano, altre ridevano.                                 “Scusate, ma il capitano chi è, che dice ?”Cabina chiusa. Qualcuno dice di averlo sentito, ma niente di certo.  Per tutto il viaggio la cabina resta chiusa; lo vedremo dopo il comandante.                                                                                                         “Ma….Dove arriveremo ?”                                                                                       Dipende da come ti sei comportato durante il viaggio.                                                     “Cioè?”                                                                                                                    Se ti sei comportato bene con i compagni di viaggio,non fai danni e non fai troppe domande, arriverai in un bel porto e lì sarai informato di tutto e potrai conoscere il capitano.                                                                                                                    “Se no?”                                                                                                                 La maggior parte sarà, saremo sbarcati in un posto infernale dove non si può sapere che ci ha condotto,nè perchè, e lì resteremo per sempre, al buio.                                           “E quelli che stanno facendo a pugni, non le sanno queste cose?”                                      “Non gliene frega  niente del dopo,nè del prima, nè del prima, nè del perchè…                     Litigano per avere adesso un posto migliore, per accaparrarsi su questa nave qualche comodità.”                                                                                                                Non è che così ci si guadagna il privilegio di sbarcare nel porto felice vero ?”                     E no! Bisogna avere pazienza, attenersi alle istruzioni di viaggio….                               “Ci sono delle istruzioni?” Si là, appese. Sono andato a leggerle. Una sfilza di no, non fare questo, non desiderare…non..Non ho letto tutta la lista, mi ero stancato. Accanto ce ne stava un’altra: Fai così, rispetta …sii onesto,sii…Qualcuno leggeva con gli occhi,a bocca aperta. Qualcuno ridacchiava, qualcuno commentava, un altro spiegava, altri ascoltavano a capo chino,pensierosi, qualcuno incredulo si allontanava per disperdersi nella folla. Qualcuno si era buttato in mare perchè non era riuscito a raccapezzarsi, a credere nell’una o nell’altra versione. Perchè c’è pure chi dice che non si va da nessuna parte. “Come?” Si può viaggiare tutta una vita senza sapere nulla nè della partenza, nè dello sbarco, nè del prima, nè del dopo. Si sa solo che siè qui, su questa nave, spesso con il mare agitato e in tempesta o non si sa assolutamente quando e come si scenderà nè dove si andrà a finire. Da un momento all’altro pui cadere in mare e non è detto che qualcuno potrà salvarti.  Ma può succedere pure che qualcuno potrà buttarti in acqua o per incidente o volontariamente. Sai di qualcuno che è tornato a bordo e ci ha raccontato dio quello che c’è in fondo al mare o se è vero che esiste un porto della felicità o una spiaggia delle punizioni ? Nessuno! I nostri parenti che sono andati via dalla nave non li abbiamo più visti nè sentiti. Anche quelli che ci volevano bene non possono darci nessuna indicazione precisa. Dopo avere appreso tutte queste informazioni e…tante incertezze, mi sono appartato un po’.

Mi sono sentito solo, abbandonato, orfano !                                                             Quali risposte, quali certezze potevano darmi i miei genitori ? E i catechisti ? E a scuola ? Non erano accettate tante domande. Dovevo credere in quello che mi dicevano e basta ! Ma a me non bastava.  Volevo capire, sapere,volevo spiegazioni. E se me le creassi io stesso le spiegazioni e le risposte ? Dal mio angolino ho cominciato ad osservare quello che succedeva sulla nave. Le azioni e le reazioni dei passeggeri. I comportamenti, le emozioni, le dicerie dei compagni di viaggio. Osservavo pure le mie emozioni, le mie fantasie. A vent’anni mi pareva di aver capito quasi tutto. Pensavo che mi mancavano ormai poche tessere per ultimare il mosaico del mio sapere sull’esistenza. Ma ancora non sapevo nulla della nonviolenza, delle filosofie orientali, nè delle leggi della vita biologica.Quando nel decennio successivo ho trovato queste altre tessere mi sono detto: “Ora il quadro è completo, devo soltanto cercare il modo di viverlo, pur stando su questa nave, insieme agli altri passeggeri che non ne sanno nulla. Non è stato nè facile, nè semplice. Mi mancava ancora qualche altro pezzo. Ad esempio l’umiltà di capire che la nave non poteva essere altrimenti, che la sua rotta non poteva essere che quella che è, che la sua lentezza è necessaria. Non si devono cercare scorciatoie, nè sotterfugi. L’unica cosa che si deve cercare è la consapevolezza che questa nave è l’unica che abbiamo, che bisogna rispettarla, accudirla. L’unica certezza che abbiamo è che stiamo su questa nave per navigare insieme, nave e passeggeri. Niente e nessuno è indispensabile, niente e nessuno è inutile,sia che ne abbia coscienza o no. Siamo saliti spntaneamente o qualcuno ci ha caricati su? Che importanza ha?! Ci stiamo ! Sta a noi decidere se fare un buon viaggio o no. Non che deve essere bello, piacevole e comodo, ma fare la propria parte. Nessuno può dirci quanto durerà il viaggio, per questo è meglio viverlo intensamente e coscientemente da subito. Riconoscere di essere uno dei tanti viaggiatori e che è da stupidi remare contro. Perchè no? Ognuno è un piccolo comandante, ognuno è responsabile della riuscita del viaggio. Adesso, nel terzo ventennio della mia permanenza sulla nave, credo di avere completato il quadro. La vita impone di viviere. Ha trovato terreno favorevole sul nostro pianeta, va avanti azionata dal motore che sta ad otto minuti e  costruisce e crea e diversifica e migliora. Gli ultimi arrivati su questa nave siamo noi, i passeggeri pesanti, la ciliegina sulla torta, quelli che possiamo avere coscienza di tutto ciò. Il nostro compito ? Quello di affinare il pensiero e innalzare il livello di coscienza. Quello di apprezzare, sorridere e gioire. Un respiro profondo…. Sono qui. Sto facendo la mia parte! Con questo scritto vorrei dimostrare l’alta religiosità della morale laica.  E’ soltanto un’altra versione dei fatti della vita, più  realistica, più adeguata ai nostri tempi. Auguro buon viaggio !

 


 

 

LA SIGNORA:

Mi è capitato tante volte di spazzare pavimenti impolverati.E qualche volta mi sono ricordato di una vecchia abitudine,quella di gettare dell’acqua che aiuta a raccogliere la polvere.  Una di queste volte mi sono chinato ad osservare le gocce  d’acqua che scappano da tutte le parti. Piccole sferette di acqua ricoperte di polvere che scivolano sul pavimento.  Un fenomeno naturale,uno dei tanti che spesso passa inosservato.

Una notte guardando il cielo nero trapunto di stelle, mi è venuto di pensare che quello spettacolo poteva essere il risultato di una grande manciata di un misterioso liquido lanciato nell’immenso vuoto impolverato.  Anziché gocce ricoperte di polvere,si sono formate enormi sfere di gas,acqua rocce e chissà cos’altro.                                              Adesso ve la voglio raccontare questa storia. Che ci crediate o no ,un giorno una signora se ne é andata in giro a visitare queste sfere nel cielo. Cercava casa,una boccia che la potesse ospitare.Non ce n’era una che la potesse ospitare,non ce n’era una che andasse bene. Alcune erano formate da ghiaccio,solo ghiaccio! Altre di gas o liquidi su cui non ci sipuò neanche appoggiare. Altre ancor erano di rocce nude,altre costruite da massa incandescente.Gira e rigira finché ne trova una che le parve una meraviglia. Né troppo vicina al sole,né troppo lontana da congelare.  E poi tutto in ordine: le acque riempivano le fosse,alcune rocce emergevano dall’acqua, altre invece alte alte.

L’aria era pulita…..la luce chiara. Insomma un bel posto dove potersi fermare,finalmente!   Apre la valigia e tira fuori le sue cose. Una boccetta conteneva sei semi. Ne prende diverse manciate e le lancia tutt’intorno.Dopo un po’ di tempo si formano dei prati verdi,pieni di fiori multicolori. Uno spettacolo. Prese un’altra boccettina e lanciò il contenuto nell’aria.

Dopo un po’ di tempo tanti moscerini cominciarono a volare sui prati e sui fiori.        Farfalle,mosche,api,cavallette. Un trionfo di vitalità.  Poi prende un’altra boccia e versa il contenuto nell’acqua.Non ci crederete ma dopo qualche tempo le acque brulicavano di pesciolini di ogni genere.Passa il tempo e le piantine verdi avevano invaso tutte le terre.

Alcune erano rimaste piccole piccole come il muschio,altre belle grandi facevano fiori, semi e frutti. Altre erano diventate altissime ,alberi che coprivano intere zone. La varietà d’insetti col tempo erano diventati innumerevoli, così pure i tipi di pesci. La signora aveva ancora una scatola, non sapeva neanche cosa conteneva. Un giorno la lasciò aperta in mezzo ad un bosco e se ne andò. Dopo qualche tempo….che meraviglia: lucertoline, scoiattoli, uccellini, scimmiette, serpentelli, ranocchi, anatre… Tutto questo si muoveva e riempiva il bosco di colori,grida e suoni. Con il passare del tempo,ogni cosa prendeva posto,cresceva,si diversificava,migliorava. Oh!! C’erano pure gli aspetti poco piavevoli o addirittura spiacevoli,bisogna dirlo!Ogni tanto il cielo si abbuiava e scappavano fulmini e acqua copiosa e sferette di ghiaccio che facevano male.

E poi c’erano delle piante che crescendo tanto soffocavano le altre. E alcuni insetti erano decisamente molesti. E alcuni alberi diventavano troppo vecchi e cadendo causavano distruzione tutt’intorno. A volte l’aria diventava troppo asciutta, l’acqua non cadeva giù dal cielo ed erano problemi seri per animali e piante. E poi c’era sempre qualcuno che mangiava l’altro.Qualche masso si staccava dalle vette e rotolava giù… O grandi quantità di acqua… O il mare che diventava grosso e minaccioso oppure il vento troppo forte che… Ma tutto sommato la signora era contenta e decisa ad andare avanti.    Si perchè voleva far dell’altro. Pensava a qualcosa che desse… Un tocco… Un non so che… Va bè, prima o poi verrà qualche idea. Intanto era passato circa un anno si era fermata in quel posto, e lo aveva trasformato, abbellito, arricchito all’inverosimile!

Però… Manca….

Arriva l’ultimo giorno dell’anno e…. ma si,com’è che non ci avevo pensato? Semplicemente ci vuole qualcuno che…sappia raccontare questa avventura,che sappia… che riconosca il senso ed il valore di questo operato. Che sappia apprezzare,spiegare,custodire… Ci vuole una mente! E a poco a poco a poco è venuta fuori anche questa. Ecco perchè noi siamo qua ! Per godere e gioire di questo spettacolo che è il nostro mondo, per apprezzare il profumo dei fiori,il sapore dei frutti. Per accarezzare, per lanciare sguardi carichi d’amore,compassione,dolcezza che penetrano nell’animo.  Siamo qua per questo,non per fare la guerra! Non per prenderci a pugni,a sassate,a bastonate.Non siamo bestie!Siamo qui per dare un nome ad ogni cosa. Siamo qui per costruire l’amore, per evidenziare il soave,per donare,per cantare.     E ancora per accrescere la coscienza,per percepire il sublime. Siamo qui per prestare mani e mente per la crescita,im prima persona e per preparare i nostri figli perchè possano fare di più o meglio di noi.