Home Appuntamenti “Ritratti di donna”: al castello di Carini si parla di prevenzione

“Ritratti di donna”: al castello di Carini si parla di prevenzione

Sabato 5 dicembre dalle 17 alle 21 il castello di Carini si è prestato come cornice a un incontro di sensibilizzazione alla prevenzione del tumore al seno, organizzato dall’associazione di promozione sociale “Kokalo”, che opera prevalentemente sul territorio di Carini col fine di contribuire al suo miglioramento sociale e culturale.

locandina_evento_ritratti_di_donnaL’evento, intitolato “Ritratti di donna, insieme per la vita, prevenzione e sensibilizzazione contro il cancro”, è stato l’occasione per divulgare al numeroso pubblico presente informazioni importanti circa questa triste piaga della nostra società, soprattutto quelle riguardanti gli accorgimenti che tutte le donne possono adottare per provare a prevenirla.

Nonostante la scienza abbia fatto (e continui a fare) passi da gigante, tanto nella ricerca sulle cause quanto nello sviluppo di terapie e cure, con 37 mila nuovi casi all’anno solo in Italia, il cancro al seno continua ad essere in cima alla lista dei tumori che affliggono la popolazione femminile.

La manifestazione è stata valorizzata da un prezioso corpus di nozioni scientifiche di cui si son fatti portavoce diversi professionisti (tra questi un medico di medicina generale, un ecografista, una biologa nutrizionista, un’oncologa), tutti esperti che quotidianamente incontrano questa problematica e assistono le donne che si trovano ad affrontarla.

Nell’alternarsi dei vari interventi, è stata sottolineata l’importanza di non sottovalutare i possibili segni o sintomi dell’insorgenza della malattia, come la percezione tattile di un nodulo, un arrossamento o eventuale secrezione mammaria, e di sottoporsi a controlli periodici, che vanno dall’autopalpazione, che ogni donna dovrebbe eseguire regolarmente per individuare eventuali trasformazioni del proprio seno, alle visite mediche indicate in base all’età.

La mammografia resta il metodo più efficace per la diagnosi precoce. Le linee guida del Ministero della Salute suggeriscono di eseguirne una ogni 2 anni, dai 50 ai 69 anni di età, ma nel caso in cui vi siano già dei casi in famiglia (visto il ruolo riconosciuto della familiarità come importante fattore di rischio del suo sviluppo), la cadenza potrebbe variare, e sarebbe indicato incominciare anche a 40 anni. Nel caso di donne più giovani è considerata sufficiente una visita medica e un’ecografia almeno una volta l’anno.

E’ sempre importante ricordare il ruolo rivestito dagli stili di vita, sia nel facilitare l’insorgenza della malattia quanto nell’ostacolarla, e quindi come l’inattività fisica, l’obesità, una dieta alimentare scorretta (ricca di cibi raffinati e zuccherini e povera di alimenti vegetali), il fumo e l’alcol, ognuno in percentuale diversa, costituiscano dei fattori di rischio, la cui rilevanza non va mai sottovalutata.

Il cancro è già di per sé una realtà devastante, se poi ferisce le donne nella loro parte più intima e delicata, simbolo della femminilità, della maternità, della passione, è comprensibile come e quanto le emozioni implicate possano essere variegate e complesse.

E chi se non l’arte può aiutare a far toccare o vivere da vicino questa esperienza così particolare? Per questo motivo l’associazione Kokalo ha pensato di arricchire il contenuto dell’evento con due mostre, una di pittura e una fotografica. La prima formata dalle opere di diciotto pittori che con la loro creatività hanno contribuito a dare visibilità alle molteplici sfaccettature dei vissuti delle donne colpite da cancro al seno (dolore, angoscia, preoccupazione, forza, combattività, paura, ma anche amore e bellezza). Come scrivono i membri dell’associazione, il titolo scelto per l’iniziativa non è casuale “Ritratti di donna” è il promemoria per ricordare a tutti che “anche quando una donna affronta una tragedia come il tumore al seno la sua forza e il suo coraggio sono irriducibili”.

Forza e coraggio che l’associazione Asadin ha messo in luce nei ventidue scatti della mostra fotografica intitolata “Io non mi fermo qui”, realizzati

“per sensibilizzare alla prevenzione,

per sostenere chi lotta contro un ostacolo che talvolta appare insormontabile,

per esultare insieme a chi è riuscito a vincere

e per piangere insieme a chi saluta una persona cara che invece non ce l’ha fatta.

Donne che sorridono,

Donne che non si arrendono,

Donne che cadono e si rialzano,

Donne che lottano,

Donne che vincono

e

Donne che perdono

(Asadin).

Le foto sono state realizzate in occasione della festa della donna, lo scorso 8 marzo, per un evento culturale organizzato a Cinisi dall’associazione LabNovecento45 e anche in quel caso si è voluto supportare con immagini evocative e forti una giornata di sensibilizzazione alla prevenzione del tumore al seno, incoraggiando le donne a non fermarsi dinanzi a quest’ostacolo tanto insidioso.

Quindi scienza, arte ed emozioni hanno fatto da corollario ad un evento ricco di contenuti e spunti di riflessione.

All’evento è stato presente anche il sindaco Giovì Monteleone che ha accettato con piacere di patrocinare l’iniziativa e si è offerto disponibile a promuovere altre manifestazioni simili, che hanno come obiettivo sensibilizzare sempre più la collettività all’importanza della prevenzione.

L’ausilio delle istituzioni è fondamentale perché iniziative simili non restino isolate ma facciano da eco ai messaggi lanciati dal mondo scientifico, e responsabilizzino sempre più gente possibile, perché di prevenzione si parla sempre, si parla tanto, ma mai troppo… mai abbastanza!

Informiamo tutti coloro che fossero interessati che sarà possibile visionare entrambe le mostre per tutta questa settimana, fino a sabato 12 dicembre.

Fonte: www.airc.it

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