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Il Referendum e il fallimento dell’esser popolo

E cosa dovevamo aspettarci da questo referendum?
Cosa potevamo aspettarci dagli italiani, un popolo la cui classe dirigente “non eletta” invitava a sopprimere quell’alto principio che rende tale la democrazia quale è la sovranità popolare?

Perché se è vero che ciò che fa della Democrazia la forma politica più accettata nel mondo è il suo carattere di universalità, è anche vero che proprio tale universilità ha senso solo se poggia sulla Libertà, che è ciò che permette la formazione della volontà e quindi della deliberazione pubblica.

Ma questa universalità pretende, anche solo in linea di principio, l’inclusività di quel “noi” che è l’esser popolo, l’esser nazione. E cos’è la democrazia popolare se non un pronunciamento sovrano sulla vita della nazione? Una nazione che vive non in forza di un patto sottoscritto una volta e per tutte ma come un patto da ribadire in ogni istante della vita associativa del Paese. Un plebiscito di tutti i giorni, direbbe Ernest Renan, che è il prodotto del desiderio di mettere insieme i destini di vita di ciascun membro del popolo, un plebiscito che è ricerca e conferma della comunanza del destino nazionale. Al contrario, “Se viene presupposto l’elemento sovrano, la volontà del popolo, prima ancora che esso esista, la gente invece di dire ai capi cosa deve fare, si sente dire da loro cosa volere”.

Allora c’è da chiedersi dove sia finita quella storia che la democrazia è il potere mediato dal popolo, è il potere che sa lasciare spazio alle differenze…

Differenze, sì.

Sapere quanti “no” e quanti “sì” su quel benedetto quorum per quelle maledette trivelle: questo sarebbe stato democratico. Ma l’affluenza alle urne non c’è stata. E il referendum non è stato quello strumento di democrazia diretta correttivo del parlamentarismo, quello strumento che, aldilà del tema, o forse in forza del tema, misura fino a qual punto vi sia un allontanamento della rappresentanza parlamentare dalla volontà popolare.

Perciò, forse sarebbe il caso di focalizzare l’attenzione sulla qualità del corpo elettorale che ha una fondamentale assunzione di responsabilità morale e politica. Focalizzare l’attenzione sul fatto che il 17 aprile 2016 gli italiani non onorarono il loro diritto di essere popolo, di essere nazione.

Liberamente ispirata a
M. Corselli, Democrazia e plebiscito, Carlo Saladino Editore, Palermo, 2015,  in vista del mio esame di teoria politica.

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