Sabina Guzzanti

Arriva un momento dell’anno a Cinisi, in cui si commemora la figura di Peppino Impastato.

Quest’uomo ha avuto sempre un certo fascino per una serie di motivi. I ragazzi che non l’hanno conosciuto, avranno sicuramente avuto qualche difficoltà ad intuire che tipo di passione muovesse le sue azioni. E si sono da sempre affidati alle impressioni, i giudizi, i pregiudizi, gli stereotipi, i racconti, le testimonianze degli altri, nel migliore dei casi.

Questo ha da sempre generato molta confusione ai più (e non solo giovani) che per disinteresse, incomprensione, scetticismo, hanno preferito dimenticare tutto piuttosto che riflettere, anche liberamente e in modo critico.

Ma sappiamo benissimo che giudicare è facile ma conoscere e capire e interessarsi è difficile e poi… come si dice da noi: “Che me ne frega a me”.

“Che me ne frega di capire cosa stava facendo Peppino; che me ne frega delle strade dissestate, delle scuole che crollano, della munnizza che copre e nasconde il panorama, della privatizzazione dell’acqua e dei diritti, del declassamento dello Stato a cozzaglia di gruppetti di interesse anziché tutore dei diritti, di andare a votare, degli interessi di coloro che sfruttano povertà mentale, paure e arroganze per intessere trame sottili contro la civiltà e la dignità dell’umano vivere, di unirmi ad altri per gridare i miei diritti, smuovere le cose e far valere la mia voce, di uscire fuori dalle logiche del “così si è sempre fatto, così si farà”, o del “nun putemu fari nenti”, del “tu ricu io comu s’avi a fari, nun hai caputu menti”, del “tu fazzu io e poi mi fai du riscursu”.

Per tutti coloro che credono che la realtà non sia questa politica che ci fanno vivere, che le cose possono cambiare se ci si impegna a farlo, che non tutto è dovuto ma che se si vuole si può fare veramente la differenza, che bisogna informarsi, leggere, confrontarsi e anche scontrarsi se è il caso, lottare, esserci, questo momento a Cinisi va ricordato.

Va ricordata la morte di un militante politico lasciato solo a combattere non contro un boss mafioso, ma contro una intera cultura e un sistema consolidato che quel boss aveva generato e approvato.

Ricordare per cambiare, tutti insieme.

Guardate i vostri figli e guardatevi attorno, meritiamo molto di più!

Qui potete trovare le iniziative che “Casa Memoria” ha programmato.

“LabNovecento45” sarà presente come associazione promotrice, assieme all’associazione “Casa Memoria Peppino e Felicia Impastato”, la sera dell’8 Maggio, alla proiezione del docufilm La Trattativae medierà il dibattito libero tra pubblico e tra chi quel film l’ha girato e sta girando tutta l’Italia per condividerlo e discuterne: Sabina Guzzanti.

Cosa è la Trattativa?

La trattativa tra Stato italiano e Cosa nostra (spesso brevemente indicata come trattativa stato-mafia) fa riferimento ad una negoziazione che si è sviluppata in seguito alla stagione delle bombe del ’92 e ’93 al fine di giungere a un accordo tra importanti funzionari delle istituzioni italiane e rappresentanti di cosa nostra. Oggetto ipotizzato dell’accordo sarebbe stato la fine della stagione stragista in cambio di un’attenuazione delle misure detentive previste dall’articolo 41 bis. L’ipotesi è oggetto di indagini giudiziarie e inchieste giornalistiche.

Qui è possibile leggerne la ricostruzione su Wikipedia.