Home Attualità I salotti culturali a Cinisi: “La mia Africa”… e tanto altro

I salotti culturali a Cinisi: “La mia Africa”… e tanto altro

Impegno civico e culturale, curiosità, voglia di investire il proprio tempo condividendo momenti di formazione, dibattito e confronto: questi i principali ingredienti che hanno portato all’organizzazione di veri e propri salotti culturali.

Cinisi, 11 maggio 2016. Abbandoniamo l’idea che abbiamo, di matrice proustiana forse, sugli antichi salotti letterari di palazzo. I salotti culturali a Cinisi sono un vero e proprio momento di aggregazione e scambio culturale, multidisciplinare, variegato e condiviso. A parlarcene è l’organizzatrice, la dottoressa Daniela Volpes, che ci racconta:

Già da tanto tempo sentivo in me la necessità di approfondire alcuni temi, che seppure apparentemente pluritrattati, mi ponevano ancora tanti interrogativi.

Ma dove trovare il tempo, dove trovare chi li trattasse e che a sua volta avesse tempo da dedicare?

Il compito mi sembrava arduo ed in alcuni momenti impossibile. Ecco che un giorno nel 2012, come spesso mi accade, ad un certo punto si cominciò a concretizzare l’idea ed il programma fu presto fatto. I “Salotti culturali a Cinisi“, il mio paese dal 2002, ma un paese da me, e dalla mia famiglia, amato sin dal 1978 quando comprammo una villetta per le vacanze estive, sarebbe stato quello che volevo condividere con le mie amiche e con le loro amiche. Da allora non abbiamo mai smesso e seppure talora stanca, ogni anno le mie amiche mi sollecitano nella ricerca di nuovi temi in un crescendo sempre più interessante.

I temi: la donna, la moda, la libertà di vivere, l’amore e quest’anno cittadini del mondo sono stati temi sviscerati e trattati da professionisti che hanno risposto sempre prontamente e senza tirarsi indietro.

La dottoressa Piera Di Maria ginecologa e sessuologa, il giudice Fulvia Fratantonio del tribunale dei minori di Palermo, la professoressa Giusy Sorci Manduca scrittrice, la professoressa Isabel Trujillo docente di filosofia del diritto all’Università di Palermo, la professoressa Rosalba Sammataro docente di filosofia al liceo, la professoressa Igea Cuccia docente di scienze dell’alimentazione all’Istituto alberghiero di Carini, la stilista Francesca Di Maria, la giornalista di moda Marinella Calzona, le orientatrici familiari dottoressa Rita D’Avenia e Lucia Vassallo, lo psichiatra Dottore Giampaolo Colò, il filosofo Dottore Giuseppe Brighina, la sovrintendente ai beni culturali della provincia di Palermo Dottoressa Maria Elena Volpes, la psicologa Dottoressa Raffaella Beninati… solo per fare alcuni nomi.

Quest’anno “dulcis in fundo” la presenza della dottoressa Paola Binetti, deputato parlamentare dell’UDC, ci ha fatto spingere oltre e con la disponibilità piena del sindaco Giangiacomo Palazzolo, l’incontro “Identità e diversità” è stato tenuto presso la sala consiliare del Comune di Cinisi lo scorso 4 marzo. In tale occasione si è parlato della famiglia come luogo dove ognuno si prende cura dell’altro, dove ama di più chi perdona di più, dove i figli hanno diritto ad avere un padre e una madre, e della tempesta mediatica intorno a temi come la “Step Child”, le unioni eterosessuali e la crisi della famiglia.

Una particolare attenzione, quest’anno, si è voluta dare all’immigrazione, tema che tanto sollecita le nostre coscienze e che ci vede tanto impreparati e talora impulsivi e non propositivi.

“Integrazione e non immigrazione” questo era l’aspetto che volevo puntualizzare nell’incontro su “La cultura Africana“, tenuto da Doudou Diouf, senegalese abitante a Palermo da circa 5 anni, che si occupa di diffondere la sua cultura con interessanti incontri anche nelle scuole palermitane, oltre che attraverso il suo centro di musica e danza etnica sito in via Isidoro La Lumia 98, a Palermo.

Durante questo Incontro ancora una volta è venuto fuori l’argomento “famiglia” come la intendono gli africani, che è come quella italiana di una volta, quella che noi sogniamo, dove c’è rispetto gli uni per gli altri a partire dai più piccoli a finire agli anziani, ognuno con un ruolo ben preciso e fondamentale. Scevra da ogni sovrastruttura, televisione, internet, telefonino, tablet, mezzi di trasporto, stress, attività di ogni genere, la “Mia Africa” come ce l’ha presentata Doudou è il paradiso che ognuno di noi ha sognato almeno una volta nella vita, il pilastro per la felicità.

L’incontro: “La cultura africana” – foto di Gioacchino Migliore:

Il piatto comune dove ognuno lascia all’altro la porzione migliore perchè non conta la quantità, ma la qualità, il rapporto di venerazione nei confronti della nonna figura di protezione e di riparo nei momenti di difficoltà, la scienza che fluisce dalle labbra del nonno che come ogni saggio “sa tutto”, quando mietere, quando raccogliere, come costruire, come procurarsi da mangiare, le previsioni del tempo da un semplice sguardo al cielo, la comunicazione e l’aggregazione attraverso gli strumenti musicali, la musica, il canto, il ballo, l’allegria ed il sorriso inciso nel cuore degli africani, la sicurezza nella propria casa e nel proprio paese che viene dal fatto di non possedere nulla, tutte queste cose contrastano con la nostra mentalità odierna che vede l’abbandono degli anziani, la mancanza di comunicazione, la chiusura dei nostri figli nelle mura del loro computer, telefonino, tablet, la tristezza, l’insoddisfazione nei nostri occhi e così via.

Forse dovremmo guardare l’immigrazione come un’opportunità e non una difficoltà”.

Cultura: l’urlo degli uomini in faccia al loro destino – Albert Camus

0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments