Home Attualità Caso “riqualificazione bevai”: nessuna risposta

Caso “riqualificazione bevai”: nessuna risposta

Cinisi 5 febbraio 2015. Ore 16.00, Aula Consiliare: Il Comune e il Gal incontrano il territorio. Tanta attesa, nessuna risposta.

assise_bevai_1Si risolve in una grossa bolla di sapone o in un più grosso “misunderstanding” il tanto atteso incontro pubblico sui “bevai”, o meglio, come tiene a precisare il Presidente del Consiglio Comunale Giuseppe Manzella, un incontro sull’agenda del Gal Golfo di Castellammare.

Il titolo della riunione fuga ogni dubbio: “Il Comune e il Gal incontrano il territorio”. Sbaglia chi si aspetta di trovarsi davanti i responsabili della riqualificazione dei bevai di montagna: si parlerà di Gal.

L’assemblea inizia in netto ritardo e rimarrà deluso chi, illuso, credeva di poter fare domande. È chiaro, sin da subito, che la propria presenza lì è solo spreco di tempo infruttuoso. Mancano l’Ing. Siragusa e l’Ing. Trovato, progettisti della riqualificazione, manca l’Ign. Alessio Orlando, ispettore di cantiere, manca l’Arch. Giaimo, RUP del progetto, manca la Sovrintendenza ai Beni Culturali, manca il Sindaco Gianni Palazzolo, assenza sottolineata anche dal Presidente del Consiglio Comunale, Giuseppe Manzella: “Qualcuno si poteva distaccare e venire, mi sarebbe piaciuto sentire l’Amministrazione”.

assise_bevai_2Tutti assenti tranne il Presidente del Gal Golfo di Castellammare Pietro Puccio. L’incontro è l’occasione per rendere noti gli importanti investimenti passati, presenti e futuri fatti dal Gal sul territorio di Cinisi. Grandi e piccoli interventi di promozione del territorio, dalla ristrutturazione del Santuario del Furi alla manifestazione di “Camminando con gusto“. Un’esperienza fruttuosa quella del Gal che ha permesso a Cinisi finanziamenti di 1milione di euro a fronte di un capitale sociale di 5mila euro. “Il rapporto è di 1,00 a 200,00 €, una scommessa vinta”, dichiara il Presidente Puccio.

Unica nota dolens della rispettabile agenda Gal-Comune di Cinisi: i bevai di montagna. A chiarire le responsabilità è il Prof. Ferrarella: “Direzione, progettazione e alta sorveglianza non competono al Gal”.

Restano senza risposta le numerose questioni che avremmo voluto porgere, finalmente, ai progettisti, lodevoli artisti dotati di straordinario estro creativo, all’ispettore dei lavori, autorevole maestro di cantiere, alla Sovrintendenza, divinità suprema dei beni culturali.

Alla presenza di questi interlocutori avremmo chiesto com’è nata l’ispirazione per le scelte progettuali fatte. Quale accademico architetto o luminare dell’architettura internazionale ha guidato la matita dei giovani ingegneri/architetti. Chi ha deciso di togliere le basole lisciate dalla vacche per passare un intonaco già scrostato…

Domande inevase. Torniamo a casa con l’amaro in bocca e la delusione nel volto. Le firme rimangono firme, speravamo di vedere dei volti.

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