Il sindaco Palazzolo

Circa un anno fa i festeggiamenti e i proclami erano nel vivo, l’entusiasmo alle stelle, la vittoria in pugno: il 25 maggio 2014 Gianni Palazzolo, detto Giangiacomo, veniva eletto Sindaco di Cinisi. Trecentosessantacinque giorni per amministrare un paese “bellissimo ma pieno di problemi”.

Cinisi, 27 maggio 2015. Il tempo di organizzarsi, di inquadrare Cinisi e le sue peculiarità (dalle risorse alle problematiche, entrambe copiose) gli era dovuto al Sindaco appena proclamato. Fortuna (o sfortuna) volle che questo giornale ha elargito i suoi primi vagiti nello stesso momento in cui questa amministrazione Palazzolo veniva messa a capo dei cinisensi: noi eravamo lì giorno della proclamazione, e ci siamo stati tutto l’anno, giorno dopo giorno, a monitorare, registrare e valutare, quando è stato il caso, ogni singolo passo del suo percorso. E ci siamo anche oggi, per dare meriti e demeriti a un’Amministrazione che da oggi non si può più chiamare “neo-Amministrazione”: a un anno si lascia la manina della mamma e si va da soli, inciampando e sbagliando, con ancora qualche incoraggiamento e un pizzico di comprensione ma… anche con i rimproveri, quando servono.

Ma per un consuntivo, seppur relativo, non ricorreremo a giudizi di parte, all’opinione personale o editoriale. Le simpatie (così come le antipatie) le lasceremo custodite nelle nostre coscienze: Cinisi Online oggi come un anno fa pone domande, come nel suo stile, a cui il Sindaco Palazzolo dà risposte… sempre nel suo stile.

Diretto, sintetico, informale. Giangiacomo Palazzolo mantiene sempre i toni di una chiacchierata non trascurando l’importanza di un’intervista che Cinisi probabilmente si aspetta. Oggi come un anno fa il giudizio ultimo sui primi passi spetta agli elettori.

Non potevamo esimerci dal fargli fare autoanalisi: orgogli e pentimenti fanno parte delle riflessioni di ogni uomo, guardarsi alle spalle con autocritica diventa quasi un dovere quando ci si accomoda sulla poltrona da primo cittadino.

Completamento Via del Mare, prolungamento via Messina, la Pirrera, l’acqua, la battaglia sul sistema rifiuti: questi solo alcuni dei meriti che il primo cittadino si prende, atti di cui va fiero, insieme ad altri.

Tante strade in quest’anno da Sindaco lo hanno visto protagonista, ultima per ordine di tempo ma di certo non per importanza la via Salvatore Badalamenti per la quale, a nostro vedere, si registra un calo di consensi per il politico Giangiacomo. Ma il Sindaco convincente e convinto dice che… “I cittadini sono stati indotti a credere che il cambio di nome della via Salvatore Badalamenti avrebbe comportato spese per le loro tasche. Questo li ha infastiditi assieme alla notizia che la nuova intestazione sarebbe stata Felicia Bartolotta Impastato. Una volta rassicurati su questi due punti, i residenti di via Badalamenti non hanno più protestato”.

Riprendendo l’ultimo scambio di battute, non possiamo ignorare il suo debole per il compianto Rino Gaetano e il suo desiderio di intestargli una strada. Gli chiediamo perché non sostituire Badalamenti con Gaetano ma facciamo subito retromarcia: se il primo cognome fa odor di mafia, il secondo non è da meno. Sorride alla battuta, il Sindaco, e risponde con serenità alla domanda successiva.

Nella vicenda che coinvolge l’imprenditore Santi Palazzolo si è visto un Sindaco assente… almeno nella seconda parte della vicenda: la mancata proroga del contratto per altri tre anni a un uomo che ha denunciato, in una terra di silenzi, il suo estorsore. Ne convieni?

Nella prima fase della vicenda ho fatto quello che andava fatto, chiedendo le dimissioni del presidente della Gesap. Nella seconda fase ho trovato corretto che chi di dovere facesse le sue valutazioni” risponde l’avvocato Palazzolo.

Eppure… ricordiamo la veemenza con la quale anche lui VOLEVA PADRE NINO, e lo ricorda anche lui, insieme a noi: “Trovavo ingiusto far andare via un parroco che per Cinisi aveva dato tanto”. 

E come dimenticare la battaglia contro il presunto/probabile soggiorno di 80 immigrati all’Opera Pia che l’opposizione in consiglio ha considerato ufficialmente una “bufala”. Si difende, Giangiacomo: “Nessuna bufala, il documento esiste e sono pronto a mostrarlo”. 

L’opposizione… quella che al consiglio d’insediamento lui stesso ha dichiarato di voler chiamare “minoranza” per evidenziarne l’inferiorità esclusivamente numerica, scartando l’idea di “coloro che vogliono opporsi”. Oggi, dopo un anno, è qualcosa di cui si pente: “Sono stato troppo buono con l’opposizione”, dichiara.

Giovane lui, giovane la giunta e buona parte del consiglio di maggioranza: tutti figli dell’era dei social network. Sembra mancare da parte sua una certa comunicazione diretta con i cittadini di Cinisi. Utilizzare Facebook per comunicazioni quotidiane potrebbe essere il minimo, no?

“A questo ci sto pensando, e mi spiace non averlo fatto fin’ora…”, risponde.

La cura dei dettagli, quelli piccoli ma che pesano sull’idea che un cittadino ha di un’Amministrazione: il monumento VERTICALE TEMPO posto sulla nostra piazza principale è sprovvisto da tanto tempo del cartello di presentazione, ma nessuno, compreso il Sindaco sembra averci fatto caso. “Dettagli”, commenterebbe qualcuno. Bisogna vedere che volume specifico hanno poi questi dettagli… se messi su una bilancia portano l’ago dove è giusto che vada.

E chiude, l’uomo che della bilancia è un portatore sano (la usa per soppesare il valore e il significato di ogni parola, di ogni espressione, di ogni dichiarazione) con l’argomento più caldo: rifiuti! Gli chiediamo se il licenziamento degli operai, i Temporary, sarebbe una soluzione per la gestione…

“Non mi prenderei mai la responsabilità di buttare in mezzo a una strada tutti questi padri di famiglia”, risponde convintamente.

Ecco che la bilancia si fa vedere, nitida e lucente. Adesso Cinisi Online passa ai lettori la capacità di pesare uomini e parole.

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