Home Ambiente “Pizzo Muletta”, un ecoparco e tanti eventi

“Pizzo Muletta”, un ecoparco e tanti eventi

I cittadini onesti di Capaci, il luogo squarciato dalla violenza degli attentanti di quel 23 maggio 1992, alzano la testa e costituiscono il comitato “Pizzo Muletta Ecoparco di Capaci – per non dimenticare” chiedendo di essere risarciti con l’assegnazione della “Cava”, bene confiscato alla mafia a seguito dei fatti della strage.

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Rendere fruibile fin da subito un’area di grandissimo valore storico, culturale, naturalistico e simbolico, da 24 anni negata ai cittadini, al fine di rispondere con i fatti alla insopportabile retorica dell’antimafia di facciata è l’obbiettivo primario del comitato.

La scelta del nome “Pizzo Muletta ecoparco di Capaci – per non dimenticare” aderisce ad un preciso programma che vede la proposta di realizzazione di un parco pubblico a “cemento zero” come strumento di ribellione alla cementificazione e al consumo incontrollato di suolo contrapposto alla storia stessa della “cava”, impianto di provenienza degli inerti usati dalla mafia per dare luogo al sacco del territorio.

Ciò che si vuole è un parco in cui l’associazionismo impegnato nella promozione della cittadinanza attiva possa educare e sensibilizzare alla legalità e coltivare la memoria di quei cittadini che hanno sacrificato le loro vite per combattere la mafia. Un luogo ideale in cui, mutuando le parole di Peppino Impastato, educare la gente alla bellezza fornendo un’arma contro la paura e l”omertà “…perchè in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vive la curiosità e lo stupore” (cit. Peppino Impastato).

Il comitato ritiene che solo attraverso la realizzazione di progetti ed attività culturali mirate al raggiungimento di tali finalità sarà possibile ripristinare effettivamente la dignità dei cittadini di Capaci e d’Italia, insieme vittime indirette degli attentati del ’92.
Sostenitori partner del comitato insieme a singoli cittadini sono:
l’associazione culturale Sviluppo Partecipato (SVI.PA.), LIPU “Ente gestore Riserva Naturale Orientata Isola delle Femmine” e ENPA Partinico, l’associazione di Volontariato Mosaicando Onlus.

Giorno 29 maggio 2016 i cittadini rientrano silenziosamente in quello che si augurano diventi un parco e lo fanno rispondendo all’invito che dà il titolo all’evento : “Ci vediamo al Parco” sottotitolo “Restituiamo ai cittadini un bene confiscato alla mafia”.

La visita prevede due turni rispettivamente alle ore 9.30 e alle ore 11.30 a cui potranno partecipare massimo 20 persone per volta. Guiderà i due gruppi Vincenzo Di Dio, direttore della Riserva Naturale Orientata di Isola delle Femmine gestita dalla LIPU. Parteciperà alla visita inoltre il paleontologo Vittorio Garilli del team internazionale di scienziati che ha scoperto, proprio a Pizzo Muletta, il primo dinosauro siciliano (su quattro ritrovati in Italia) ribattezzato “Dinosauro”.

Per partecipare è necessario inviare l’adesione a info@svipa.it comunicando i seguenti dati: nome e cognome – età – turno scelto (ore 9:30 – ore 11:30).

Un secondo evento è “Pizzo Muletta – un parco per riscattare Capaci”.
Giorno 9 giugno presso la Sala Macina di palazzo Conti Pilo a Capaci, a partire dalle ore 17.00, avrà luogo l’evento di ufficializzazione del comitato “Pizzo Muletta ecoparco di Capaci – per non dimenticare” .

All’evento inaugurale del comitato saranno presenti diversi ospiti tra cui il direttore dell’Agenzia Nazionale Beni Sequestrati e Confiscati dott. Umberto Postiglione ed il giornalista prof. Salvo Vitale, storico amico di Peppino Impastato e i sindaci del comune di Capaci e dei Comuni limitrofi.

L’evento-incontro ha la doppia finalità di divulgare l’enorme valore storico culturale di “Pizzo Muletta” facendo conoscere le risultanze, in parte inedite, degli studi ed approfondimenti sin qui condotti e di condividere la proposta di utilizzo a parco pubblico del bene confiscato con i cittadini e le istituzioni.

Verrà inoltre consegnata nel corso della cerimonia al sindaco di Capaci la prima trance della petizione con cui migliaia di cittadini di Capaci e di tutta Italia chiedono la restituzione del bene confiscato per farne un parco pubblico ecosostenibile in memoria delle vittime della strage.

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