Home Politica Cinisi, Unioni Civili o non Civili, questo è dilemma

Cinisi, Unioni Civili o non Civili, questo è dilemma

L’acceso dibattito nazionale sulle Unioni Civili si sposta a Cinisi. Durante l’ultimo consiglio comunale del 27 ottobre 2015, il consigliere Impastato, del gruppo La RI Generazione, ha posto all’attenzione del Consiglio, appellandosi al Sindaco e all’Assessore al ramo, con una mozione. Questa ultima prevede l’istituzione del Registro delle Unioni Civili nel Comune di Cinisi.

Interviene il Consigliere Impastato per esporre la mozione, rappresentando i colleghi consiglieri firmatari dell’opposizione. Impastato premette che al termine Unioni Civili si applica un significato diverso dal matrimonio, ossia l’istituto giuridico che comporta il riconoscimento giuridico e complessivo delle forme di convivenza tra due persone anche dello stesso sesso; legati da vincoli affettivi ed economici non vincolate dal matrimonio o impossibilitate a contrarlo, finalizzato a stabilirne diritti e doveri.

Si appella agli articoli 2 e 3 della Costituzione, cita le sentenze dei vari Organi  Giurisdizionali e della Corte Europea intervenuti in tal senso, e le varie risoluzioni del Parlamento Europeo.

Tra di esse, la Sentenza n. 4184/2012 della Corte di Cassazione apre al riconoscimento della famiglia omosessuale, inoltre afferma che i componenti della coppia, a prescindere dall’intervento del legislatore in materia, sono titolari del diritto alla vita familiare, del diritto inviolabile di vivere liberamente una condizione di coppia e del diritto alla tutela giurisdizionale di specifiche situazioni.

Alle sentenze aggiunge il ruolo che il TUEL (Testo Unico degli Enti Locali) assegna ai singoli Comuni, ossia potestà statutaria e ampia autonomia regolamentare. Enumera la moltitudine di Comuni del territorio nazionale e regionale, che hanno introdotto il Registro.

“Cinisi non può e non deve rimanere indietro in materia di diritti civili” dichiara.

Replica la Capogruppo della maggioranza, il Consigliere Maltese, sottolineando l’assenza di una copertura legislativa del legislatore nazionale che permetta tale riconoscimento. Maltese dichiara, infatti, che in una fase embrionale della trattazione legislativa non si può pretendere di applicare a disposizione legislativa, un precedente giurisprudenziale. È recente la disposizione del Consiglio di Stato, il quale afferma il ruolo subordinato del Primo Cittadino quale ufficiale di governo al Ministero dell’Interno, al fine di garantire uniformità di indirizzo su tutto il territorio nazionale. Ecco perché tronca sul nascere, in questo momento, la trattazione del tema: manca la copertura legislativa, che qualora fosse colmata, potrebbe essere ripresa e discussa.

La Capogruppo prosegue sostenendo che le richieste dell’opposizione, riguardanti il mandato alle commissioni competenti di una stesura di un apposito regolamento da sottoporre al Consiglio, abbiano il fine di delegittimare il Consiglio Comunale e ridicolizzarlo. Accusa l’opposizione di indurre il Consiglio a violare la legge. La maggioranza esprime parere sfavorevole.

I toni si fanno accesi. Intervengono nel dibattito il consigliere Ruffino, il quale non entra in merito alla questione giuridica, ma piuttosto esprime il suo diniego come una scelta dettata da coscienza, dando un’impronta cattolica alla scelta stessa. Il dibattito diventa incandescente, proprio dopo il suo intervento. Prende la parola il consigliere Catalano, che accusa di arretratezza la maggioranza, “di nascondere la polvere sotto al tappeto, e che sia un atto di democrazia l’istituzione del Registro.

Intervengono in ultima analisi i consiglieri Abbate e Ferrara: quest’ultimo mette in rilievo le direttive ricevute dalla Comunità Europea in merito. Ribadisce la bontà della mozione pur non essendone firmatario, in quanto l’indirizzo della stessa è atto non alla scompaginazione del matrimonio ma ad offrire delle garanzie alla coppia, omosessuale e non, che riguardano problematiche concrete e di varia natura.

Predisponendo un regolamento, potrebbe essere garantita parità e dignità a queste persone. La possibilità di fruire degli stessi servizi delle altre famiglie. Un veemente botta e risposta tra maggioranza e opposizione e la mozione viene, infine, bocciata.

Clicca qui per scaricare la mozione in formato PDF

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