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Salvo Mangiapane racconta Sergio Mattarella

Cinisi 3 febbraio 2015. Sergio Mattarella, classe 1941, siciliano di Palermo, deputato dal 1983 al 2008, giudice della Corte Costituzionale, 3 figli e 6 nipoti, dodicesimo Presidente della Repubblica.

Salvo Mangiapane con Piersanti Mattarella e Aldo Moro. - foto  Letizia Battaglia
Salvo Mangiapane con Piersanti Mattarella e Aldo Moro. – foto Letizia Battaglia

Ma chi è Sergio Mattarella?

Ci risponde un orgoglioso e commosso Salvo Mangiapane, ex Sindaco di Cinisi e amico della famiglia Mattarella.

«Non si può raccontare chi è Sergio senza dire chi era Piersanti, il maggiore tra i due fratelli, Presidente della Regione Siciliana assassinato da Cosa Nostra nell’Epifania del 1980. “Fratelli diversi” ma con identici principi, Piersanti calcava le scene della politica siciliana e Sergio faceva il professore di Giurisprudenza. Piersanti era il politico che si impone non per quello che dice, ma per ciò che è, Sergio era il suo consigliere. Si incontravano tutte le sere dopo cena, discutevano, si confrontavano ma alla mattina ciascuno tornava al proprio ruolo».

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foto di gruppo in occasione del matrimonio di Salvo Mangiapane. alla sinistra di Mangiapane un giovane Sergio Mattarella. Al centro il fratello Piersanti.

Piersanti amava chiamare a raccolta giovani provenienti dai diversi paesi siciliani e una mattina – ricorda Mangiapane – ci riunì sotto un albero di Palazzo dei Normanni e ci manifestò l’intenzione di formare un gruppo politico. Fu quello il lievito che contribuì a far crescere la realtà politica guidata da Piersanti. Nasceva l’Ass. Siciliana degli Amministratori degli Enti Locali, e dopo Gruppo Politica, ed infine Gruppo Politica Giovani, culla per molte personalità del mondo politico, economico e professionistico di Palermo e dintorni. Si discuteva di idee e ideali, non di giochi di potere, e i confronti politici si alternavano a momenti di svago, scampagnate, mangiate, con l’immancabile partita di calcetto.

Poi arrivarono quegli “otto colpi che cambiarono la vita di Sergio”. Furono giorni convulsi, l’idea che la longa manu della politica avesse dato il licet all’uccisione di Piersanti fu chiaro sin da subito”. L’immagine è ancora vivida nel racconto di Mangiapane, che aveva perso il suo “padrino”, colui che lo aveva battezzato alla politica, un amico, il suo testimone di nozze: «Temevamo che, morta la nostra guida, sarebbe imploso quanto avevamo costruito».

la drammatica immagine di Sergio Mattarella che cerca di soccorrere il fratello, colpito a morte. Foto - Letizia Battaglia.
Un immagine drammatica: Sergio Mattarella cerca di soccorrere il fratello, colpito a morte. Foto – Letizia Battaglia.

Perché Sergio Mattarella entrò in politica?

«Quattro, cinque giorni dopo i funerali di Piersanti andammo da Sergio, c’erano anche l’On. Mommo Giuliana, Tanino Favazza, il Sen. Andrea Zangara, Leoluca Orlando, e gli chiedemmo di prendere il timone del nostro gruppo. Rifiutò, la politica non era il mondo che aveva scelto, ma sapeva che alla lunga non poteva dir di no, significava azzerare la storia politica costruita da Piersanti. Sergio non era nessuno, ma ci conosceva tutti ed era l’unico capace di raccogliere l’eredità del fratello».

Così tre anni dopo fu eletto deputato. Da quella data inizia il cursus honorum di Sergio Mattarella, in Sicilia si occupa di bonificare i vertici palermitani del partito. Rieletto alla camera, il balzo nel governo alla guida del ministero dei Rapporti con il Parlamento. Cambiano i governi, Mattarella resta in sella. Con l’esecutivo Andreotti trasloca al Ministero della Pubblica Istruzione, incarico che rivestirà fino alle dimissioni, clamorose, rassegnate insieme ad altri ministri della DC per protestare contro la legge Mammì, voluta da Craxi, Andreotti e Forlani. Direttore de Il Popolo, organo della Democrazia Cristiana, tra i traghettatori della DC verso il Partito Popolare, Sergio Mattarella costruisce una rispettabilissima carriera politica: battezza il Mattarellum, torna al governo con D’Alema assumendo la carica di viceministro del Consiglio e poi quella di Ministro della Difesa.

I media ci ritraggono un Sergio Mattarella pacato, a modo, chi è davvero?

«Sergio Mattarella è quello che nelle partite di calcetto faceva sempre l’arbitro, non è un uomo di rottura. Non misurato, ma misuratissimo, attento a non mettere mai nessuno a disagio. Il suo più grande pregio è il saper ascoltare, il suo più grande difetto, dire sempre sì, non per prendere in giro, ma per voglia di fare. Non ama certe pratiche del politichese, né il clientelismo».

Salvo Mangiapane, durante il giuramento del presidente Mattarella
Salvo Mangiapane, durante il giuramento del presidente Mattarella

Salvo Mangiapane lo descrive come una persona retta, capace di incassare i colpi in silenzio, ci racconta di quando il Partito non lo inserì nella lista dei ministri di D’Alema e l’allora Presidente Ciampi impose il suo nome. O ancora della delusione di non essere nelle liste del 2008 redatte da Franceschini e Veltroni, e della lunga telefonata in seguito a quell’esclusione, di un Sergio amareggiato e sconfortato perché allontanato dallo stesso partito che aveva fondato.

Dopo “l’ostracismo” del Partito Democratico inizia il silenzio politico di Sergio Mattarella. Eppure, sottolinea Mangiapane, «alla fine l’onestà, la lealtà, la giustizia, paga».

I racconti di Salvo Mangiapane ci fanno attraversare quarant’anni di storia italiana, di amicizia, di vita, una storia che la mattina del 3 febbraio alle ore 10.00 presso l’Aula di Montecitorio ha avuto il suo coronamento. Salvo Mangiapane era lì, tra i quattrocento invitati, perché gli amici, quelli veri, non si dimenticano. E continueranno a chiamarsi e fare la conta dei nipoti, per adesso sono pari, 6 a 6.

2 Commenti
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Caterina
11 Dicembre 2015 21:00

Se è vero che il Partito Democratico abbia rifiutato o addirittura dimenticato il Presidente della Repubblica noto come uno dei fondatori prometto che l’anno prossimo o le cose cambiano, o strappo la tessera. Mi sono iscritta pochi giorni fa solamente perché il nostro Capo dello Stato è stato uno dei fondatori del Partito. Vergogna a chi si rifiuta il prestigio del nostro Presidente

gaetano
10 Febbraio 2015 21:47

L’elezione di Mattarella a capo dello stato è punto di orgoglio dei siciliani onesti. I cattivi esempi che la politica ha dato ai cittadini, che hanno finito per favorire la nascita di movimenti spontanei, lontani dai partiti tradizionali; sono oggi parzialmente rimossi, dell’elezione di una figura di alto livello morale e di alto senso dello Stato. Oggi in Europa e nel mondo l’Italia si riscatta con una figura di spicco della politica italiana, scevra da logiche di poteri oscuri che per troppo tempo aleggiano sotto il tricolore