Ci sarebbe un’unica regia dietro l’attentato all’ufficio del sindaco Palazzolo e alle minacce contenute nella lettera inviata al geometra Evola. Il giornalista Pino Maniaci indagato per estorsione ai danni dei sindaci di Partinico e Borgetto. Intanto, parte la prima barca dallo scalo di alaggio inaugurato con tarallucci e vino alla presenza dei sindaci di Cinisi e Terrasini. Arrivano le prime bollette dell’acqua con un importo a forfait di 150 euro. Il sindaco chiarisce tutto con un video messaggio su facebook.

Al trentaduesimo della ripresa mi crolla l’ultimo paladino dell’antimafia siciliana. Dopo il presidente della Camera di Commercio Roberto Helg, finito in rovina per il fallimento della sua azienda e con la casa ipotecata, costretto suo malgrado a chiedere tangenti per arrivare alla fine del mese, arrivano inattese le intercettazioni che incastrerebbero le mani di Pino Maniaci.

Più insospettabile di Marrazzo, poi rivelatosi cliente fisso di transessuali romani; più inflessibile di Giorgio Tosatti, poi finito nel libro paga di Moggi; il mitico Pino è sostanzialmente nei guai. Avrebbe ricattato i sindaci di Partinico e Borgetto in cambio di soldi. Pino ha attaccato i magistrati. Come Berlusconi e Renzi si dice perseguitato dai giudici, infatti ha chiesto asilo politico in un bene confiscato gestito dal giudice Saguto.
Presunto innocente fino a prova contraria come l’anonimo che continua a torturare il sindaco di Cinisi fin dalla campagna elettorale, durante la quale si era limitato a volgari lettere, che spesso e volentieri raccontano verità nascoste come i film di Franco e Ciccio.

Da qualche mese il fetentone è passato prima all’intifada cinisara ed ora alle minacce contro il geometra Evola, numero uno dell’ufficio tecnico, dopo le sventure automobilistiche capitate all’architetto Giaimo e in questi minuti concitati all’ingegnere Zerillo, ormai negli ambienti ribattezzato demolition man.

Il sindaco conosce il mandante e lo ha dichiarato alla stampa. “Penso di sapere di chi si tratta. E’ lo stesso delle pietre dell’altra volta nel mio ufficio”. Le telecamere installate nei centri nevralgici del paese avrebbero scovato la longa manus che lancia sacchetti dalla persiana e bollette dell’acqua sotto le porte dei cinisensi.

Dopo due anni arrivano infatti le tanto attese bollette, con un importo calcolato a forfait di 150 euro. Sono arrivate implacabili le prime lamentele dei cittadini, che hanno costretto il sindaco a confezionare un video messaggio su facebook, per spiegare ai cittadini che la bolletta è rateizzabile per i cittadini in difficoltà.

Tutti i cittadini che ritengano di essere in crisi economica certificata possono altresì noleggiare gratuitamente una bici già dal prossimo 2 giugno, quando entrerà in funzione il tanto atteso bike sharing. Sindaco e assessore come i mitici Coppi e Bartali, immortalati dal Giornale di Sicilia hanno infatti annunciato che da quest’anno sarà possibile percorrere in bici il corso di Cinisi dalla piazza al mulino in sella alla due ruote. Quindi praticamente il ciclista prende la bici in piazza, percorre circa 800 metri e consegna la bici al mulino. Poi prende la macchina e va al mare. Fino a quando non arriverà l’allegro trenino, incubo estivo di papà e mammà.

Polemiche infuocate per il nuovo scalo di alaggio cinisaro in area portuale. Tutti sapevano tutto, ma spesso è meglio fare finta di niente. Dal 2011 con il famoso consiglio comunale congiunto Cinisi Terrasini avvenuto nella sala comunale di Terrasini, si sapeva della nascita dello scalo di alaggio poi realizzato in questi giorni. Tutti cascati dalle nuvole e pronti a chiedere le carte. Erano in quella sala nel 2011 ma hanno dimenticato tutto. Rimosso completamente dalle menti e ora apparso come l’arcangelo Gabriele che ha portato per l’inaugurazione il canotto buttato a mare con le ceneri di una politica intrisa di falsità e omissioni.

1 Comment
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ANNA
4 Maggio 2016 12:10

Mi fazzu i cianchi con i tuoi articoli ..ma un tempo la satira di cartavetrata era ancora più “ruvida”e proprio per questo migliore.