Che si sia o meno tradizionalisti, romantici, adolescenti o innamorati di qualunque età alle prime fasi della storia d’amore…

Che si attenda con ansia e in fibrillazione, o con assoluta indifferenza, è certamente difficile per la maggior parte delle persone non accorgersi dell’arrivo del San Valentino.

Cioccolatini e peluche in bella vista nelle vetrine di bar e negozi, e pubblicità alla televisione nei giorni antecedenti il 14 febbraio, fanno da promemoria anche ai più grandi smemorati.

L’amore nelle sue più svariate forme dà senso alle nostre vite e le riempie.

Dai primi istinti in cui veniamo al mondo sentiamo il bisogno di essere accolti, coccolati, accuditi, protetti, e siamo costantemente alla ricerca della persona che ci offra tutto questo e a cui poter donare a nostra volta affetto e amore incondizionato (a parte la mamma, è chiaro).

Una volta trovata “la metà della mela” ci sentiamo appagati e felici: è l’idillio.

Quali sono le caratteristiche di una coppia sana?

Ci sono alcuni aspetti essenziali facilmente individuabili per il buon funzionamento di una relazione, tra cui fiducia, affinità di interessi, dialogo, attrazione e altri imprescindibili per il suo prosieguo, come la condivisione di progetti.

Questi elementi fanno da cornice a quella che si potrebbe definire una coppia in salute.

Giulio Cesare Giacobbe (psicologo, psicoterapeuta) nel suo libro “Alla ricerca delle coccole perdute” sostiene  che una coppia sana è  quella formata da

«…due persone che sanno essere, uno per l’altra, ora bambini, ora adulti, ora genitori».

Bambino, adulto e genitore sono le tre principali personalità dell’essere umano, e cioè le modalità che utilizziamo nel corso della nostra vita per adattarci all’ambiente e rispondere alle circostanze. L’evoluzione psico-affettiva naturale (e sana) che va dal bambino all’adulto al genitore consiste

«…nel passare da una condizione di dipendenza ad una condizione di autosufficienza ad una condizione di dedizione. La materia in cui si realizza l’evoluzione è la capacità affettiva o, per dirla con il linguaggio comune, l’amore».

E’ fondamentale che questi modelli comportamentali siano intercambiabili e non rigidi e che in base alle situazioni ambientali si sia capaci di “passare” da una personalità all’altra (in caso contrario, quindi di incapacità di attivare la personalità adatta alla situazione ambientale si parlerà di nevrosi).

Ci saranno quindi i momenti in cui all’interno della coppia si “vestiranno i panni” del-della bambino-a (e si sarà autorizzati ad esserlo) e si avrà maggior bisogno di chiedere e di ottenere, ma questi dovranno alternarsi ad altri in cui “si darà”, mettendo momentaneamente in stand-by la personalità infantile.

Prendendo in prestito le parole di Giacobbe

«Per vivere felicemente non solo il rapporto di coppia ma l’intera complicata vita familiare occorre essere tassativamente muniti di personalità genitoriale. Perché nel matrimonio non si deve entrare per prendere conforto, assistenza, protezione, difesa, compagnia, amore, ma per dare conforto, assistenza, protezione, difesa, compagnia, amore. E dare conforto, assistenza, protezione, difesa, compagnia, amore è precisamente il mestiere del genitore, il quale anzi gode, a darli.

E non gliene frega niente della sua libertà.

Se l’è già goduta quando ha fatto l’adulto.

E’ per questo, che prima di sposarsi bisognerebbe vivere un congruo numero di anni come adulti e godersi la vita fino a scoppiare.

Da soli, naturalmente.

Fino a diventare genitori.

Poi, ci si sposa.

Tutto il contrario di quello che si fa normalmente».

E quindi flessibilità, reciprocità, dedizione.

Si potrebbe continuare all’infinito l’elenco dei requisiti necessari per una storia d’amore che funzioni, certamente non mancano le teorie e gli esperti che hanno affrontato l’argomento del fenomeno amoroso. Qualcuno forse avrà anche individuato gli ingredienti della coppia perfetta, chissà.

Il rapper  Emis Killa in “Parole di Ghiaccio” canta che

“Non c’è coppia perfetta perché nessuno è perfetto da solo”.

Al di là del fatto che si possa essere d’accordo o meno con questa affermazione, è certo che nella vita la perfezione non è la soluzione a tutto, e non è sinonimo di buona riuscita così come di felicità.

Ogni coppia troverà al suo interno la magia, l’equilibrio, i propri punti di forza da utilizzare come pilastri per sorreggersi nei momenti di debolezza, e solo questo conterà.

Il 14 febbraio non è altro che l’ennesima ricorrenza, sfruttata da molti per far “girare l’economia”.

 L’amore (così come la donna, la mamma, il papà etc…) non va celebrato solo un giorno all’anno.

Tutto verissimo!

Potremmo però approfittare di questo giorno per prendere una pausa dalla frenesia della routine quotidiana (quest’anno è cascato anche di domenica!), ricordare ai nostri innamorati quanto siano preziosi per noi e che li amiamo, e magari impegnarci a farlo sempre più spesso (non è mai abbastanza!).

Buon San Valentino a tutti gli innamorati!


 

Bibliografia

Giacobbe G.C. (2004), Alla ricerca delle coccole perdute. Una psicologia rivoluzionaria per i single e per la coppia, Ponte alle Grazie, Milano.

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