BNP e Università: sinergia perfetta

“L’università non faccia un lavoro incentrato soltanto su se stesso ma si apra alla società, diventi una sorta di motore di sviluppo della società, un sistema operativo del territorio. E’ un modo per applicare il sapere nel sociale, coinvolgendo le aziende del territorio, mettendole in contatto con gli studenti, dando opportunità concrete”. (Interviste di Salvo Ruffino)

E’ così che iniziamo la nostra intervista, con le parole del professor Dario Russo, docente di laboratorio di disegno industriale presso la Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Palermo, che da quest’anno, per i risvolti pratici della materia da lui insegnata, ha iniziato a collaborare con un’azienda che lavora e produce nel nostro comune, la BNP. E’ appunto questo il suo obbiettivo: “Formare non intellettuali ascetici ma intellettuali tecnici, capaci di applicare un pensiero critico alla risoluzione di problemi pratici”.

 L’intervista:

In qualità di rappresentante dell’azienda abbiamo sentito anche Paolo Biundo che ci spiega come la BNP abbia voluto investire sui ragazzi, e Salvatore Pizzo come project manager della stessa azienda ed ex studente del corso tenuto dal professore, che l’anno scorso ha ottenuto brillanti risultati in un progetto analogo di collaborazione con le aziende e da studente oggi è entrato a far parte effettivamente della BNP.

Hanno continuato a spiegarci con entusiasmo, la possibilità che hanno gli studenti di interfacciarsi col mondo del lavoro e del continuo sviluppo della sinergia tra aziende private ed università, che non potrà far altro che bene alla crescita sociale, culturale ed economica del nostro territorio.

Abbiamo potuto toccare con mano ciò che dicevano, grazie alle parole degli studenti del corso che partecipano allo stage presso l’azienda BNP che ci hanno spiegato i punti di forza dei loro progetti: Duilio che punta ad inserire la natura in attività quotidiane come andare in bici, Landro che riprende l’idea della poltrona Mies degli Archizoom così da creare uno stand bike non con la sola funzione di sostegno ma con la possibilità di sedersi e rilassarsi dopo una passeggiata, Giuditta, ispirandosi alla bicycle di Duchamp, punta a fare della propria bici un’opera d’arte, Francesco si è concentrato sul carattere attrattivo indicato dal nome del progetto stesso “Magneto”, elemento indicativo della stand bike ma anche di design. Secondo Luca il suo progetto può influire con un’acquisizione di abitudini alimentari sane del ciclista. Ciò che spinge questi ragazzi come ci dice Salvo, altro studente del corso, è di dare un contributo concreto non solo alla città di Palermo ma anche a Cinisi per far sviluppare la cultura di utilizzare la bicicletta e grazie a questi progetti incentivarne l’uso il più possibile.

Queste sono solo alcune delle loro idee per la realizzazione del progetto al quale stanno lavorando, e non ci sono sembrati per niente ascetici, anzi.

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