È stato presentato in anteprima al cinema Rouge et Noir il film “Fuori dal coro”, opera prima del terrasinese Sergio Misuraca. Distribuito dalla Microcinema, il film uscirà nelle sale il prossimo 4 giugno.

fuori-dal-coro-locandinaPalermo, 20 maggio. Il cast, composto quasi totalmente da attori siciliani, conta volti già noti come Aurora Quattrocchi (nel ruolo di Maria) e Ivan Franek (nel ruolo di Pancev), volti meno noti o addirittura per la prima volta su grande schermo come i due protagonisti Dario Raimondi (Dario) e Alessio Barone (Nicola) e volti familiari alla scena teatrale palermitana come Sergio Vespertino (Rosario) e Salvo Piparo (Pidocchio). Le Musiche sono state composte da Lello Analfino, leader della band Tinturia. Interamente autoprodotto dallo stesso regista, senza alcun aiuto o finanziamento ministeriale/regionale, l’opera racconta la seguente storia:

Dario e Nicola, giovani siciliani e disoccupati doc, trascorrono le loro giornate tra spinelli, giri in motorino e arte d’arrangiarsi. Il neo laureato Dario però, in cambio di una promessa di ‘segnalazione’ per un posto di lavoro, decide di svolgere un lavoretto per un personaggio influente del suo paese, il “Professore”. Si tratta di consegnare a Roma una busta contenente dei documenti. Dario parte in auto dopo aver chiesto all’amico Nicola, abile tappezziere, di nascondere la busta dentro al sedile della sua auto. Ma le cose a Roma non vanno lisce come Dario aveva immaginato, né come il Professore gli aveva garantito. Infatti, la persona che deve fare da tramite per la consegna, altro non è che suo zio Tony. I due, che non si vedono da molti anni, sono costretti ad appianare le loro divergenze per portare a termine il lavoro e consegnare la busta a Pancev, uno slavo poco raccomandabile. Ma al momento della consegna, la busta sembra essere sparita.

Zio e nipote sono costretti a scappare in Sicilia con una rocambolesca fuga, nel tentativo di venirne a capo, recuperare la busta e salvare la pelle.

Una commedia che andando avanti si colora di tinte pulp e noir, senza perdere quella vena comico-amara propria dell’opera. Guardando questo film, più che in altri, si riesce a cogliere quella sicilianità che viviamo quotidianamente. I due giovani protagonisti si lasciano cullare da una sorta di disillusione collettiva che crea il bisogno di evadere in qualunque modo. Nicola ne è l’esempio, ma anche Dario che, pur avendo più speranza verso il futuro, inconsapelvolmente non fa nulla per cambiare la situazione. Al contrario viene trascinato dagli eventi. Possiamo considerarla un’ accidia sicula, un’inerzia morale presente in molti giovani siciliani. Ma anche se dal film traspare tutto ciò, è proprio il film stesso che in qualche modo combatte quella condizione di stallo. Questo piccolo miracolo produttivo, nato dalla volontà di Sergio Misuraca, riesce a far respirare un po’ di speranza.

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