Foto di Giuseppe Iannello
Foto di Giuseppe Iannello

Sembra ormai quasi troppo lontano che ci si legava ad un altro per un motivo accordato, per interesse, per costrizione, per necessità.

L’Amore romantico raccontato dalla Letteratura, ha preso sempre più campo nello scacchiere delle relazioni sentimentali divenendo, ai giorni nostri, l’aspirazione principale al legame.

Eppure quello sull’Amore è un discorso misterioso e, ad occhio e croce, resterà tale ancora per un bel po’ nonostante la Neuropsicologia ci parli di neurotrasmettitori implicati nel processo di innamoramento, la Biologia tenda a giustificare e spiegare le “scelte” a suon di odori e maschi “alfa” e la Psicologia ci metta del suo con l’inconscio e i suoi bisogni e desideri.

Perché nonostante in possesso di nozioni, processi e dinamiche che sottendono la curiosità naturale a scoprire un’altra persona, non esiste una realtà unica e una unica verità sull’Amore.

Perché quando questo ha la possibilità di manifestarsi e compiersi in tutta libertà sembra travolgere in maniera sorprendente i significati dell’esistenza e sconquassare razionalità e valori che tendono, per necessità, a porre ordine quotidiano al caos dell’esistenza.

Perché non è mai troppo tardi per scoprire che la vita è degna di essere vissuta solo quando abbiamo dentro tutte le cose che cerchiamo fuori, quando creiamo attorno a noi relazioni profonde tendenti al benessere nostro e altrui.

Ci sono poi tante realtà che sono lontane anni luce da ciò di cui si ha bisogno nel senso più autentico. Sono i casi in cui le persone hanno avuto poche possibilità di crescita psicologica ed emotiva, di confronto con persone positive e propositive, di scoperta e messa in gioco delle proprie capacità e delle proprie preferenze. O ancora, realtà che riguardano storie di persone nate nel posto sbagliato, immerse in sub-culture intrise di mistificatori, maschilisti, misogini. E quanto orrore ho provato quando gente attorno a me giustificava palesemente, in maniera velatamente ironica (ma non troppo), la necessità della sottomissione se non proprio della violenza, come mezzo privilegiato per regolare una relazione amorosa, per tenerla a bada, per controllarla, per dominarla.

Non è mai giustificabile la violenza, la mancanza di rispetto, l’incapacità a comunicare, anche se queste dovessero derivare da un soggetto che ne ha subito per primo le conseguenze e che sembra ripetere in maniera coatta i torti subiti.

Se c’è una cosa che mi è servito capire dalle cose che ho letto finora è che non c’è giustificazione a nulla di ciò che fa soffrire palesemente un altro. Nulla giustifica l’ignoranza e il male che ne deriva. Nemmeno se questa ignoranza è frutto di una esperienza di carenza subita. Troppi studi dimostrano che siamo in possesso di risorse ed energie da poter reinvestire, attraverso l’aiuto anche di gente inaspettata e casuale, per ridiventare uomini e donne, per riacquistare la dignità di poter stare a questo mondo.

Quindi dipende soprattutto dai nostri sforzi e dalla nostra forza di volontà, dalla capacità di migliorarsi ogni giorno, nella propria quotidianità, con piccole azioni e pensieri.

E quando parliamo d’Amore, cortesemente, non giriamoci a guardare il partner che abbiamo scelto o che c’è capitato (come preferite). Guardiamo alle nostre strade, al posto in cui viviamo, guardiamo alle nostre famiglie, ai nostri colleghi, amici, alle nostre case, a noi. Amore non riguarda il godimento che ti fa provare un altro ma tutto ciò che ti circonda e finché non avrai cura e non porrai attenzione seria alle cose che ti stanno attorno, a tutte le cose che ti stanno attorno, avrai solo ed esclusivamente sprecato tempo. Il tempo della tua vita.

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