“Bisogna portare le persone a percepire il loro benessere globale come un valore, perché investire su se stessi è l’investimento migliore”.
Nerio Alessandri.

Come la maggior parte degli accaniti lettori sa bene, il viaggio attraverso le pagine di un buon libro può dar vita a tante e diverse sensazioni, emozioni, riflessioni, sorrisi, lacrime.

Un libro può essere una piacevole compagnia, una fonte di ispirazione o semplicemente un mezzo per arricchire il proprio bagaglio culturale su un qualsivoglia argomento.

La lettura di “Nati per muoverci” è stata per me l’opportunità non solo di conoscere l’ammirevole persona, nonchè geniale imprenditore, di Nerio Alessandri (l’autore del libro), il quale  partendo dal nulla ha dato vita all’azienda leader nel mondo del wellness, la Technogym, ma si è rivelata anche l’occasione per scoprire la ricchezza racchiusa nel termine wellness.

Incontrando questo vocabolo, è probabile che molti lo colleghino automaticamente al concetto di benessere o magari al centro benessere (i quali fra l’altro sono le prime e più frequenti associazioni che si ottengono da una ricerca su google), ignorando il suo significato più ampio.

Il termine è stato introdotto proprio da Nerio Alessandri, negli anni ‘90, ricavandolo da quello di “wellbeing” (che rinvia al benessere generale e soprattutto psicofisico di una persona) e unendolo al suffisso di “fitness” (che si riferisce allo stato generale di salute e quindi alle attività motorie finalizzate ad ottenere una buona forma fisica). L’intenzione era quella di superare l’idea del fitness, considerata riduttiva per descrivere la “sua missione”: promuovere un vero e proprio stile di vita, da sposare e usare come bussola per vivere sani e felici (finchè morte non ci separi).

Allargando i confini del fitness, l’imprenditore emiliano si propone quindi di diffondere la cultura del wellness, una filosofia di vita che considera la salute non semplicemente l’assenza di malattia, ma la piena realizzazione del proprio potenziale fisico e mentale, e che poggia su tre assi portanti:

  • Regolare attività fisica
  • Alimentazione equilibrata
  • Approccio mentale positivo

Il tutto accompagnato dall’evitamento di condotte non salutari (fumo, abuso di alcol e droghe, eccesso di cibo).

piramidewellness

Facendo proprio uno stile di vita basato su questi tre pilastri non potranno che trarne beneficio tutti, dai singoli individui (che saranno più sereni e in salute), alle aziende (se i lavoratori stanno bene produrranno di più e si assenteranno di meno), ma anche gli Stati (si ridurrebbe la spesa sanitaria, sempre più vicina al collasso).

Sembrerebbe che l’attività fisica sia uno dei più potenti farmaci a disposizione degli individui, solo che questo viene totalmente ignorato (dagli individui, non dalla scienza!). Difatti le evidenze scientifiche a supporto di un legame tra l’incidenza di molte malattie croniche e l’inattività fisica sono sempre maggiori e l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha identificato proprio nella sedentarietà il quarto fattore di rischio per la mortalità globale, causando qualcosa come 3,2 milioni di decessi nel mondo. Di riflesso, viene sottolineato come una regolare attività fisica – che si tratti del semplice camminare, andare in bicicletta o partecipare a un qualunque sport- arrechi benefici significativi alla salute e possa ridurre il rischio di malattie cardiovascolari, diabete, diversi tipi di cancro e depressione.

Come riporta ancora Alessandri:

“Muoversi ogni giorno con il corpo, la mente e lo spirito è essenziale per star bene e progredire.
Muoversi è il contrario di stare seduti, muoversi vuol dire cercare, scoprire, conoscere e creare.
Muoversi è bello e da gioia.
Muoversi è vita”.

P.s. E’ sottinteso che è vivamente consigliata la lettura del libro

Fonti

http://medical-dictionary.thefreedictionary.com/

http://www.who.int/

«Nati per muoverci», Nerio Alessandri;


 

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