Home Salute e Benessere Diabete: l’epidemia del terzo millennio

Diabete: l’epidemia del terzo millennio

Dal 1950 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) celebra il 7 aprile (data della sua fondazione avvenuta nel 1948) la giornata mondiale della salute, che quest’anno ha puntato i riflettori sul diabete.

Intento dell’OMS è stato quello di richiamare l’attenzione dei governi sulla necessità di impegnarsi in un lavoro coordinato per la gestione della malattia, quindi in azioni inerenti la prevenzione, la diagnosi precoce e la terapia, per provare a tamponare il suo allarmante dilagare.

Inquadriamo il problema

Con il termine diabete ci si riferisce ad una malattia cronica di origine multifattoriale, purtroppo sempre più comune nella nostra società, legata ad un difetto nel processo di regolazione della glicemia, la quantità di zucchero in circolo nel sangue.

L’iperglicemia, o eccesso di zucchero nel sangue, nel tempo può recare importanti danni a molti dei sistemi del corpo, in particolare a nervi e vasi sanguigni, e per questo motivo è fondamentale conoscere il valore della propria glicemia e monitorarlo periodicamente, cercando di fare in modo che resti sempre all’interno dell’intervallo considerato normale. Il sito www.diabete.net riporta che: “In soggetti sani, che hanno una vita regolare e un’alimentazione corretta, i valori della glicemia generalmente nell’arco della giornata, si mantengono tra i 60 e i 130 mg/dl. A digiuno, i valori glicemici possono variare dai 70 ai 110 mg/dl.

Tra 110 e 125 mg/dl si tratta di condizione di alterata glicemia a digiuno (IFG), una condizione che dovrebbe invitare il paziente a porre maggior attenzione al suo stile di vita.

Valori di glicemia uguali o superiori a 126 mg/dl sono, secondo l’American Diabetes Association, “…da considerarsi probabili sintomi”. 

Essendo cauti dal farsi trasportare da facili allarmismi, oltre a valori glicemici ben al di sopra della norma, è bene fare attenzione all’eventuale presenza di sintomi quali eccessiva sete, aumentata quantità e frequenza di urine, sensazione di stanchezza, perdita di peso non giustificata, spesso associati alla patologia diabetica. La diagnosi precoce e l’inizio tempestivo della terapia sono il punto di partenza per una vita sana con il diabete: quanto più a lungo una persona vivrà con un diabete non ancora diagnosticato (quindi non trattato), peggiori saranno i rischi per le sue condizioni di salute.

Tipologie di diabete

Esistono due principali forme di diabete:

  • Tipo 1: caratterizzato da un deficit nella produzione di insulina (mancanza o scarsità), e per questo chi ne è affetto dovrà ricorrere ad una somministrazione esterna dell’insulina che il proprio corpo non riesce a fornire;
  • Tipo 2: molto più comune del primo (si stima che rappresenti il 90% di tutti i casi di diabete), deriva da un utilizzo inefficace da parte del corpo dell’insulina presente.

L’insulina è un ormone molto importante per il nostro organismo, prodotto dal pancreas per regolare l’ingresso e l’utilizzo del glucosio da parte delle cellule.

Un terzo tipo di diabete è quello gestazionale, caratterizzato da iperglicemia, con valori sopra la norma ma inferiori a quelli previsti per diagnosticare il diabete, durante la gravidanza. Le donne con diabete gestazionale corrono un rischio maggiore di complicanze durante la gravidanza e il parto,  inoltre sia le mamme che i loro bambini hanno un rischio elevato di sviluppare in futuro il diabete di tipo 2. Tutte le forme di diabete possono recare danni a diverse parti del corpo, sfociando talvolta in gravi esiti, tra cui cecità, amputazione alle gambe (a causa di infezioni o ulcere del piede non guarite), insufficienza renale, e aumentare il rischio globale di morire prematuramente. Per questo motivo è fondamentale che i diabetici seguano responsabilmente tutte le indicazioni del medico, del diabetologo e di tutti i professionisti sanitari che ruotano attorno a lui e la sua malattia, in modo da poter prevenire possibile complicanze.

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Qualche numero

Il diabete è una delle principali cause di morte nel mondo: nel 2012 è stato la causa diretta di 1,5 milioni di morti. Nello stesso anno, altri 2,2 milioni di morti sono state causate da livelli di glucosio nel sangue più elevati rispetto a quelli ottimali, corresponsabili di patologie a carico di altri sistemi, come quello cardiovascolare. Le persone ammalate di diabete, in tutto il mondo, sono 422 milioni, e la notizia che nei prossimi vent’ anni il numero sia destinato a raddoppiare giustifica la richiesta dell’OMS ai governi di un maggior impegno nell’elaborazione di piani strategici atti a contrastare il fenomeno, e dovrebbe allertare le persone sulla necessità di abbracciare uno stile di vita più sano di quello che la maggior parte adotta oggigiorno e che ha un importante ruolo sull’escalation di diabete 2.

Non è casuale il fatto che la prevalenza della malattia sia aumentata negli ultimi tre decenni di pari passo al crescente numero di persone con sovrappeso e obesità.

Basterebbero trenta minuti di moderata attività fisica al giorno e una dieta equilibrata costituita da meno grassi e più frutta e verdura per prevenire il diabete 2 e a cascata tutta una possibile serie di complicanze a malattie correlate.

Le persone diabetiche possono vivere a lungo e godere di una vita sana quando la loro patologia è individuata e ben trattata. Mantenersi fisicamente attivi tutti i giorni, mangiare in modo equilibrato e restare normopeso saranno ulteriori importanti alleati della terapia e quindi della persona.

Fonti sitografiche

www.diabete.net

www.salute.gov.it

http://www.who.int/campaigns/world-health-day/2016/en/

Qui di seguto un semplicissimo video utile a spiegare ai bambini (e agli adulti) in cosa consista il diabete di tipo 1:

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